Novità normative e giurisprudenziali

Coordinamento Redazionale - arch. Fabio Mattiuzzo | testi a cura di: dott.ssa Francesca Martini | dott.ssa Monica Tomaello | arch. Claudio Perin | arch. Fabio Mattiuzzo
Le presenti note sono pubblicate a solo scopo informativo.
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Elenco completo articoli filtrabili per tema o anno 

Ricostruzione ruderi: è necessario dimostrare le consistenza dell’edificio originario 

Si segnala la sentenza 26 settembre 2017 n. 1167, con la quale il TAR Lombardia- Brescia, si è pronunciato sulla ricostruzione di un rudere, ritenendo legittimi i provvedimenti comunali che hanno inibito il recupero (restauro e ristrutturazione) di un edificio ridotto a rudere. Nel caso di specie l’unica possibile testimonianza dell’esistenza fisica del fabbricato preesistente era costituita da una planimetria datata, dalla quale si poteva evincere solo la probabile pianta dell’edificio.
Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale la ricostruzione dei ruderi va “considerata come realizzazione di una nuova costruzione, quando la parte dell’opera muraria ancora esistente non permette l’individuazione certa dei connotati essenziali del manufatto originario (muri perimetrali, strutture orizzontali e copertura), attesa la mancanza di elementi sufficienti a testimoniare le dimensioni e le caratteristiche dell’edificio da recuperare” (T.A.R. Campania Napoli, sez. III – 27/2/2017 n. 1169; TAR Lombardia, sez. I 27/3/2017 n. 418).
Sulla questione si è espresso più volte anche.... continua>>> [PDF 185Kb]
Data di pubblicazione: 13/10/2017


Oneri concessori e mutamento di destinazione d’uso da industriale a commerciale

Si segnala la sentenza 19 settembre 2017 n. 9818 con cui il TAR Lazio, Sezione Seconda Bis, ha deciso una controversia concernente l’accertamento della debenza degli oneri concessori a seguito del rilascio della concessione in sanatoria per l’avvenuto cambio di destinazione d’uso - senza opere edilizie - di un immobile da industriale a commerciale.
Il Giudice ha osservato che il mutamento di destinazione d’uso, anche senza realizzazione di nuove opere, da industriale a commerciale, integra un mutamento tra categorie funzionali distinte e non omogenee che determina un incremento del carico urbanistico, soggiacendo, pertanto, all’onere di sopportare gli oneri concessori conseguenti all’aggravio del carico urbanistico.
In altri termini, “l’incremento del carico urbanistico,.... continua>>> [PDF 183Kb]
Data di pubblicazione: 03/10/2017


Vigilanza urbanistico - edilizia svolta dai comuni: comunicazioni alla Regione

L’articolo 31, comma 7, del DPR n.380 del 2001, assegna al Segretario comunale il compito di redigere, pubblicare e trasmettere “i dati relativi agli immobili e alle opere realizzate abusivamente”. Analogamente l’articolo 89, comma 6, L.R. 61/1985, attribuisce ai Segretari comunali il compito di redigere , pubblicare e trasmettere “l’elenco dei rapporti comunicati dagli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria riguardanti opere o lottizzazioni realizzate abusivamente”.
Dal tenore letterale delle norme discende che l’obbligo di comunicazione riguarda solo i dati relativi ad opere ed edifici realizzati abusivamente; per tali motivi si chiede che le comunicazioni inviate alla Regione riguardino esclusivamente segnalazioni contenenti dati e di interrompere le comunicazioni prive di informazioni: cosiddette “comunicazioni negative”.
Restano immutate le competenze e le procedure di cui all’art. 30 della legge regionale 13 aprile 2004 n.11.

  • Per maggiore approfondimento si rendono disponibili le note [PDF – 2,8Mb] intercorse con la Provincia di Padova 

Data di pubblicazione: 28/09/2017


La sentenza TAR Veneto n. 692/2017 e le complesse vicende del “contributo straordinario”

La sentenza TAR Veneto 18 luglio 2017, n. 692, fornisce lo spunto per provare a svolgere alcune considerazioni di natura tecnico-urbanistica sull’istituto introdotto dall’art. 17, comma 1, lettera g), legge n. 164 del 2014, il cd. “contributo straordinario”.
Il caso di specie, sottoposto all’esame del Giudice amministrativo, riguarda l’imposizione del “contributo straordinario” di cui all’articolo 16, comma 4, lettera d-ter, del TUE, nei confronti dei proprietari di un terreno oggetto di variante urbanistica al PI con attribuzione di nuova capacità edificatoria. In particolare, il ricorrente eccepisce l’illegittimità costituzionale della norma ritenendo violato l’art. 23 della Costituzione, che prevede una riserva di legge in materia di prestazioni imposte.
Secondo il TAR, invece, la norma, pur.... continua>>> [PDF 183Kb]
Data di pubblicazione: 15/09/2017


Restauro e risanamento conservativo e mutamenti d’uso: una sentenza problematica della Corte di Cassazione ed un tempestivo “rimedio” normativo 

Chi da molti anni si confronta quotidianamente con i problemi legati alla corretta qualificazione tecnico-giuridica degli interventi edilizi ha assistito alla graduale modifica della definizione degli interventi operata prima dalla lunga serie di DL che precedettero l’approvazione – nel 2001 – del TU edilizia e, in seguito, dalle numerose modifiche apportate al DPR 380 stesso.
Una delle più recenti è quella contenuta nell’art. 65-bis della legge n. 96 del 2017 di conversione del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 (cd. “Manovrina”).
Accade sempre più di frequente che alcuni pronunciamenti giurisprudenziali obblighino il legislatore – tanto quello statale che quello regionale – ad intervenire “a posteriori”, per precisare meglio le proprie leggi o per correggere formulazioni poco chiare.
In questo caso la modifica è la diretta conseguenza della sentenza.... continua>>> [PDF 183Kb]
Data di pubblicazione: 18/07/2017


Risarcimento del danno da ritardo 

Si segnala la sentenza 17 luglio 2017 n. 1223 con cui il TAR Campania, Salerno, Sezione Seconda, ha accolto una domanda – avanzata da un imprenditore commerciale nei confronti di un Comune - di risarcimento del danno subito in conseguenza al ritardo con il quale è stato concluso il procedimento. Nel caso di specie, l’istanza tendente ad ottenere il rilascio del titolo abilitativo per ampliare un fabbricato a destinazione commerciale è divenuta improcedibile a causa della entrata in vigore del DPR n. 160/2010.
Com’è noto, il citato DPR 160/2010 ha sostituito, con decorrenza dal 1° ottobre 2011, la disciplina dello sportello unico delle attività produttive contenuta nel regolamento di cui al DPR 20 ottobre 1998, n. 447; particolare rilevanza nel nuovo assetto normativo rivestono le.... continua>>> [PDF 121Kb]
Data di pubblicazione: 08/08/2017


Governo del Territorio | Compendio normativo aggiornato 

Il compendio normativo in materia di governo del territorio, curato dal Gruppo di Lavoro del Dipartimento Pianificazione Territoriale, è stato aggiornato con i nuovi riferimenti determinati in particolare dall'entrata in vigore della Legge regionale n. 14 del 2017 e dal provvedimento di Giunta regionale d'indirizzo per la redazione dei PAT.
In particolare sono stati introdotti i riferimenti legislativi legati alle nuove disposizioni per il contenimento del consumo di suolo, con le conseguenti modifiche della legge regionale n. 11 del 2004, e i nuovi orientamenti operativi per la redazione dei Piani di Assetto del Territorio per il sistema rurale e gli allevamenti zootecnici approvati con DGR n. 816/2017

Data di pubblicazione: 28/07/2017


Accesso civico generalizzato: in G.U. la circolare del Dipartimento della funzione pubblica n. 2/2017 

Nella Gazzetta ufficiale n. 162 del 13 luglio 2017 è stata pubblicata la circolare del Dipartimento della funzione pubblica 30 maggio 2017, n. 2 avente ad oggetto “Attuazione delle norme sull'accesso civico generalizzato (c.d. FOIA)”.
Come noto, il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, di modifica del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ha introdotto l'istituto dell'accesso civico generalizzato, che attribuisce a chiunque il “diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione (...), nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi giuridicamente rilevanti secondo quanto previsto dall'art. 5-bis” (art.5, comma 2, decreto legislativo n. 33/2013).
Con delibera n. 1309 del 28 dicembre 2016, l'Autorità nazionale anticorruzione,.... continua>>> [PDF 120Kb]

Data di pubblicazione: 18/07/2017


VIA: in G.U. il decreto legislativo n. 104 del 16 giugno 2017

Nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 2017 è stato pubblicato il decreto legislativo n. 104 del 16 giugno 2017 “Attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114. (17G00117)”
Le norme entrano in vigore il 21 luglio 2017.
Si segnala che il decreto legislativo n. 104/2017, oltre ad apportare rilevanti modifiche alla parte seconda del d.lgs.3 aprile 2006, n. 152... continua>>> [PDF 230Kb]

Data di pubblicazione: 13/07/2017


Approvati gli orientamenti operativi alla redazione del Piano di Assetto del Territorio per il sistema rurale e gli allevamenti zootecnici

Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 816 del 6 giugno 2017 (BUR n. 65 del 11/07/2017) sono stati approvati due nuovi sussidi operativi per la redazione del Piano di Assetto del Territorio (PAT/PATI), con il principale scopo di tutelare il patrimonio rurale, naturale e paesaggistico veneto, nel rispetto delle attività produttive del settore primario che ne caratterizzano, con le proprie peculiarità e specificità, ogni singolo ambito territoriale.
Gli orientamenti operativi intendono agevolare, considerata la molteplicità degli aspetti afferenti il territorio rurale, sia la predisposizione del PAT/PATI, in particolare dello studio agronomico, garantendo maggiore uniformità e qualità degli elaborati di piano, sia una più completa e omogenea valutazione istruttoria dei piani, nell’ambito del loro iter d’approvazione, da parte degli enti preposti. Più in dettaglio,.... continua>>> [PDF 185Kb]
Data di pubblicazione: 11/07/2017


Permanenza degli effetti delle proposte di vincolo formulate prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 42/2004. Rimessione all’Adunanza plenaria 

Si segnala l’ordinanza 12 giugno 2017, n. 2838 con cui la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza Plenaria la questione se, ai sensi del combinato disposto degli artt. 140, 141 e 157, comma 2, del d.lgs. n. 42/2004, le proposte di vincolo formulate prima dell’entrata in vigore del medesimo decreto legislativo, e per le quali non vi sia stata conclusione del relativo procedimento con l’adozione del decreto ministeriale recante la dichiarazione di notevole interesse pubblico, cessino di avere effetto.
Come è noto, l’art. 157, comma 2 del d.lgs. n. 42/2004 prevede che “le disposizioni della presente Parte si applicano anche agli immobili ed alle aree in ordine ai quali, alla data di entrata in vigore del presente Codice, sia stata formulata la proposta ovvero definita la perimetrazione ai fini della dichiarazione di notevole interesse pubblico o del riconoscimento quali zone di interesse archeologico”. A questo proposito, si ricorda che... continua>>> [PDF 185Kb]
Data di pubblicazione: 10/07/2017


Entrata in vigore della LR n.14 del 2017 

Da oggi, 24 giugno 2017, entra in vigore la nuova legge regionale 6 giugno 2017, n. 14 avente per oggetto "Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”. 
Data di pubblicazione: 24/06/2017


Oggi nel BUR la legge del Veneto sul contenimento di consumo di suolo

Pubblicata oggi, 9 giugno 2017, la Legge Regionale 6 giugno 2017, n. 14 avente per oggetto "Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo e modifiche della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 “Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”.
La legge entrerà in vigore tra quindici giorni e prevede inizialmente l’impegno da parte dei Comuni a fornire, attraverso la compilazione di un’apposita scheda, parte delle informazioni utili per consentire alla Giunta regionale di emanare il provvedimento previsto dall'articolo 4.
L'allegato A della legge, infatti, è una scheda informativa che i Comuni dovranno scaricare nel formato xls al seguente link ove sono contenute anche tutte le istruzioni per la compilazione dei pochi dati richiesti.

Data di pubblicazione: 9/06/2017


La Consulta si pronuncia sul Regolamento Edilizio Tipo

Si segnala la sentenza 26 maggio 2017, n. 125 con cui la Corte costituzionale ha ritenuto infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 17 bis del D.L. n. 133/2014 (c.d.“sblocca-Italia”) sollevata dalla Regione Puglia e dalla Provincia autonoma di Trento.
Come noto, il citato articolo 17 bis introduce il comma 1-sexies dell’art. 4 del DPR n. 380/2001, ai sensi del quale “il Governo, le regioni e le autonomie locali, in attuazione del principio di leale collaborazione, concludono in sede di Conferenza unificata accordi ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, o intese ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per l’adozione di uno schema di regolamento edilizio-tipo, al fine di semplificare e uniformare le norme e gli adempimenti. Ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettere e) e m), della Costituzione, tali accordi costituiscono livello essenziale delle prestazioni, concernenti la tutela della concorrenza e i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale […]”.
In particolare, la Consulta ha ritenuto... ... continua>>> [PDF 220Kb]
Data di pubblicazione: 1/06/2017


Approvata la nuova legge regionale sul contenimento di consumo di suolo 

Lo scorso 29 maggio, il Consiglio regionale del Veneto ha definitivamente approvato la Legge finalizzata al contenimento di consumo di suolo (Progetti di legge n. 14, 40 e 44).
Con la nuova legge si promuove un processo di revisione sostanziale della disciplina urbanistica che da oggi, deve essere ispirata ad una nuova coscienza delle risorse territoriali ed ambientali; in particolare la nuova disciplina mira a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, in coerenza con l'obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050.
Cos’è il consumo di suolo... ...continua>>> [PDF 170Kb]
Data di pubblicazione: 31/05/2017


Il Tar Toscana sottopone alla Consulta la questione delle modalità di tutela dei terzi negativamente incisi dall’attività oggetto di una s.c.i.a. 

La Terza Sezione del TAR Toscana, con ordinanza 11 maggio 2017, n. 667 ha ritenuto “non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dell’articolo 19, comma 6 ter, l. n. 241/90, in relazione agli artt. 3, 11, 97, 117, comma 1, in relazione all'art. 1 del Protocollo addizionale n. 1 alla CEDU ed all'art. 6, paragrafo 3, del Trattato UE, e 117 comma 2 lett. m) Cost.”.
Il Giudice, dopo un'attenta ed approfondita ricostruzione normativa e giurisprudenziale, evidenzia come l’attuale regime della SCIA non preveda un termine per la presentazione da parte del terzo dell’istanza sollecitatoria delle verifiche amministrative di cui all’articolo 19 comma 6 ter della legge n. 241/1990 e che tale termine non è desumibile dal sistema normativo, con la conseguenza che la diffida del terzo dovrebbe ritenersi tempestiva anche se proposta a notevole distanza di tempo dall’avvenuto deposito della segnalazione presso l’Ente competente.
Ciò si pone in evidente contrasto con svariati principi di rilievo costituzionale.
La mancata fissazione di un termine... ... continua>>> [PDF 280Kb]
Data di pubblicazione: 19/05/2017


Parziale difformità dal titolo edilizio. Irrilevanza delle violazioni entro il limite del 2% 

Si segnala la sentenza 30 marzo 2017, n. 1481 con cui la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha chiarito il significato della disposizione di cui al comma 2-ter dell'articolo 34 del D.P.R.n. 380/2001 che, come noto, dispone che “non si ha parziale difformità del titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che non eccedano per singola unità immobiliare il 2 per cento delle misure progettuali”.
Il Giudice ha precisato che tale articolo non contiene una definizione normativa della parziale difformità, ma prevede invece una franchigia; in altri termini, la norma intende stabilire “non che ogni violazione eccedente il 2% considerato costituisce difformità totale, ma al contrario che le violazioni contenute entro tale limite sono irrilevanti.”
A sostegno della sua tesi, il Giudice... ... continua>>> [PDF 216Kb]
Data di pubblicazione: 9/05/2017


Circolare MIBACT 21 aprile 2017 n. 15 - Interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica 

Si segnala che il Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo ha fornito le prime indicazioni relative all’applicazione del DPR 13 febbraio 2017 “Regolamento recante individuazione interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzato ria semplificata”, con particolare riguardo ai procedimenti in essere alla data di entrata in vigore del nuovo regime
Data di pubblicazione: 27/04/2017


Motivazione dell’annullamento d’ufficio disposto dopo anni dal rilascio del titolo edilizio. Rimessione all’Adunanza plenaria 

Si segnala l’ordinanza 19 aprile 2017, n. 1830 con cui la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza Plenaria la decisione della seguente questione:
Se, nella vigenza dell’art. 21- nonies, come introdotto dalla legge n. 15 del 2005, l’annullamento di un provvedimento amministrativo illegittimo, sub specie di concessione in sanatoria, intervenuta ad una distanza temporale considerevole dal provvedimento annullato, debba o meno essere motivata in ordine alla sussistenza di un interesse pubblico valutato in concreto in correlazione ai contrapposti interessi dei privati destinatari del provvedimento ampliativo e agli eventuali interessi dei controinteressati, indipendentemente dalla circostanza che il comportamento dei privati possa aver determinato o reso possibile il provvedimento illegittimo, anche in considerazione della valenza – sia pure solo a fini interpretativi – della ulteriore novella apportata al citato articolo, la quale appare richiedere tale valutazione comparativa anche per il provvedimento emesso nel termine di 18 mesi, individuato come ragionevole, e appare consentire un legittimo provvedimento di annullamento successivo solo nel caso di false rappresentazioni accertate con sentenza penale passata in giudicato
La Sezione ha evidenziato che sulla questione ... continua>>> [PDF 275Kb]
Data di pubblicazione: 26/04/2017


Il procedimento VAS avviato successivamente all’approvazione della variante non ha efficacia sanante 

Si segnala la sentenza 17 marzo 2017, n. 398 con cui il la Prima Sezione del TAR Piemonte ha ribadito che, qualora una variante debba essere sottoposta a VAS, non può attribuirsi efficacia sanante al procedimento avviato successivamente all’approvazione della variante stessa, poiché, ai sensi dell’art 11, comma 5, del d.lgs. n. 152/2006, la fase di valutazione deve essere conclusa anteriormente all'approvazione del piano o del programma.
Il caso sottoposto all’esame del Giudice riguarda una variante con riferimento alla quale, secondo la tesi di parte ricorrente, avrebbe dovuto essere avviata la procedura di VAS, ovvero avrebbero dovuto essere esplicitate le ragioni in base alle quali non veniva attivato il procedimento valutativo.
L’Amministrazione comunale, invece,... ... continua>>> [PDF 175Kb]
Data di pubblicazione: 19/04/2017


Edifici di culto: la Consulta si pronuncia sulla legge

La Corte Costituzionale con sentenza 7 aprile 2017, n. 67 ha ritenuto legittima, nel suo complesso, la normativa regionale relativa agli edifici e attrezzature di interesse comune per servizi religiosi (art. 2 della legge della Regione Veneto 12 aprile 2016, n. 12), ad eccezione della parte in cui, nell’introdurre nella legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, l’art. 31-ter, al suo comma 3, dispone che nella convenzione urbanistica stipulata tra il soggetto richiedente e il comune interessato “può, altresì, essere previsto l’impegno ad utilizzare la lingua italiana per tutte le attività svolte nelle attrezzature di interesse comune per servizi religiosi, che non siano strettamente connesse alle pratiche rituali di culto”.
Data di pubblicazione: 11/04/2017


Motivazione dell’ordinanza di demolizione notificata 32 anni dopo la realizzazione dell’abuso (non commesso dall’attuale proprietario). Rimessione all’Adunanza plenaria 

Si segnala l’ordinanza 24 marzo 2017, n, 1337 con cui la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza plenaria la questione “se l’ordinanza di demolizione di immobile abusivo debba essere congruamente motivata sulla sussistenza di un interesse pubblico concreto e attuale al ripristino della legalità violata quando il provvedimento sanzionatorio intervenga a una distanza temporale straordinariamente lunga dalla commissione dell’abuso, il titolare attuale non sia responsabile dell’abuso e il trasferimento non denoti intenti elusivi del provvedimento sanzionatorio”.
Il caso di specie riguarda un’ordinanza di demolizione di opere edili abusivamente realizzate, notificata ben trentadue anni dopo l’ultimazione delle stesse opere. Tale inerzia aveva ingenerato una posizione di ... continua>>> [PDF 181Kb]
Data di pubblicazione: 07/04/2017


Pubblicato il D.P.R. 31/2017 “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata” 

Si segnala che nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22.03.2017 è stato pubblicato il D.P.R. 13 febbraio 2017, n. 31 che individua gli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata. Dalla data di entrata in vigore di tale regolamento è abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139.
Data di pubblicazione: 24/03/2017


La decorrenza del termine per l’impugnazione del permesso costruire 

La Sezione Quarta del Consiglio di Stato con sentenza 3 marzo 2017, n. 998 ha affrontato il tema della tempestività del ricorso con riguardo all’ambito dell’attività edilizia.
La Sezione, rifacendosi ad una giurisprudenza ormai consolidata, ha ribadito che l’inizio dei lavori segna il dies a quo ai fini della tempestiva proposizione del ricorso laddove si contesti l’an della edificazione (cioè laddove si sostenga che nessun manufatto poteva essere edificato sull’area), mentre laddove si contesti il quomodo (distanze, consistenza ecc.) il dies a quo va fatto coincidere con il completamento dei lavori ovvero con il grado di sviluppo degli stessi, ove renda palese l’esatta dimensione, consistenza, finalità, dell’erigendo manufatto.
Ciò, ovviamente, ferma restando la possibilità, da parte di chi solleva l’eccezione di tardività, di provare la concreta anteriore conoscenza del provvedimento lesivo in capo al ricorrente (ex plurimis Cons. di Stato, Sez. IV 28 ottobre 2015, n. 4910 e n. 4909).
In particolare, il Collegio ha precisato che ... continua>>> [PDF 180Kb]
Data di pubblicazione: 20/03/2017


Principio di proporzionalità dell'azione amministrativa

Com’è noto, la legge n. 241/1990, all’articolo 1, annovera fra i principi da cui è retta l’attività amministrativa anche i “principi dell'ordinamento comunitario” tra i quali particolare importanza riveste il principio di proporzionalità. Tale principio trova applicazione, oltre che nell’attività amministrativa diretta all’emanazione di atti provvedimentali, anche nell’attività della pubblica amministrazione diretta all’emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione.
A tal proposito, si segnala la sentenza 20 febbraio 2017, n. 746 con cui la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha ribadito che "il principio di proporzionalità, ... continua>>> [PDF 183Kb]
Data di pubblicazione: 09/03/2017


Fascia di rispetto cimiteriale: le disposizioni introdotte dalla legge regionale n. 30 del 2016 

Il R.D. 1265/1934 “Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie”, stabilisce all’articolo 338, da ultimo modificato dalla L. 166/2002, che i cimiteri devono essere collocati ad una distanza di almeno 200 metri dal centro abitato e che nel raggio di 200 metri dal perimetro dell’impianto cimiteriale è vietato costruire nuovi edifici. Il comma 5 del medesimo articolo stabilisce che per dare esecuzione ad un’opera pubblica o attuazione ad un intervento urbanistico “il consiglio comunale può consentire, previo parere favorevole della competente azienda sanitaria locale, la riduzione della zona di rispetto tenendo conto degli elementi di ambientali di pregio dell’area, autorizzando l’ampliamento di edifici preesistenti o la costruzione di nuovi edifici. La riduzione di cui al periodo precedente si applica con identica procedura anche per la realizzazione di parchi, giardini e annessi, parcheggi pubblici e privati, attrezzature sportive, locali tecnici e serre”. Ciò che può essere realizzato all’interno della zona di rispetto viene disciplinato dal comma 7 del medesimo articolo che dispone: “All'interno della zona di rispetto per gli edifici esistenti sono consentiti interventi di recupero ovvero interventi funzionali all'utilizzo dell'edificio stesso, tra cui l'ampliamento nella percentuale massima del 10 per cento e i cambi di destinazione d'uso, oltre a quelli previsti dalle lettere a), b), c) e d) del primo comma dell'articolo 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457”.
All’interno della fascia compresa tra i 50 (misura minima) e i 200 metri dal perimetro dell’impianto cimiteriale, la maggior parte delle pronunce giurisprudenziali hanno escluso... continua>>> [PDF 151Kb]
Data di pubblicazione: 3/03/2017


Legge regionale n. 4 del 2015 | Illegittimità costituzionale della deroga alle distanze tra fabbricati disciplinati puntualmente 

Con sentenza 24 febbraio 2017, n. 41, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 8, comma 1, lettera a della legge regionale n. 4/2015 laddove consente agli strumenti urbanistici generali di derogare alle distanze del D.M. 1444 non solo all'interno dell'ambito dei piani attuativi, ma anche all'interno «degli ambiti degli interventi disciplinati puntualmente».
Più precisamente, la norma regionale impugnata, in attuazione di quanto previsto dall’articolo 2 bis del DPR n. 380/2001, prevedeva che lo strumento urbanistico generale potesse fissare limiti di densità, di altezza e di distanza in deroga a quelli stabiliti dagli articoli 7, 8 e 9 del D.M. n. 1444/1968 “nei casi di cui all’articolo 17, comma 3, lettere a) e b), della legge regionale n. 11/2004 […] “con riferimento ai limiti di distanza da rispettarsi all’interno degli ambiti dei piani urbanistici attuativi (PUA) e degli ambiti degli interventi disciplinati puntualmente”.
Ricorda la Corte che la disciplina delle distanze fra costruzioni ha la sua collocazione anzitutto nella... continua>>> [PDF 151Kb]
Data di pubblicazione: 2/03/2017


Il TAR Veneto torna sulla questione dell’individuazione dell’autorità competente in materia di VAS

Si segnala la sentenza TAR Veneto, Sezione II, 18 gennaio 2017, n. 50 che ha affrontato, tra l’altro, la questione dell’ individuazione dell’autorità competente per la VAS e della sua distinzione rispetto all’autorità procedente.
Nel caso di specie, parte attrice lamentava l’illegittimità della procedura di valutazione ambientale strategica perché svolta da un’articolazione interna della Regione che, all’epoca dei fatti, era anche l’ente competente ad approvare il piano al quale si riferiva la valutazione medesima; in altri termini, a detta dell’associazione ricorrente, l’autorità competente per lo svolgimento della procedura di VAS sarebbe stata priva dei necessari requisiti di autonomia.
A tal riguardo si ricorda che l’articolo 5, comma 1, lettera p) del D.Lgs. n. 152/2006 definisce l’“autorità competente” come ... continua>>> [PDF 183Kb]
Data di pubblicazione: 02/02/2017


Considerazioni sull’obbligo di astensione previsto dall’articolo 78 del D.Lgs. n. 267 del 2000 

L’art. 78, comma 2, del citato d.lgs. 267/2000 dispone: “Gli amministratori di cui all’articolo 77, comma 2, devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di estensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado”.
In primo luogo appare utile evidenziare la diversa natura degli strumenti di cui si compone, ai sensi della vigente LR 11/2004, il piano regolatore comunale: il PRG, di cui all’art. 12 della citata legge, si articola in disposizioni strutturali e programmatiche, contenute nel piano di assetto del territorio (PAT) ed in disposizioni operative, contenute nel piano degli interventi (PI).
I contenuti dei PAT, infatti, diversamente da quelli del PI, hanno, in linea di principio, carattere ... continua>>> [PDF 182Kb]
Data di pubblicazione: 27/01/2017


La Corte di Giustizia Europea si pronuncia sulle questioni pregiudiziali relative alla direttiva “VAS” proposte dal TAR Veneto 

La Corte di Giustizia UE, Sezione III, con sentenza 21 dicembre 2016 si è pronunciata sulla domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal TAR Veneto, Sez. II, con ordinanza 4 agosto 2015 n. 879 già oggetto di commento in questa rubrica.
La domanda di pronuncia pregiudiziale verteva sulla validità dell’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente, nonché sull’interpretazione dell’articolo 3, paragrafi 2 e 3 della medesima direttiva2.
Secondo il Giudice del rinvio il sopra citato articolo 3 sarebbe illegittimo nella parte in cui consente di sottrarre alla valutazione ambientale strategica piani e i programmi per i quali è stata prescritta la valutazione di incidenza ai sensi della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche.
Ciò considerato, con la prima questione, il TAR Veneto ha... continua>>> [PDF 192Kb]
Data di pubblicazione: 25/01/2017


D.Lgs 222 del 2016 | La nuova modulistica regionale unificata 

Nel Bur n. 9 del 20 gennaio 2017 è stato pubblicato il Decreto del Direttore della Direzione Pianificazione Territoriale n. 97 del 30 Dicembre 2016 che approva le modifiche ai moduli unificati e standardizzati per la Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), per la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), per la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), per la Segnalazione Certificata di Inizio Attività in Alternativa al Permesso di Costruire, di aggiornare il modello unificato relativo al Permesso di Costruire, relativamente ad alcuni riferimenti normativi.
Il provvedimento si è reso necessario a seguito dell'entrata in vigore, l'11 dicembre 2016, del Decreto Legislativo n. 222 del 2016 che ha introdotto una serie di modifiche al DPR. n. 380 del 2001 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”. Tali novità legislative hanno pertanto comportano la necessità di modificare la modulistica precedentemente approvata con la deliberazione di Giunta regionale n. 234 del 3 marzo 2015 e successiva deliberazione di Giunta regionale n. 1583 del 10 novembre 2015.

Data di pubblicazione: 20/01/2017


Infrastrutture di ricarica elettrica per i veicoli 

Nella G.U. Serie Generale n.10 del 13 gennaio 2017 è stato pubblicato il decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257, recante “Disciplina di attuazione della direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi”.
Si segnala in particolare l’articolo 15 “Misure per agevolare la realizzazione di punti di ricarica” che modifica l’articolo 4 del DPR 380/2001, sostituendo .... continua>> [PDF 119Kb].
Data di pubblicazione: 18/01/2017


Computo delle distanze di cui all’articolo 9 del D.M. 1444/1968 

Si segnala la sentenza del 30 dicembre 2016, n. 5552 con cui la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha riformato una pronuncia con cui il T.A.R. Campania aveva ritenuto illegittimo per contrasto con l’articolo 9 del d.m. 2 aprile 1968, n. 1444 e, conseguentemente, disapplicato, un articolo di un Regolamento edilizio comunale, nella parte in cui stabiliva che ai fini del calcolo delle distanze tra edifici non dovesse tenersi conto di balconi, pensiline e cornicioni di lunghezza fino a un massimo di mt 1,20.
Nell’esaminare la questione, il Giudice d’appello afferma innanzitutto di essere consapevole dell’esistenza di precedenti che, “muovendo da una rigorosa qualificazione delle norme del d.m. nr. 1444/1968 in termini di disposizioni di ordine pubblico, traenti la propria fonte direttamente dalla legge primaria (e, segnatamente, dall’art. 41-quinquies, comma 2, della legge 17 agosto 1942, nr. 1150), esclude che le stesse possano essere derogate dagli strumenti urbanistici generali, le cui prescrizioni pertanto, ove contrastanti con le predette norme, devono essere disapplicate dal giudice.”.
Esiste però anche un “diffuso, recente e specifico indirizzo in tema di ..... continua>>> [PDF 183Kb]
Data di pubblicazione: 16/01/2017


TAR Veneto, Sez. II, sentenza 14.12.2016 n. 1375 | “Conformità”, "compatibilità” e “coincidenza”: significati e implicazioni 

Il pronunciamento del TAR Veneto in commento conferma la legittimità del provvedimento, adottato dal Comune di Verona, di restituzione di un piano attuativo. La Giunta Comunale era pervenuta a tale determinazione nonostante il parere tecnico istruttorio favorevole dei propri uffici.
La sentenza ribadisce il principio giurisprudenziale, già sostenuto dalla stessa Sezione (cfr. Tar Veneto, Sez. II, 04.04.2016, n. 351, già commentato in questa rubrica) secondo il quale “l'approvazione del piano attuativo di iniziativa privata non è un atto dovuto, ancorché il medesimo risulti conforme al piano regolatore generale, perché, sussistendo un rapporto di necessaria compatibilità ma non di formale coincidenza tra quest'ultimo e i suoi strumenti attuativi ed essendovi una pluralità di modi con i quali dare attuazione alle previsioni dello strumento urbanistico generale, è ineliminabile la sussistenza di un potere discrezionale nella valutazione delle soluzioni proposte, dato che il Comune non si limita a svolgere un semplice riscontro della conformità del piano allo strumento generale, ma esercita pur sempre poteri di pianificazione del territorio comunale e pertanto può negare l’approvazione del piano attuativo facendo riferimento a ragioni interne al medesimo quali possono essere i temi dell’organizzazione urbanistica, viabilistica o architettonica dell’intervento”.
Tralasciando gli altri motivi dell’impugnazione – tutti egualmente respinti dal TAR – ed altri elementi specifici del contenzioso, pare interessante proporre qualche riflessione ..... continua>>> [PDF 180Kb]
Data di pubblicazione: 12/01/2017


Mancanza del certificato di agibilità

Il TAR Veneto, Sez. II, con sentenza 25 novembre 2016 n. 1299, ha chiarito che la mancanza del certificato di agibilità non comporta quale necessaria ed inderogabile conseguenza l’obbligo per il Comune di adottare l’ordine di sgombero dell’immobile.
In tale materia, ha precisato il Giudice, è infatti opportuno distinguere tra la mancanza dell’agibilità, e la mancanza del certificato di agibilità, che operano su piani diversi, sostanziale l’uno, e formale l’altro.
L’ordinanza di sgombero si giustifica senz’altro, ai sensi dell’art. 222, del RD 27.07.1934, n. 1265, per la mancanza dei requisiti sostanziali prescritti dalle norme tecniche in materia di sicurezza, salubrità ed igiene, e prescinde dalla presenza o meno del certificato, che ha la funzione solo di attestare il possesso di tali requisiti, ma che, anche se presente, non è ostativo all’adozione di un’ordinanza di sgombero[…]"..... continua>>> [PDF 122Kb]
Data di pubblicazione: 05/01/2017


Legge regionale n. 30 del 2016 | Collegato alla legge di stabilità regionale 2017

Capo X “Disposizioni in materia di governo del territorio” 

Il Capo X (articoli da 63 a 68) della legge regionale n. 30/2016 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” detta disposizioni in materia di governo del territorio, apportando significative modifiche alla legge regionale 23 aprile 2004 n.11 (“Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio”), alla legge regionale 8 luglio 2009, n. 14 (c.d. “Piano casa”) alla legge regionale 16 marzo 2015, n. 4 (“Modifiche di leggi regionali e disposizioni in materia di governo del territorio e di aree naturali protette regionali”) e alla legge regionale 31 dicembre 2012, n. 55 (“Procedure urbanistiche semplificate di sportello unico per le attività produttive […]”).
Di seguito si espongono sinteticamente le novità più rilevanti, rammentando che la legge è entrata in vigore il giorno della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto, cioè il 30 dicembre 2016..... continua>>> [PDF 196Kb]
Data di pubblicazione: 02/01/2017


Legge regionale n. 30 del 2016 | Collegato alla legge di stabilità regionale 2017

Norme aventi incidenza sul governo del territorio 

L’articolo 1, comma 1, della legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 “Collegato alla legge di stabilità regionale 2017” sancisce la riallocazione, in capo alla Regione, delle funzioni non fondamentali già conferite, alla data di entrata in vigore della legge stessa, alle province e alla Città metropolitana di Venezia in materia di caccia e pesca, turismo, agriturismo, economia e sviluppo montano, energia, industria, artigianato e commercio, sociale, mercato del lavoro, difesa del suolo, lavori pubblici. Conseguentemente, ai sensi del comma 2, sono confermate in capo alle province le funzioni... continua>>> [PDF 192Kb]
Data di pubblicazione: 02/01/2017


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Data ultimo aggiornamento: 13/10/2017

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Data ultimo aggiornamento: 16/03/2017