Somministrazione e vendita di alimenti e bevande: requisiti soggettivi


I requisiti soggettivi per poter svolgere l’attività di vendita e/o somministrazione di alimenti e bevande sono disciplinati dall’articolo 71 del Decreto Legislativo n. 59 del 2010.
L’esercizio dell’attività di somministrazione e vendita di bevande ed alimenti è soggetto al possesso di: 
- requisiti professionali
- requisiti morali
La verifica di tali requisiti compete al Comune sul cui territorio si intende svolgere l’attività.


Requisiti professionali
Può eserecitare l’attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande chi possiede uno dei seguenti requisiti, alternativamente:
1) ha frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione di alimenti e bevande, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano. Per conoscere i corsi autorizzati dalla Regione del Veneto clicca qui. Per informazione sulle date dei corsi, durata, modalità svolgimento, costi è necessario contattare l’Organismo di Formazione accreditato; per informazioni sui requisiti di ammissione ai corsi, si veda più sotto.
2) ha per almeno due anni, anche non continuativi nel quinquennio precedente, esercitato in proprio attività di impresa nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande ovvero ha prestato la propria opera, presso tali imprese, in qualità di dipendente qualificato (posizione comprovata dall'iscrizione all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), addetto al commercio, alla preparazione o alla somministrazione di alimenti o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell'imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all'Istituto nazionale per la previdenza sociale
3) è in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, almeno triennale, purché nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti. Per conoscere i titoli di studio validi ai fini dell’avvio della attività si fa riferimento alla Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) del 15 aprile 2011, n. 3642/C
È considerato altresì in possesso del requisito professionale chiunque sia stato iscritto al REC per il commercio di merci appartenenti ad uno dei gruppi merceologici relativi ai prodotti alimentari (l’iscrizione al REC per i prodotti alimentari è stata obbligatoria fino al 24 aprile 1998).
Per poter utilizzare in Italia l’eventuale titolo di abilitazione per l’esercizio dell’attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande acquisito all’estero occorre preventivamente rivolgersi al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per ottenere il relativo riconoscimento. Solo successivamente sarà possibile rivolgersi al comune ove si intende svolgere l’attività ed utilizzare il titolo straniero per esercitare in Veneto/Italia.

Chi deve possedere i requisiti professionali
I requisiti professionali per la vendita e somministrazione di alimenti e bevande devono essere posseduti dal titolare e dal legale rappresentante ovvero, nel caso in cui tali soggetti non li posseggano, da un preposto all’esercizio dell’attività commerciale. I requisiti professionali non devono essere posseduti nel caso in cui l’attività di vendita o somministrazione di alimenti e bevande sia rivolta ad una cerchia determinata di persone.
Il medesimo soggetto può essere nominato preposto per più società, fermo restando che la preposizione all’attività commerciale deve essere effettiva, con i conseguenti poteri e le connesse responsabilità e non meramente nominalistica e limitata strumentalmente alla fase di dimostrazione dei requisiti.
Negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande il titolare, il legale rappresentante o il preposto laddove nominato sono obbligati all’effettiva gestione dell’esercizio e pertanto devono assicurare una costante presenza nell’ambito della sede (sono consentite assenze temporanee per comuni esigenze). Laddove ciò non avvenga, dovrà essere nominato un rappresentante ai sensi degli articoli 8 e 93 del Testo unico di pubblica sicurezza che garantisca la suddetta presenza costante.


Requisiti morali
Non possono esercitare l'attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovino nelle condizioni individuate dall’articolo 71 del Decreto Legislativo n. 59 del 2010:
a) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione;
b) coloro che hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale;
c) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione;
d) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l'igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale;
e) coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all'inizio dell'esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali;
f) coloro che sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575, ovvero a misure di sicurezza; (33)
Inoltre, non possono esercitare l'attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti; per reati concernenti la prevenzione dell'alcolismo, le sostanze stupefacenti o psicotrope, il gioco d'azzardo, le scommesse clandestine, nonché per reati relativi ad infrazioni alle norme sui giochi.
Il divieto di esercizio dell'attività di cui al punto precedente e di cui alle precedenti lettere b), c), d), e) ed f) permane per la durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. (35)
Inoltre, il divieto di esercizio dell'attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato, sia stata concessa la sospensione condizionale della pena.
Non possono esercitare l’attività di somministrazione di alimenti e bevande coloro che si trovino in una delle condizioni stabilite dagli articoli 11 e 92 del Testo unico di pubblica sicurezza.

Chi deve possedere i requisiti morali 
In caso di impresa individuale i requisiti morali devono essere posseduti dal titolare e dall'eventuale altra persona preposta all'attività commerciale.
In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti morali devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all'attività commerciale e, inoltre, da tutti i soggetti individuati dall'articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252.
Per le attività di somministrazione di alimenti e bevande, inoltre, i requisiti morali devono essere posseduti dal soggetto nominato rappresentante ai fini del Testo unico di pubblica sicurezza.

 

Corsi abilitanti all'esercizio dell'attività 

I percorsi formativi abilitanti all’attività di somministrazione di alimenti e bevande nella Regione del Veneto sono disciplinati dalla Deliberazione di Giunta Regionale n. 2122 del 10 novembre 2014 e sono articolati in 120 ore. 
Possono accedere utenti che dimostrino di aver adempiuto al diritto-dovere all’istruzione e formazione professionale ai sensi della normativa vigente.
In caso di titoli di studio non conseguiti in Italia ma all’interno del territorio dell’Unione Europea ogni documento presentato all’Organismo di Formazione in originale o in copia autentica dovrà essere accompagnato dalla traduzione ufficiale in lingua italiana.In caso di titoli conseguiti fuori dell’Unione Europea, dovrà essere esibito il titolo originale o copia autentica di originale legalizzato o con apostille. Ogni documento deve essere accompagnato dalla traduzione giurata in italiano.
Ai corsi possono accedere anche cittadini stranieri in possesso di un adeguato livello di conoscenza della lingua italiana, attestabile attraverso uno dei seguenti titoli:
- diploma di licenza media conseguito in Italia;
- attestato di qualifica professionale conseguito in Italia a seguito di percorso formativo di formazione professionale iniziale articolato su ciclo triennale;
- diploma di scuola secondaria di secondo grado conseguito in Italia;
- diploma di laurea o di dottorato di ricerca conseguito in Italia;
- dichiarazione di superamento della prova di lingua rilasciata dalla Regione del Veneto (nelle sessioni di gennaio e giugno 2009);
- certificato di competenza linguistica rilasciato dai seguenti  Enti certificatori almeno di livello A2:  Università di Perugia, Università di Siena, Università di Roma e Società Dante Alighieri.

 

Per conoscere gli Organismi di Formazione accreditati alla Regione del Veneto e autorizzati all’organizzazione dei corsi clicca qui (cartella "approvazione dei progetti formativi").
Per cercare i corsi di formazione riconosciuti dalla Regione del Veneto è disponibile il servizio "Cerca Corsi di Formazione” del sito ClicLavoroVeneto.it.
Per informazioni di carattere generale relatiove ai corsi di formazione contattare gli Uiffici Relazioni con il Pubblico - URP.

 


Per informazioni inerenti il possesso dei requisiti morali e professionali è necessario rivolgersi al Comune ove si intende svolgere l’attività.

 

 

 



Data ultimo aggiornamento: 24 novembre 2022