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Specie Esotiche Invasive

Le specie esotiche (note anche come specie "aliene" o "alloctone") sono specie che, per mezzo dell'azione antropica, sia essa volontaria o accidentale, sono state trasportate al di fuori della loro area di origine. La normativa in materia, in particolar modo il Regolamento (UE) n. 1143/2014, include nella definizione di specie esotica gli esemplari vivi di specie, sottospecie o taxon inferiore, nonché le parti, i gameti, i semi, le uova, i propaguli, gli ibridi, le varietà o le razze.

Le specie esotiche invasive sono specie esotiche la cui introduzione o diffusione determina impatti negativi sulla biodiversità e sui servizi ecosistemici collegati. Le specie esotiche invasive rappresentano, infatti, un'importante causa di perdita di biodiversità a livello globale: costituiscono una minaccia per numerose specie autoctone, anche attraverso comportamenti di predazione e competizione, inducono effetti genetici mediante ibridizzazione e provocano la degradazione degli ecosistemi.

Le specie esotiche invasive possono determinare, inoltre, impatti sulla salute umana (legati ad esempio a tossicità, allergenicità e trasmissione di malattie) e sull'economia (ad esempio la distruzione delle produzioni agricole e degli argini dei fiumi, o la perdita di bestiame). In ambito internazionale le specie esotiche invasive sono conosciute con l'acronimo IAS (Invasive Alien Species).

Heracleum mantegazzianum
Heracleum mantegazzianum Foto: M. Bedin, CC BY 4.0
Threskiornis aethiopicus
Threskiornis aethiopicus Foto: M. Bedin, CC BY 4.0
Trachemys scripta
Trachemys scripta Foto: M. Bedin, CC BY 4.0
Ailanthus altissima
Ailanthus altissima Foto: M. Bedin, CC BY 4.0