CIMITERI, CREMAZIONI E NUOVA NORMATIVA IN MATERIA FUNERARIA 


La Regione del Veneto, con la Legge Regionale n. 18 del 04/03/2010, ha disciplinato la tutela della salute pubblica nell’ambito dei servizi e delle funzioni correlate al decesso di ogni persona, esercitando compiti di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo.

In questa scheda puoi consultare le seguenti voci:

 

COMPITI DELLA REGIONE

La Regione del Veneto norma la materia funeraria, garantendo ad ognuno il rispetto della dignità, delle convinzioni religiose e culturali e della libera scelta della forma di sepoltura o cremazione.
La Regione del Veneto definisce:

  • i requisiti strutturali di cimiteri, crematori, case funerarie e sale del commiato;
  • i requisiti delle strutture destinate al servizio obitoriale e dei mezzi di trasporto funebre;
  • i requisiti strutturali, gestionali e professionali per l’esercizio dell’attività funebre;
  • caratteristiche e modalità di realizzazione cappelle private e tumulazioni privilegiate fuori dai cimiteri;
  • l’elenco di malattie infettive esigenti particolari prescrizioni per sepoltura o cremazione.

La L.R: n.18/2010 regola, altresì, il trasporto funebre internazionale.
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COMPITI DEI COMUNI

Il Comune adotta un proprio regolamento di polizia mortuaria con il quale stabilisce ubicazione, utilizzo dei cimiteri e delle strutture obitoriali, fissa durata e modalità delle concessioni e le tariffe delle sepolture private e disciplina le attività funebri. Inoltre rilascia le autorizzazioni previste per legge, assicura spazi pubblici per lo svolgimento dei riti funebri, assicura il trasporto funebre nei casi di indigenza, stato di bisogno della famiglia o disinteresse da parte dei familiari.
Inoltre il Comune rilascia l’autorizzazione al trasporto della salma, nel caso in cui la persona deceduta abbia disposto l’utilizzo della proprio corpo per motivi di studio e di ricerca ed insegnamento, previo assenso -e a spese- dell’istituto ricevente.
Il Comune rilascia le autorizzazioni per lo svolgimento delle attività funebri.
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COMPITI AULSS

L’Azienda ULSS assicura il servizio di medicina necroscopica, impartisce prescrizioni per la tutela della salute pubblica, vigila per gli aspetti igienico sanitari e rilascia pareri, certificazioni e nullaosta previsti dalla legge dalla L.R: n.18/2010.
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ATTIVITÀ FUNEBRE

L’attività funebre è l’espletamento in forma congiunta di pratiche amministrative inerenti il decesso, l’organizzazione delle onoranze funebri, la vendita di articoli funebri (escluso i prodotti lapidei), preparazione e/o trattamento della salma, trasporto funebre.
L’attività è autorizzata dal Comune ove ha sede l’impresa richiedente, sulla base dei requisiti previsti dalla L.R. n.18/2010.
Il Comune verifica la persistenza dei requisiti previsti nell’autorizzazione.
Chi esercita l’attività funebre può gestire la casa funeraria e la sala del commiato.
L’attività funebre è incompatibile con la gestione dei servizi cimiteriali e obitoriali.
E’ vietata l’intemediazione nell’attività funebre.
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CIMITERI

Il Comune ha l’obbligo di realizzare almeno un cimitero.
Tutti i cimiteri assicurano un servizio di custodia.
Il Comune può affidarne la gestione a ditte esterne all’Amministrazione, rispettando la normativa statale e comunitaria per i servizi pubblici locali di rilevanza economica.
In ogni cimitero, come requisiti minimi, ci sono almeno un campo inumazione, un campo inumazione speciale, una camera mortuaria, un ossario comune e un cinerario comune.
In relazione alle necessità e richieste della popolazione, sono realizzati loculi per la tumulazione, celle per conservazione cassette ossario, celle per conservazione urne cinerarie, uno spazio per la dispersione delle ceneri.
Hanno diritto alla sepoltura nel cimitero del Comune le spoglie, i resti mortali, le ossa e le ceneri di persone:

  • decedute nel territorio del Comune, qualunque ne fosse in vita la residenza;
  • decedute fuori del Comune, ma aventi in esso, in vita, la residenza;
  • precedentemente residenti nel Comune, con residenza presso strutture socio assistenziali situate fuori Comune;
  • non residenti in vita nel Comune e decedute fuori dal territorio comunale, ma aventi diritto a sepoltura privata esistente nel cimitero del Comune stesso;
  • i prodotti del concepimento e i prodotti abortivi.


Possono essere concesse a privati e ad enti aree per sepolture individuali, familiari e collettive. La concessione non può essere rilasciata a persone o enti con fini di lucro.
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CREMAZIONE

La Regione del Veneto promuove l’informazione sulla cremazione e su forme di sepoltura di minore impatto per l’ambiente, nel rispetto dei diversi usi funerari propri di ogni comunità.
In ogni Comune è istituito il registro per la cremazione dove una persona può iscriversi, con atto contenente la propria volontà di essere cremato. In qualsiasi momento il soggetto iscritto può chiedere la cancellazione dell’iscrizione o il ritiro dell’atto presentato.
I crematori sono realizzati nell’aree cimiteriali e sono gestiti dai comuni o affidati a terzi, rispettando la normativa statale e comunitaria per i servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Ogni salma è avviata singolarmente alla cremazione.
La cremazione, anche di resti mortali, è autorizzata dall’ufficiale dello stato civile del Comune di decesso, nel rispetto della volontà del defunto o dei suoi famigliari.
Le ceneri derivanti dalla cremazione, sono raccolte in un’urna ermeticamente chiusa e con indicazione dei dati anagrafici del defunto.
A richiesta, l’urna contenente le ceneri può essere consegnata agli aventi titolo per la conservazione in cimitero, per la conservazione in ambito privato o per la loro dispersione. Alla consegna, viene redatto apposito verbale che indica la destinazione finale dell’urna.

La conservazione può avvenire:

  • in cimitero, con collocazione nelle celle per la conservazione di urne cinerarie; si deve essere titolari di una concessione di uso della cella;
  • in cimitero, mediante interramento in spazi a ciò destinati;
  • in cimitero, con collocazione all’interno di loculi o tombe assieme a feretri di congiunti;
  • in ambito privato.


Ogni variazione del luogo di conservazione o del soggetto che conserva l’urna, deve essere comunicata all’ufficiale dello stato civile che ha rilasciato l’autorizzazione.

La dispersione delle ceneri è autorizzata dall’ufficiale dello stato civile sulla base di espressa volontà del defunto.
La dispersione non autorizzata dall’ufficiale dello stato civile, o effettuata con modalità diverse rispetto a quanto indicato dal defunto, è punita ai sensi dell'art. 411 del Codice Penale ( Legge n. 30 del 30/03/2001).
La dispersione può avvenire:

  • in aree apposite del cimitero;
  • in aree private all’aperto. Non può dar luogo ad attività di lucro;
  • in natura, rispettando le norme di legge.

La dispersione deve essere effettuata in maniera controllata, in modo da non arrecare danno o disturbo alcuno a terzi. E’ vietata nei centri abitati.
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GLOSSARIO


Aventi titolo.
Possono essere, a seconda dei casi, il coniuge, altro familiare, l’esecutore testamentario etc.
Camera mortuaria
Luogo dove sosta il feretro prima della sepoltura o cremazione
Case funerarie
Struttura gestita da soggetti autorizzati all’attività funebre che gestisce, su richiesta dei familiari o altri aventi titolo, dove si svolgono le attività di osservazione, conservazione, trattamento, custodia ed esposizione della salma nonché le attività proprie della sala del commiato.
Cinerario comune
Luogo adibito alla raccolta delle ossa completamente mineralizzate provenienti dalle esumazioni o estumulazioni e non richieste dai familiari per collocazione in altra sepoltura.
Cremazione
Pratica funeraria che trasforma il cadavere in cenere, tramite procedimento termico.
Esumazione.
Recupero dei resti mortali da sepoltura in una fossa nel terreno, trascorsi almeno 10 anni.
L'esumazione è straordinaria, se effettuata prima che siano trascorsi dieci anni dal momento della sepoltura.
Estumulazione
Recupero dei resti mortali di una salma, sepolta in un loculo o tomba di famiglia da almeno vent'anni.
L’estumulazione è:
• ordinaria se eseguita allo scadere della concessione;
• straordinaria se eseguita prima della scadenza della concessione.
Inumazione
Sepoltura nel terreno per un periodo di tempo, in via ordinaria di almeno 10 anni, al fine della completa mineralizzazione del corpo (resti ossei)
Medico necroscopo
Certifica la morte della persona, nei casi previsti dalla legge.
Ossario comune
Luogo adibito alla raccolta delle ossa completamente mineralizzate provenienti dalle esumazioni o estumulazioni e non richieste dai familiari per collocazione in altra sepoltura.
Polizia mortuaria (Regolamento)
Riguarda tutte quelle attività connesse alla morte di una persona. Insieme di norme (amministrative e igienico sanitarie), ovvero insieme di funzioni di controllo e vigilanza esercitate da pubbliche autorità.
Prodotti del concepimento
Prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
Prodotti abortivi
Prodotti del concepimento di presunta età di gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete, e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina che all'ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti.
Resti mortali
Gli esiti della incompleta scheletrizzazione di una salma, decorso il periodo ordinario di inumazione (10 anni) o tumulazione (20 anni) (DPR 254/2003 art. 3 comma b).
I resti mortali devono essere reinumati (esumazione) o inumati (estumulazione) al fine del completamento del processo di mineralizzazione, ovvero possono essere cremati.
Resti ossei (ossa)
L’esito finale del processo trasformativo del corpo umano dopo la completa mineralizzazione.
E’ ammessa la loro collocazione in tombe o loculi assieme a feretri di congiunti.
Il Comune può disporre la cremazione delle ossa provenienti da esumazioni o estumulazioni ordinarie.
Sala del commiato
Struttura destinata, a richiesta degli aventi titolo, a ricevere e custodire, per brevi periodi, nonché esporre il feretro per riti di commemorazione e di commiato.
Trasporto funebre
Il trasferimento della salma dal luogo di decesso, o dei resti mortali dal luogo di rinvenimento, fino al luogo di sepoltura o cremazione.
Trasporto funebre internazionale
E’ il trasferimento della salma tra Stati.
Per il trasporto tra Stati aderenti all’Accordo di Berlino del 10/02/1937 la salma deve essere accompagnata dal passaporto mortuario.
Il passaporto è rilasciato:
• per l’estradizione il passaporto dal Comune di partenza;
• per l’introduzione nel territorio nazionale, dall’autorità del luogo di partenza.
Gli stati aderenti all’Accordo sono Austria, Belgio, Cile, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Italia, Messico, Olanda, Portogallo, Rep.Ceca, Romania, Slovacchia, Svizzera, Turchia, Repubblica Democratica del Congo.
L’Accordo di Berlino non si applica ai resti mortali e alle ceneri (Circolare del Ministero della Sanità 24 giugno 1993, n. 24 – par. 8).
Per il trasporto con Stati non aderenti all’Accordo di Berlino:
• per l’estradizione dall’Italia, rilascio autorizzazione da parte del Comune di partenza previo nulla osta dall’autorità consolare dello Stato dove è diretta la salma;
• per l’introduzione in Italia, richiesta all’Autorità consolare italiana e autorizzazione del Comune di destinazione, che ne informa il Consolato.
Tumulazione
La collocazione del feretro in un loculo, in via ordinaria per almeno 20 anni.
Per avere diritto alla tumulazione si deve essere titolari di una concessione di uso di un loculo o tomba di famiglia.
Tumulazione extracimiteriale – cappelle private
La tumulazione di salme o resti mortali in cappelle private non aperte al pubblico.
Tumulazione extracimiteriale – tumulazione privilegiata
La tumulazione fuori dal cimitero di salme o resti mortali, in luoghi diversi dalle cappelle private, per onorare personalità benemerite o quando è richiesta per membri di istituti religiosi.
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NORMATIVA


DPR 10 settembre 1990 n. 285 ”Approvazione regolamento di polizia mortuaria”

Circolare del Ministero della Sanità 24 giugno 1993, n. 24

Legge 30 marzo 2001 n. 130 "Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri"

DPR 15 luglio 2003 n. 254 “Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della Legge 31 luglio 2002, n. 179”

Legge Regionale 04 marzo 2010 n. 18 “Norme in materia funeraria” e s.m.i.

DGR 27 luglio 2010 n. 1909 “Linee guida di prima applicazione L.R. n. 18/2010”

DGR 04 aprile 2014 n. 433 Definizione nuovi requisiti cimiteri di cui all’art. 2 c. 2 lett a) L.R. n. 18/2010”

DGR 17 giugno 2014 n. 982 “Definizione nuovi requisiti per attività funebre di cui all’art. 2 c. 2 L.R. n. 18/2010”

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CONTATTI


Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria, tel. 041 2791313 - 1315  mail
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Data ultimo aggiornamento: 27/06/2017

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Data ultimo aggiornamento: 09/12/2015