Sostanze perfluoro alchiliche (PFAS)

Nel corso dell’estate del 2013, a seguito di alcune ricerche sperimentali su potenziali inquinanti “emergenti” effettuate su incarico del Ministero dell’Ambiente, è stata segnalata la presenza in alcuni ambiti del territorio regionale di sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili.
Le sostanze sono caratterizzate da una notevole resistenza nell’ambiente, associata ad una rilevante capacità di diffusione e da una persistenza molto significativa che determinano una diffusa presenza nell’ambiente idrico, nell’ambiente e negli organismi, incluso l‘uomo, dove tendono ad accumularsi nel tempo.
Dai dati a disposizione nell’agosto 2013 l’area interessata dall’impatto comprendeva il territorio della bassa Valle dell’Agno (VI), alcuni ambiti delle province di Padova e Verona e una parte considerevole della rete idrografica (Poscola; Agno-Guà-Frassine; Togna-Fratta-Gorzone; Retrone; Bacchiglione; ecc).

Attraverso l’attivazione immediata di una Commissione Tecnica Regionale coordinata dall’Area Sanità e Sociale costituita con la Sezione Regionale Tutela Ambiente e ARPAV, sono attivate una serie di azioni finalizzate alla tutela prioritaria delle salute pubblica:
1) interventi immediati in emergenza degli Enti Gestori dei servizi idrici integrati sull’acqua potabile per mettere in sicurezza la popolazione residente nell’area mediante l’istallazione di specifici filtri a carboni attivi che hanno da subito l’abbattimento delle concentrazioni dei PFAS e garantito la qualità dell’acqua;
2) identificazione della fonte di pressione, avvio di uno scambio di collaborazioni e di richieste al Ministero della Salute ed all’ISS, per un supporto scientifico e per l’individuazione di valori accettabili di concentrazione delle sostanze in oggetto, attivazione di un sistema specifico di sorveglianza analitica, formazione egli operatori sanitari e non, regolamentazione dell’utilizzo dei pozzi privati ad uso potabile;
3) contestuale attività di monitoraggio e controllo sulle acque.

Con DGR n. 1517 del 29 ottobre 2015 la Regione ha acquisito i livelli di riferimento per i parametri "Altri PFAS" nelle acque destinate al consumo umano in condizioni di emergenza idrica, nonché un primo documento di individuazione delle aree di esposizione [pdf 5,3MB] per gli ambiti territoriali interessati dalla presenza di PFAS.


Al fine di valutare l’esposizione pregressa della popolazione residente, è stato impostato uno studio di monitoraggio biologico sulla popolazione dell’area maggiormente esposta a PFAS.
Con DGR n. 565 del 21 aprile 2015 la Regione del Veneto ha approvato il disegno dello studio di monitoraggio biologico sulla popolazione.
Di tale studio, in data 18/04/2016, l’Istituto Superiore di Sanità ha comunicato alla Regione del Veneto gli esiti prodotti, conseguenti alle analisi seriologiche sulla popolazione. E' emersa. di conseguenza, la necessità di predisporre un piano di attività per la presa in carico degli esposti alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) mediante la collaborazione ed in coordinamento con tutti i soggetti istituzionali competenti coinvolti (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, OMS, Centri di ricerca). Con DGR n. 2133 del 23 dicembre 2016 è stato approvato il “Piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta alle sostanze perfluoroalchiliche”.
Contestualmente, a seguito degli esiti dello studio campione di biomonitoraggio sopracitato, si è provveduto alla ridefinizione dell'area di esposizione.


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Data ultimo aggiornamento: 22/08/2017

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