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L'ORGOGLIO DI RINASCERE

Già all’indomani del maltempo che ha colpito il Veneto a fine ottobre 2018, i veneti si sono rimboccati le maniche e sono partiti i lavori per riportare la situazione il più possibile alla normalità.
Nei comuni colpiti dal maltempo sono state avviate le attività per il ripristino della funzionalità dei servizi pubblici, delle infrastrutture di rete strategiche come Enel e strade, dell’asporto di rifiuti, di macerie, di materiale vegetale. La Regione, con la nomina del presidente Luca Zaia a Commissario delegato ha assunto le funzioni di coordinamento e ha dato corso ad una spesa iniziale di 50 milioni di euro, utilizzando per le opere i bilanci delle aziende regionali e una prima tranche di finanziamenti da parte dello Stato. Altri e più cospicui finanziamenti sono stati annunciati dal Governo all’interno del bilancio 2019. Quindici milioni di euro sono stati destinati agli impianti a fune, permettendo così alla stagione turistica invernale di iniziare senza particolari complicazioni. Altri dieci milioni di euro sono stati destinati alle aziende.

Il presidente Zaia fin da subito, con la sua ordinanza nr. 1, ha individuato i soggetti attuatori ai quali affidare i diversi settori di intervento. La “squadra” è composta da 12 tecnici:

Dr. Nicola dell’Acqua, Direttore Area Tutela e Sviluppo del Territorio della Regione.

Dr. Gianluca Fregolent, Direttore della Direzione Agroambiente, Caccia e Pesca e Vicedirettore dell’Area Sviluppo Economico della Regione.

Ing. Salvatore Patti, Direttore della Direzione Operativa Settore Ripristino Coste.

Ing. Marco Puiatti, Direttore della Direzione Difesa del Suolo.

Ing. Roberto Dall’Armi, Direttore del Genio Civile di Belluno.

Ing. Mauro Roncada, Direttore del Genio Civile di Vicenza.

Dr. Gianmaria Sommavilla, Direttore Unità Operativa Forestale EST.

Ing. Silvano Vernizzi, Direttore Generale di Veneto Strade.

Dr. Fabrizio Stella, Direttore di Avepa.

Ing. Sergio Dalvit, Direttore Tecnico di BIM GSP

Dr. Alberto Lucchetta, Dirigente del Dipartimento regionale per la Sicurezza del Territorio dell’Arpav.

Con ordinanza del Commissario Luca Zaia, sono state estese le funzioni di Soggetti attuatori per le “l’attuazione delle operazioni di pulitura delle aree boschive soggette a schianti” ai sindaci dei comuni di Agordo, Alleghe, Canale d’Agordo, Cencenighe, Colle Santa Lucia, Falcade, Gosaldo, La Valle Agordina, Rivamonte Agordino, Taibon Agordino, Vallada Agordina, Voltago Agordino, Pieve di Cadore, Roana, Enego, San Pietro di Cadore, Santo Stefano di Cadore, San Tomaso Agordino, Gallio, Asiago, Vodo di Cadore, Borca di Cadore, Cibiana di Cadore, Val di Zoldo, San Vito di Cadore, Rotzo, Selva di Cadore; Perarolo, Lozzo, Lusiana, e al presidente dell’Unione montana della Valbelluna.
I Sindaci dei Comuni di Rocca Pietore e Livinallongo avevano invece espressamente richiesto, vista la specificità delle conseguenze dei fenomeni di maltempo sul loro territorio, di non ricevere tale incarico, affidandosi alla struttura del Commissario per qualsiasi intervento.

L’emergenza ha colpito un territorio molto vasto con una violenza per certi versi mai registrata, soprattutto sulle zone montane e nei boschi. Nei primi 100 giorni dopo il disastro, sono stati aperti centinaia di cantieri che hanno riguardato soprattutto i settori idraulici e di difesa del suolo, la viabilità e la pulizia dei boschi, in sostituzione o a supporto delle amministrazioni comunali:

- VIABILITA’: per il ripristino della rete viaria di competenza sono stati avviati 105 cantieri nel bellunese e altri trenta relativi alla viabilità nelle province di Treviso e Venezia.

- DISSESTO IDROGEOLOGICO: a cura degli Ufficio del Genio Civile sono stati avviato una sessantina di cantieri per interventi inerenti la rete idraulica principale sul territorio colpito, mentre sulla rete idraulica minore sono stati avviati e progettati a cura dei servizi forestali regionali 34 cantieri per la messa in sicurezza in cui ha operato anche personale di Veneto Agricoltura per tremila giornate/uomo. Attività di somma urgenza hanno interessato anche il settore agricolo che ha gestito interventi funzionali al ripristino delle attività produttive colpite dalla calamità nella Laguna di Scardovari e alle foci del fiume Piave.

- PULIZIA BOSCHI: sono stati aperti decine di cantieri nei lotti assegnati, dove si continua a lavorare incessantemente, nonostante le condizioni meteo, per la pulizia dei boschi schiantati dal maltempo. Tramite il soggetto attuatore è a pieno regime l’attività di coordinamento e di assistenza sotto tutti i punti di vista, comprese le operazioni collegate alla vendita del legname recuperato. Per facilitare le procedure è stato deciso di istituire tre presidi operativi avanzati nei territori colpiti: presso la Reggenza dei 7 Comuni di Asiago (Vicenza), la Casa degli Alpini nel Comune di Rocca Pietore e la sede del Gal Alto Bellunese a Lozzo di Cadore (Belluno). L’iniziativa vuole essere un ausilio a supporto diretto dei Sindaci nella gestione operativa delle problematiche collegate all’emergenza.

- RISCHIO VALANGHIVO: il monitoraggio, attuato in stretta collaborazione con il Personale del Comando Provinciale Carabinieri Forestale e i Volontari del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, è costante. Sono state mappate le aree maggiormente a rischio e attraverso modelli matematici sono state individuate le eventuali emergenze, a seconda dell’entità degli eventi meteorologici che potrebbero presentarsi. Nei prossimi giorni ai comuni più pesantemente interessati (Alleghe, Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana, Rocca Pietore, San Tomaso Agordino, Sovramonte, Zoppè di Cadore) saranno consegnati i piani straordinari di protezione civile. Sono una cinquantina le nuove aree considerate complessivamente a rischio e l’analisi tecnica consentirà ai sindaci di attivare tutte le previste procedure di protezione civile, risultando definite in maniera univoca e puntuale le soglie di allerta per ciascun sito.

La collaborazione tra Istituzioni sta portando a risultati particolarmente confortanti, vista l’entità del fenomeno che non ha precedenti nel nostro Paese: 30 mila ettari di territorio investiti e milioni di metri cubi di alberi schiantati. Come è avvenuto per l’alluvione del 2010 e per altri eventi calamitosi, il Veneto non si perde in chiacchiere ma passa ai fatti. Abbiamo cercato di accorciare il più possibile la cinghia di trasmissione per la gestione degli interventi e per essere operativamente vicini alle zone colpite in modo così grave. Siamo ora in attesa delle risorse finanziarie da parte del Governo che utilizzeremo al meglio per far tornare splendidi il nostro territorio e i nostri boschi.

E’ a disposizione la lista degli interventi realizzati e le immagini dei cantieri:

- Scarica QUI la tabella degli interventi in corso.

- Scarica QUI le immagini dei cantieri in opera

Oltre ai 50 milioni investiti da subito nei cantieri, sono stati accreditati a circa un centinaio di Comuni fondi per circa 6 milioni a copertura degli interventi d'urgenza dagli stessi sostenuti nei primi giorni dopo l’emergenza. Gli importi più rilevanti sono stati attribuiti alle amministrazioni comunali più colpite, soprattutto nel Bellunese: a Rocca Pietore 710 mila euro, a Feltre circa 550 mila euro, a Pieve di Cadore 441.855 euro, a Canale d'Agordo 295.560 euro, a Taibon Agordino 294.186 euro, ad Alleghe 277.398 euro, a Cortina d'Ampezzo 262.991 euro, a Perarolo di Cadore 191.090 euro, a Jesolo 162.000 euro, a Livinallongo del Col di Lana 159.767 euro, a Calalzo di Cadore 158.529 euro, a Domegge di Cadore 147.422 euro, a Valli del Pasubio 131.393 euro, a Longarone 130.968 euro, a Selva di Cadore 112.092 euro. Agli altri comuni sono stati accreditati importi inferiori, rapportati alle richieste pervenute.

In Consiglio regionale, il 14 febbraio 2019, il presidente Zaia ha fatto il punto sugli interventi di ripristino e le risorse disponibili.
Rispetto ai 1734 milioni di danni causati dall’eccezionale ondata di maltempo, il Governo ha stanziato subito 470 mln per il 2019 e 50 mln per il 2020, dei quali circa 150 milioni sono destinati al Veneto. Successivamente, con il Piano triennale 2019-2021 degli interventi straordinari il Governo ha previsto 2,6 miliardi, di cui circa 900 milioni di ‘soldi freschi’ da destinare al Veneto, affidati alla Protezione Civile e spendibili quindi senza lungaggini burocratiche.
Ci sono, pertanto, in cassa un miliardo e 50 milioni di euro, da destinare ai ristori ai cittadini (fino al 70% del danno subito) e agli interventi di ripristino del territorio devastato. Soldi pubblici ai quali vanno aggiunti i 3.690.544 raccolti con il conto corrente solidale “Il Veneto in ginocchio”, nonchè i 739 mila euro dei proventi dell’sms solidale.
Quanto alle emergenze ancora in essere, il problema più preoccupante è il rischio di valanghe: sono 86 i siti valanghivi identificati in 20 comuni (17 nel Bellunese e 3 nell’Altopiano di Asiago), a ridosso dei centri abitati, che mettono a rischio per incolumità pubblica. Si tratta di 730 ettari da mettere in sicurezza, con una spesa prevista di 296 milioni di euro.
Per ciò che riguarda i cantieri, la Regione ha già avviato 112 interventi su 185 previsti per il ripristino della rete viaria, con una spesa quantificata nell’ordine di 127 milioni di euro. Sono stati avviati 95 cantieri per il dissesto idrogeologico con 45 milioni di euro già impegnati, ai quali si aggiungono i 13 milioni per il monitoraggio dei grandi movimenti franosi. Inoltre decine di cantieri sono stati aperti per pulire i boschi dagli schianti: operazione che nel suo complesso vale 134 milioni di euro.
Qui la situazione è complicata, perché in Veneto la proprietà dei boschi non è tutta demaniale, come in Trentino. Per facilitare le procedure sono stati istituiti tre presidi avanzati nelle zone colpite, ad Asiago, a Rocca Pietore e a Lozzo di Cadore. Conclusa la fase della rilevazione satellitare e della georeferenziazione, è risultato un piano che coinvolge 105 comuni, per un totale 5162 km quadrati di bosco, e che punta al rimboschimento secondo criteri scientifici messi a punto in collaborazione con il professor Raffaele Cavalli dell’Università di Padova.
Quanto alla valorizzazione dei 2,5 milioni di metri cubi di legname abbattuto, il soggetto attuatore ha lavorato per creare una ‘filiera del legno’, coinvolgendo realtà nazionali e internazionali. Risulta venduto l’80 per cento del legname abbattuto sull’Altopiano di Asiago (circa 750mila metri cubi), l’80 per cento dei 900 mila metri cubi del Cadore e del Comelico, mentre per l’Agordino bisognerà aspettare la primavera e uscire dalla fase emergenziale del rischio valanghe.
 
Il 27 febbraio 2019 il presidente Zaia ha ricevuto dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte la comunicazione dello stanziamento di 755.912.356 euro per il triennio 2019-2021. Le risorse a disposizione a tale data risultano quindi:

📌 15 milioni di euro già distribuiti ai Comuni per le prime opere di soccorso, come gli ulteriori 13 milioni di euro già arrivati e destinati alle prime opere per i privati;

📌 756 milioni di euro stanziati ieri dal Governo per interventi urgenti in ambito idrogeologico e ristori ai privati. Di questi la Regione ha già pronte e cantierabili opere per circa 90 milioni;

📌 474 milioni di cui 94 immediatamente spendibili nel 2019 per finanziare interventi di somma urgenza;

📌 3.834.789 euro raccolti ad oggi dal conto corrente solidale “Il Veneto in ginocchio”, che saranno destinati a progetti specifici;

📌 740.000 euro provenienti dal sms solidale.

In definitiva, per l’anno in corso, la Regione del Veneto dovrà attuare un piano di interventi pari a circa 350 milioni di euro, che necessita di una struttura di missione (la cui attivazione è stata richiesta al premier Conte in data 28 febbraio 2019) per poter agire in maniera più tempestiva e con adeguate competenze.

Il 19 marzo 2019 il Commissario Luca Zaia ha inviato alla Protezione civile nazionale il Piano di interventi previsti per il 2019 (scarica qui il Piano di interventi), che contempla l’apertura di 350 cantieri per realizzare opere per 309 milioni di euro in tutte le province venete colpite dal maltempo.

In dettaglio sono previste opere pari a 190.304.966 € in provincia di Belluno (66 milioni € per interventi alla viabilità, 80 milioni per opere di difesa idrogeologica, 7 milioni per i Serrai di Sottoguda e 8 milioni per il lago di Alleghe, opere di difesa idrogeologica 28,7 milioni, progettazione interventi di difesa idrogeologica 2,4 milioni, progettazione difesa idrogeologica 600mila), 28.750.000 € in provincia di Venezia ( dei quali 17 milioni € difesa della costa), 26.563.000 € in provincia di Vicenza (opere di difesa idrogeologica 10 milioni €), 23.345.000 € in provincia di Rovigo (dei quali 7.500.000 € per difesa della costa), 18.646.000 € in provincia di Treviso (sistemazioni idrauliche), 15.122.000 € in provincia di Verona (sistemazioni idrauliche) e 10.219.000 € in provincia di Padova (con opere di difesa idrogeologica e sistemazione idraulica pari a 5.069.000 €). A queste si sommano 72.350.000 € di opere di interesse regionale come, ad esempio, il piano vivaistico (900.000 €) e la sistemazione della rete acquedottistica (2.800.000 €) che vanno ad interessare più territori in differenti province.

Per quanto riguarda la pulizia boschi saranno aperti, in aggiunta a quelli già attivi, centinaia di cantieri. La cifra di 2.500.000 di metri cubi di materiale schiantato, frutto del primo monitoraggio, è destinata ad aumentare perché con la fine dell’inverno si entrerà nei boschi. Al 19 marzo 2019, sull’altopiano di Asiago risulta venduto il 90% del legname pari a 500/600.000 mc, mentre per quanto concerne l’Agordino sono prossimi all’uscita i primi lotti di vendita del legname per le zone libere da prescrizioni ARPAV su un totale di boschi schiantati pari a 750.000/800.000 metri cubi. Il prezzo di vendita generale del legname è tra i 15 e i 30 €/mc, superiore comunque alla base d’asta.