Domande frequenti (FAQ) sui Cambiamenti Climatici

1.  Cosa sono i cambiamenti climatici?

Il termine "cambiamento climatico" indica una trasformazione nel clima che perdura per almeno alcuni decenni, evidenziandosi attraverso una significativa variazione nei parametri climatici, come l'aumento delle temperature o le modificazioni nei modelli di circolazione atmosferica. Questo fenomeno è stato una costante nella storia della Terra fin dai suoi primi giorni, poiché il suo sistema climatico è sempre stato in continuo mutamento. Tale cambiamento può derivare da eventi naturali, come le oscillazioni dell'asse terrestre o le fluttuazioni dell'attività solare, ma, a partire dal 19o secolo, anche da processi antropogenici, quali l'innalzamento delle concentrazioni di gas serra (come la CO2) nell'atmosfera, la deforestazione e le alterazioni dell'uso del suolo. Negli ultimi 150 anni, le temperature globali hanno subito un aumento fino a 10 volte superiore a quello stimato alla fine dell'ultimo periodo glaciale.

2.  Qual è la differenza tra mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici?

La mitigazione dei cambiamenti climatici si riferisce a qualsiasi azione intrapresa da governi, aziende o persone per ridurre o prevenire le emissioni di gas serra o per potenziare l’assorbimento di questi gas dall'atmosfera. Ridurre o prevenire le emissioni di gas serra può essere realizzato attraverso la transizione verso fonti di energia rinnovabile come il vento e il solare, utilizzando l'energia in modo più efficiente, adottando modalità di trasporto a basse emissioni o prive di carbonio, promuovendo l'agricoltura e l'uso del suolo sostenibili, e modificando i modelli di produzione e consumo e i comportamenti alimentari. È poi possibile potenziare l’assorbimento del carbonio attraverso apposite tecnologie, il ripristino delle foreste, delle zone umide e delle paludi, il mantenimento della salute del suolo e la protezione degli ecosistemi terrestri e marini.
D’altra parte, l'adattamento si riferisce alla capacità di anticipare e rispondere agli effetti attuali e futuri dei cambiamenti climatici, come eventi meteorologici estremi, innalzamento del livello del mare, perdita di biodiversità o insicurezza alimentare e idrica. Le misure di adattamento possono essere infrastrutturali, comportamentali o basate sulla conservazione degli ecosistemi, e mirano a ridurre la vulnerabilità delle comunità e a promuovere la resilienza ai cambiamenti climatici.
In sintesi, mentre la mitigazione affronta le cause alla radice del cambiamento climatico, l'adattamento si concentra su come gestirne gli effetti inevitabili. Entrambe le vie sono cruciali e vanno percorse in parallelo per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici in modo completo ed efficace.

3.  Quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici e cosa potrebbe succedere se non si interviene subito?

Se non interveniamo immediatamente per affrontare il cambiamento climatico e ridurre le emissioni di gas serra, potrebbero verificarsi una serie di conseguenze gravi e irreversibili:

  • Aumento delle temperature globali: il riscaldamento globale è causa della fusione dei ghiacciai, riduzione della copertura nevosa e innalzamento del livello del mare. Senza azioni di mitigazione, le temperature globali continueranno ad aumentare. Questo potrebbe portare ad un aumento della frequenza e dell'intensità di eventi meteorologici estremi come ondate di calore, inondazioni e siccità.
  • Fusione dei ghiacciai: l'aumento delle temperature ha causato lo spostamento delle precipitazioni nevose a quote più elevate e su una finestra temporale più breve Questo fenomeno ha portato ad un indebolimento dell'equilibrio dei ghiacciai che ne accelera la scomparsa. Le temperature più elevate porteranno a un aumento del tasso di fusione delle calotte polari, contribuendo all'innalzamento del livello del mare e alla perdita di habitat per flora e fauna. Questo metterà a rischio milioni di persone che abitano nelle zone costiere di tutto il mondo.
  • Variazioni nei modelli di circolazione atmosferica ed aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi meteorologici estremi: il riscaldamento globale influenza i modelli di circolazione atmosferica, causando variazioni nei regimi di precipitazione. Questo si traduce in aumenti delle piogge in alcune regioni e in periodi di siccità più lunghi in altre. Inoltre, si verifica un incremento della frequenza e dell'intensità di eventi meteorologici estremi come tempeste, piogge torrenziali e ondate di calore.
  • Perdita di biodiversità: il cambiamento climatico in atto rappresenta una delle principali minacce per la biodiversità globale. Gli ecosistemi terrestri, marini e acquatici subiranno cambiamenti radicali, con molte specie che rischiano l'estinzione a causa della perdita di habitat, dell'acidificazione degli oceani e delle condizioni climatiche non più adatte. La biodiversità è minacciata poiché il cambiamento climatico in corso limita la capacità di molte specie di adattarsi alle nuove condizioni ambientali.
  • Crisi alimentare: il cambiamento climatico influenzerà la produzione agricola in tutto il mondo, con riduzioni della resa dei raccolti, perdita di suolo fertile e diffusione di malattie delle piante e degli animali. Ciò potrebbe portare a carestie, instabilità alimentare e conflitti legati alle risorse.

4.  Qual è stata l'evoluzione del riconoscimento del cambiamento climatico da parte degli studiosi nel corso degli anni?

Gli studiosi hanno iniziato a riconoscere segnali di cambiamento climatico già diversi decenni fa, ma il riconoscimento su vasta scala è cresciuto negli anni '80 e '90. Uno dei momenti cruciali è stato il primo rapporto del Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC), pubblicato nel 1990. Questo rapporto ha evidenziato il legame tra attività umane e cambiamenti climatici globali. Successivamente, nel corso degli anni '90 e nei primi anni del 2000, sempre più ricerche scientifiche hanno confermato l'aumento delle temperature globali e i suoi impatti sul clima, sulla biodiversità e sui sistemi naturali.
Già nel corso del 19° secolo, scienziati come Fourier, Foote, Tyndall e Arrhenius hanno dimostrato importanti concetti che formano le basi della nostra comprensione dell'effetto serra e del cambiamento climatico. Fourier ha evidenziato che l'atmosfera è fondamentale per trattenere il calore e mantenere temperature più accettabili sulla Terra. Foote e Tyndall hanno identificato l'esistenza dei gas ad effetto serra, mentre Arrhenius ha previsto che il raddoppio della concentrazione di CO2 avrebbe portato a un aumento di circa 3°C della temperatura terrestre. Successivamente, nel 1938, Callendar ha collegato tra loro il riscaldamento globale osservato e l’aumento delle concentrazioni di CO2 nell'atmosfera. 

L'urgenza del cambiamento climatico è stata riconosciuta a livello globale, con il supporto di studi scientifici approfonditi e condivisi e di organizzazioni internazionali autorevoli. 

Anche se il cambiamento climatico coinvolge il mondo intero, i suoi effetti rischi che ne conseguono variano da luogo a luogo, dipendendo dalle caratteristiche specifiche di ogni area, come l'ambiente, l'economia e la società. Le regioni italiane, incluso il Veneto, sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell'aumento delle temperature, delle variazioni delle precipitazioni, dell'innalzamento del livello del mare e degli eventi climatici estremi. La Regione pertanto si impegna sempre più sia a livello nazionale che europeo a perseguire azioni volte a diminuire la vulnerabilità dei sistemi naturali e socio-economici e aumentare la loro capacità di resilienza di fronte agli inevitabili impatti di un clima che cambia e dunque per proteggere e valorizzare le risorse del territorio, pensando anche al benessere dei cittadini. 

5.  Di quanto aumenta la temperatura del globo ogni anno?

L'anomalia della temperatura media annua globale subisce fluttuazioni annuali dovute a diversi fattori, tra cui fenomeni meteorologici naturali come El Niño e La Niña, variazioni nell'attività solare e influenze antropogeniche come le emissioni di gas serra. Tale anomalia viene valutata rispetto al ventesimo secolo. Nonostante la variabilità interannuale, il tasso medio di aumento della temperatura globale negli ultimi 30 anni (1994-2023) è stato di circa +0.2°C per decennio.
Nello stesso periodo, il Veneto, che rientra in un "punto caldo" del riscaldamento globale, ha registrato un trend di aumento della temperatura ancora più marcato, con una variazione media di circa +0.6°C per decennio.
Nel 2023, la temperatura superficiale della Terra ha raggiunto livelli record, avvicinandosi pericolosamente alla soglia critica di +1.5°C rispetto all’epoca preindustriale. Questo aumento ha portato a estese ondate di calore, siccità e incendi in tutto il mondo, inoltre è stata registrata anche la seconda più alta temperatura in Europa. Le temperature oceaniche sono state persistentemente alte, causando onde di calore marine dannose per la biodiversità marina. Le concentrazioni dell’anidride carbonica e degli altri gas serra, come il metano, hanno raggiunto livelli record. Gli scienziati avvertono che il 2024 si avvicina a diventare uno degli anni più caldi mai registrati sulla Terra, in generale, con il trend in atto, sarà sempre più probabile raggiungere nuovi record. Questo dato conferma la tendenza preoccupante del riscaldamento globale, che sta avendo impatti sempre più evidenti e significativi sul clima a livello mondiale e sottolineano l'urgente necessità di agire per evitare un futuro rovinoso.

6.  Quali sono le principali azioni intraprese dall'Unione europea per affrontare i cambiamenti climatici?

L'Unione europea si pone come leader nell'azione sul clima a livello globale, impegnandosi in modo continuo verso traguardi sempre più ambiziosi e innovativi per ridurre le emissioni di gas serra e affrontare i cambiamenti climatici. Si è assunta la responsabilità dei maggiori oneri di riduzione delle emissioni e dell'adattamento ai cambiamenti climatici. Internamente, ha adottato numerosi strumenti giuridici e approvato importanti politiche volte ad affrontare le cause e gli impatti dei cambiamenti climatici. La nuova Strategia Europea di Adattamento al Cambiamento Climatico (SEACC) del 2021, aggiornamento della prima Strategia del 2013, stabilisce quattro obiettivi principali di adattamento. Tra le iniziative intraprese vi è la piattaforma europea sull’adattamento climatico, Climate-ADAPT, che fornisce dati e informazioni accessibili e condivisibili per sostenere l’Europa nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Inoltre, la Missione Europea sull’Adattamento ai Cambiamenti Climatici (MIP4Adapt) supporta regioni, città e autorità locali dell'UE nell'aumentare la loro resilienza contro gli impatti dei cambiamenti climatici. Attraverso una comunità di pratica, offre assistenza tecnica e promuove la condivisione di conoscenze ed esperienze.
A livello normativo, l'UE ha introdotto il Green Deal europeo, il Regolamento tassonomia, la Legge europea sul clima e il pacchetto di proposte "Pronti per il 55%", tra gli altri, per raggiungere obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e promuovere l'adattamento ai cambiamenti climatici entro il 2030 e oltre. Questi provvedimenti integrano gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e dell'Agenda 2030 e mirano a trasformare l'Europa in un'economia più sostenibile e resiliente.

7.  Quali sono le principali azioni intraprese a livello nazionale per affrontare i cambiamenti climatici?

In coerenza con gli orientamenti internazionali ed europei, il Ministero dell'Ambiente ha elaborato la Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNACC), che guida l'azione nazionale attraverso Piani di Azione Settoriali. Approvata nel 2015, fornisce una visione strategica nazionale e un quadro di riferimento per l'adattamento, delineando azioni e priorità per ridurre l'impatto dei cambiamenti climatici su ambiente e settori socio-economici. Le azioni specifiche per implementare la SNACC sono delineate nel Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) approvato in data 21 dicembre 2023 con D.M. n.434 Esso contiene anche il documento: Metodologie per la definizione di strategie e piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici, che fornisce orientamenti per la predisposizione di strategie regionali di adattamento, includendo quadri di governance, valutazione delle vulnerabilità e definizione di azioni di adattamento. Ulteriore fondamentale strumento è il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR), risposta dell'Italia alla crisi post-pandemica, con un pacchetto di riforme e investimenti in fase di implementazione grazie ai fondi dell’Unione Europea.

8.  Quali sono le azioni e le iniziative intraprese dalla Regione del Veneto per affrontare i cambiamenti climatici?

Nella Regione del Veneto, la consapevolezza dei cambiamenti climatici in atto e la necessità di identificare di strategie di adattamento e mitigazione per affrontare gli impatti ambientali in evoluzione. ha portato alla creazione dell'Ufficio climatologia, economia verde e sviluppo sostenibile. La Giunta regionale ha avviato nel 2020 un percorso per definire strategie di adattamento al cambiamento climatico, istituendo una Cabina di regia regionale. Questa cabina di regia si propone di coordinare le decisioni e coinvolgere le diverse strutture regionali per affrontare l’adattamento ai cambiamenti climatici in diversi settori come gestione delle risorse idriche, difesa costiera, protezione civile, turismo, trasporti e molto altro, con un'attenzione particolare alla condivisione delle migliori pratiche e alla collaborazione interdisciplinare. 

9.  Quali potrebbero essere i danni per le comunità turistiche?

Il cambiamento climatico potrebbe avere gravi conseguenze sulle comunità turistiche, sia invernali che estive, nel Veneto e in altre regioni simili. Per quanto riguarda il turismo invernale, il Veneto è noto per le sue località sciistiche nelle Dolomiti, come Cortina d'Ampezzo e Alleghe. Tuttavia, il cambiamento climatico potrebbe influenzare negativamente queste destinazioni in diversi modi:

  • Riduzione della neve: le temperature più calde possono comportare una riduzione della quantità di neve naturale e una stagione sciistica più breve. Questo potrebbe ridurre l'attrattiva delle località sciistiche e influenzare negativamente l'afflusso di turisti.
  • Qualità della neve: le temperature più calde possono influenzare la qualità della neve, causando neve più umida e pesante anziché la polvere asciutta preferita dagli sciatori.
  • Maggiore rischio di eventi estremi: il cambiamento climatico può aumentare il rischio di eventi meteorologici estremi, come tempeste di vento o valanghe, mettendo a rischio la sicurezza dei turisti e degli operatori turistici.

Per quanto riguarda il turismo estivo, il Veneto offre bellezze naturali come il Lago di Garda e la costa adriatica, insieme a città d'arte come Venezia, Verona e Padova. Il cambiamento climatico potrebbe influenzare anche il turismo estivo in diversi modi:

  • Aumento delle temperature: temperature più elevate possono rendere le destinazioni estive più calde e meno confortevoli per i turisti, specialmente se non sono attrezzate con strutture per rinfrescarsi.
  • Rischi per l'ambiente: il cambiamento climatico può portare a problemi ambientali come l'erosione costiera e la diminuzione della biodiversità marina, riducendo l'attrattiva delle destinazioni costiere.
  • Impatti su Venezia: il livello del mare in aumento può aumentare il rischio di inondazioni a Venezia, minacciando le infrastrutture turistiche e culturali della città.

In generale, il cambiamento climatico presenta sfide significative per le comunità turistiche invernali ed estive nel Veneto e altrove, e richiede azioni di adattamento per proteggere o modificare l'industria turistica e le economie locali.

10.  Quali problemi sociali potrebbe causare il cambiamento climatico?

Il cambiamento climatico può avere una serie di impatti sociali che possono influenzare negativamente le comunità in tutto il mondo. Alcuni dei principali problemi sociali che potrebbero derivare dal cambiamento climatico includono:

  • migrazioni forzate: il cambiamento climatico può causare la perdita di terre coltivabili, l'aumento del livello del mare e la riduzione delle risorse idriche, spingendo le persone a lasciare le proprie case in cerca di condizioni di vita migliori. Ciò può portare a un aumento delle migrazioni interne ed esterne, con conseguenti problemi legati all'integrazione sociale, all'accesso a servizi e alle tensioni tra comunità.
  • disuguaglianze socioeconomiche: le comunità più povere e vulnerabili sono spesso le più colpite dai cambiamenti climatici, in quanto hanno meno risorse per adattarsi e affrontare gli impatti. Ciò può portare a un aumento delle disuguaglianze socioeconomiche e accentuare le disparità di accesso a risorse come l'acqua, il cibo e l'alloggio.
  • salute pubblica: il cambiamento climatico può influenzare la salute umana attraverso vari meccanismi, tra cui un aumento delle ondate di calore, la diffusione di malattie trasmesse da vettori come zanzare e zecche, l'inquinamento atmosferico e la contaminazione dell'acqua e del cibo. Ciò può avere conseguenze significative sulla salute pubblica, con un aumento delle malattie.
  • sicurezza alimentare: il cambiamento climatico può influenzare la produzione agricola, con riduzioni della resa dei raccolti, diffusione di malattie e di parassiti, cambiamenti nei regimi di precipitazioni e aumento degli eventi meteorologici estremi come siccità e inondazioni. Ciò può portare a una diminuzione della sicurezza alimentare, con conseguenze sulla nutrizione, la stabilità sociale e l'accesso alle risorse.
  • sicurezza idrica: Il cambiamento climatico può influenzare la disponibilità e la qualità delle risorse idriche, con riduzione dei livelli di acqua dolce, aumento della salinizzazione delle acque marine e riduzione delle riserve di acqua sotterranea. Ciò può portare a conflitti per le risorse idriche, problemi di accesso all'acqua potabile e gravi conseguenze per l'agricoltura e l'ecosistema acquatico.

In generale, il cambiamento climatico presenta una serie di problemi sociali complessi che richiedono azioni coordinate a livello globale per affrontare le cause sottostanti e mitigare gli impatti sulle comunità più vulnerabili.

11.  Quali sono gli impatti e le conseguenze ambientali, economiche e sociali di eventi meteorologici estremi?

Eventi estremi con venti forti, grandinate e piogge intense, causano gravi danni alle infrastrutture, ai beni materiali, alle persone oltre che alle foreste e alle coltivazioni. La tempesta Vaia, ad esempio, evento verificatosi nel 2018, ha avuto un impatto significativo sulle foreste, con milioni di alberi abbattuti o danneggiati, cosa che ha provocato gravi danni ambientali e economici, con molte comunità ancora impegnate nei lavori di riparazione e ricostruzione. Ad ogni evento emergenziale, in funzione dell’intensità e dell’estensione dell’evento, le autorità regionali e nazionali devono affrontare una massiccia opera di ripristino e ricostruzione delle aree colpite, lavorando per rimuovere frane, macerie e alberi caduti, riparare le infrastrutture danneggiate e rafforzare le opere di difesa per prevenire possibili futuri rischi legati al riverificarsi di tali eventi. La maggior frequenza con cui tali eventi si sono verificati nell’ultimo ventennio evidenzia l'importanza di affrontare i cambiamenti climatici e di adottare misure di prevenzione e adattamento per proteggere le comunità e l'ambiente da fenomeni sempre più intensi e frequenti.

12.  Come si applica a eventi meteorologici estremi il concetto di “tempo di ritorno”? Come può il cambiamento climatico influenzare la frequenza e l'intensità di questi eventi?

Il concetto di "tempo di ritorno" si riferisce alla frequenza statistica con cui ci si può aspettare che si verifichi un determinato evento meteorologico estremo. Questi eventi sono il risultato di una complessa interazione di vari fattori, dove gli effetti del surriscaldamento globale si aggiungono alla variabilità naturale del tempo atmosferico. 
La stima dei tempi di ritorno per gli eventi meteorologici estremi può essere complessa, sia per la difficoltà di ottenere dati affidabili, specialmente in aree prive di punti di misurazione o con registrazioni storiche limitate, sia per la difficoltà di definire una classificazione uniforme degli eventi estremi senza un archivio completo di dati sui danni causati. Inoltre, gli stessi eventi estremi possono avere impatti diversi su diverse comunità e infrastrutture, e la valutazione dei danni può essere soggettiva e influenzata da vari fattori, inclusi i livelli di resilienza delle comunità colpite. 
È importante sottolineare che il cambiamento climatico può influenzare significativamente la frequenza e/o l'intensità degli eventi atmosferici estremi. Anche se non possiamo attribuire direttamente un singolo evento meteorologico al cambiamento climatico, i modelli scientifici suggeriscono che l'aumento delle temperature globali può contribuire all'aumento della frequenza e dell'intensità di eventi come tempeste, piogge intense, ondate di calore e siccità. Pertanto, il cambiamento climatico può modificare la distribuzione dei tempi di ritorno per gli eventi estremi, aumentando ulteriormente il rischio associato a tali fenomeni.

13.  Quali sono le azioni che ogni cittadino può adottare per contrastare i cambiamenti climatici?

Ci sono molte azioni che ognuno di noi può intraprendere nel proprio piccolo per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre le nostre impronte di carbonio. Ecco alcuni suggerimenti pratici:

  • Ridurre l'uso di energia elettrica: spegnere le luci quando non servono, utilizzare elettrodomestici efficienti dal punto di vista energetico e ridurre il riscaldamento o il condizionamento dell'aria quando non sono necessari.
  • Scegliere energie rinnovabili: passare a fonti di energia rinnovabile come solare o eolica quando possibile. Molte aziende offrono opzioni di energia verde per i loro clienti.
  • Ridurre l'uso dei trasporti: utilizzare mezzi di trasporto a basse emissioni di carbonio come biciclette, mezzi pubblici o veicoli ibridi o elettrici e cercare di ridurre il numero di viaggi in auto.
  • Ridurre il consumo di carne e latticini (la produzione di carne e latticini è una delle principali fonti di emissioni di gas serra): ridurre il consumo di carne e latticini e cercare alternative a base vegetale, scegliere prodotti locali e di stagione.
  • Ridurre, riutilizzare, riciclare: ridurre il consumo di beni usa e getta e cercare di riutilizzare o riciclare materiali quando possibile. Ridurre il consumo di plastica e optare per alternative sostenibili.
  • Supportare aziende e marchi sostenibili: scegliere prodotti e marchi che adottano pratiche sostenibili e responsabili, con un impatto positivo sull'ambiente.
  • Informarsi e diffondere consapevolezza: informarsi sul cambiamento climatico e condividere informazioni con gli altri per sensibilizzare sull'importanza di agire in modo sostenibile. 

Questi sono solo alcuni esempi di azioni che possiamo intraprendere nel nostro quotidiano per contrastare i cambiamenti climatici. Anche le piccole azioni possono fare la differenza quando si tratta di proteggere il nostro pianeta sia per noi che per le generazioni future.

14.  Qual è il futuro dei cambiamenti climatici?

Il futuro dei cambiamenti climatici dipende dalle azioni che intraprenderemo oggi per ridurre le emissioni di gas serra, adattarci agli impatti già in corso e promuovere la resilienza delle nostre società e degli ecosistemi. Inoltre, esso è influenzato da una serie di fattori, tra cui le azioni umane, le politiche globali, la tecnologia, e le condizioni naturali. Tuttavia, basandoci sulle tendenze attuali e sulle proiezioni scientifiche, possiamo delineare alcuni possibili scenari futuri:

  • RCP8.5: scenario senza mitigazione, “business-as-usual”, e una concentrazione di CO2 entro fine secolo che supera le 900 ppm. Con le emissioni di gas serra che continuano a crescere senza una mitigazione significativa, sono attesi ulteriori aumenti delle temperature globali, con conseguenti impatti sempre più gravi sul clima, sull'ambiente e sulle società umane.
  • RCP2.6: scenario con forte mitigazione delle emissioni di gas serra, con una concentrazione di CO2 in atmosfera che, dopo un iniziale aumento, si riduce a fine secolo fino a ritornare sui valori attuali (circa 420 ppm) e che mira a mantenere il riscaldamento globale entro i 2°C rispetto ai valori preindustriali. Se globalmente vengono adottate politiche e azioni di mitigazione ambiziose a livello globale, con una transizione verso fonti di energia più pulite e sostenibili e una maggiore efficienza energetica, potremmo assistere a una riduzione delle emissioni di gas serra e a una stabilizzazione delle temperature globali. Questo potrebbe contribuire a limitare gli impatti dei cambiamenti climatici, sebbene alcuni cambiamenti siano già inevitabili a causa delle emissioni passate.

È probabile che si verifichino cambiamenti climatici significativi che richiederanno misure di adattamento e aumenteranno la necessità di promuovere la resilienza delle comunità e degli ecosistemi. Questo potrebbe includere l'adozione di infrastrutture resilienti, la gestione sostenibile delle risorse naturali e la pianificazione urbana e territoriale orientata al clima. Lo sviluppo e l'adozione di tecnologie innovative potrebbero contribuire a mitigare i cambiamenti climatici e adattarsi ad essi. Questo potrebbe includere avanzamenti nell'energia pulita, nella cattura e stoccaggio del carbonio, nella produzione alimentare sostenibile e nella gestione delle risorse idriche.

15.  Come posso informarmi e rimanere aggiornato sui cambiamenti climatici e sulle iniziative per affrontarli?

Puoi rimanere aggiornato sui cambiamenti climatici seguendo organizzazioni scientifiche affidabili, siti web governativi e organizzazioni ambientali, oltre che partecipando a eventi e conferenze.
Numerosi siti web e portali forniscono informazioni affidabili sui cambiamenti climatici, comprese le organizzazioni internazionali come l'IPCC (Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici), l'UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici), nonché agenzie governative nazionali e regionali impegnate nella ricerca e nella gestione dei cambiamenti climatici.
Molte testate giornalistiche hanno sezioni dedicate all'ambiente e ai cambiamenti climatici, dove vengono pubblicate notizie, articoli di approfondimento e reportage sul tema.
Partecipare a conferenze, seminari, webinar e altri eventi dedicati ai cambiamenti climatici può offrire l'opportunità di ascoltare esperti del settore, condividere conoscenze e conoscere le ultime iniziative e ricerche. Unirsi a organizzazioni e gruppi impegnati nell'attivismo ambientale può offrire l'opportunità di contribuire attivamente alla lotta contro i cambiamenti climatici, oltre a fornire accesso a risorse informative e opportunità di mobilitazione.
Rimanere informati e coinvolti è fondamentale per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e contribuire a promuovere azioni positive per un futuro sostenibile.

Per rimanere aggiornato sulle iniziative e le strategie intraprese dalla Regione Veneto per affrontare i cambiamenti climatici, puoi visitare il sito ufficiale della Regione Veneto. Questo sito fornisce informazioni dettagliate sulle politiche regionali, le azioni di adattamento e mitigazione, nonché risorse utili per comprendere e affrontare i cambiamenti climatici nella regione.

Altri link utili

https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/cambiamenti-climatici

https://climadat.isprambiente.it/glossario/

https://climate-adapt.eea.europa.eu/en/help/glossary

https://www.ipcc.ch/site/assets/uploads/2018/03/wg2TARannexB.pdf

https://climatepromise.undp.org/research-and-reports/climate-dictionary

https://19january2017snapshot.epa.gov/climatechange/glossary-climate-change-terms_.html#C

https://unfccc.int/resource/cd_roms/na1/ghg_inventories/english/8_glossary/Glossary.htm

https://climate.nasa.gov/glossary/?page=0&per_page=9999&order=title+asc&search=&alpha=A-Z%3Atitle

https://www.bbc.com/news/science-environment-11833685



Data ultimo aggiornamento: 16 maggio 2024