Asse 2 - AGENDA DIGITALE
Priorità d’investimento 2a - Estendere la diffusione della banda larga e delle reti ad alta velocità e sostenere l'adozione di tecnologie future ed emergenti e di reti in materia di economia digitalePrincipi guida: Le operazioni verranno selezionate tenendo conto dei seguenti principi guida:
- principio di neutralità tecnologica
- rispetto del criterio della massimizzazione dei benefici (in termini di copertura del territorio e della popolazione ed imprese raggiunti dal servizio a banda ultra larga) a parità di investimento richiesto;
- rispetto del criterio di fattibilità economica, finanziaria e tecnica;
- rispetto del principio di minimizzare gli impatti ambientali di tali investimenti infrastrutturali;
- aree produttive principali (vedere i criteri sopra elencati);
- coerenza con il programma di consolidamento dei data center pubblici veneti.
Per gli interventi materiali dovrà essere verificato il rispetto della procedura di valutazione di incidenza di cui al DPR 357/97 e ss.mm.ii. (direttiva 92/43/Ce e ss.mm.ii. art. 6(3)). Qualora per gli interventi si rendesse necessaria la valutazione d’incidenza, saranno ammessi a finanziamento esclusivamente gli interventi con valutazione d’incidenza positiva.
Obiettivo Specifico: Riduzione dei divari digitali nei territori e diffusione di connettività in banda larga e ultra larga ("Digital Agenda" europea) (RA 2.1 AdP)
Come evidenziato in Sezione 1 a livello regionale i dati sulla copertura del servizio di banda larga di base (almeno 2 Mbps) presentano in Veneto una copertura della popolazione compresa tra il 95-100% (Rapporto Caio, gennaio 2014, che riprende dati BCE del 2013) mentre, all’inizio del 2014, la copertura del servizio a banda larga a 30 Mbps è pari indicativamente al 7,56% della popolazione del Veneto, in particolare residente nei principali Comuni della Regione (2013, MiSE). La copertura della popolazione con banda ultra larga a almeno 100 Mbps è pari allo 0,05% (2013, MiSE), dato che coincide con la percentuale di imprese coperte rispetto al totale delle imprese regionali, indicatore utilizzato per misurare il grado di sviluppo dell’infrastruttura di diffusione della banda ultra larga: in altre parole vi sono pochissime aree del territorio del Veneto coperte con queste velocità di connessione.
In questo contesto la domanda di connettività - e quindi di velocità di accesso - che proviene dalle imprese è crescente e tendente all’aumento nel tempo. Lo sviluppo di una nuova generazione di servizi fortemente integrati con la multimedialità che riguarda la sfera delle imprese (web-conference, progettazione condivisa, cataloghi multimediali, realtà aumentata per progettazione, video-monitoraggio, tele-assistenza, ecc.) richiede la diffusione di servizi di banda ultra larga (sopra ai 100 Mbps). A questa domanda potenziale e generalizzata risponde, però, un’offerta attuale e prospettica di servizi predisposta dagli operatori di telecomunicazioni solo nelle principali aree urbane della regione e solo con un’offerta di connessione di banda larga (almeno 30 Mbps), quindi non specificatamente orientata agli insediamenti produttivi. I piani degli operatori privati si stanno concentrando, infatti, dove la densità urbana (e quindi la relativa domanda potenziale) è tale da ripagare gli investimenti nell’infrastruttura necessaria per attivazione del servizio a banda larga. Dall’ultima rilevazione pubblica, condotta, nel corso del 2014, dal Ministero dello Sviluppo Economico presso gli operatori di telecomunicazione, sulla copertura attuale e sui piani di sviluppo della diffusione dei servizi a banda larga (almeno 30 mbps), al 2016 risulteranno solo 61 i Comuni che sono o saranno oggetto di intervento privato, confermando questa concentrazione dell’offerta che, di fatto, al momento lascia ampie zone del territorio regionale - aree produttive comprese - prive di copertura, anche prospettica.
A fronte di tale situazione la strategia regionale è orientata alla diffusione di connettività in banda ultra larga (almeno a 100 Mbps) nelle principali aree produttive del Veneto, in quanto “condizione abilitante” per favorire il rafforzamento del sistema produttivo regionale e per l’innovazione nelle imprese, contribuendo altresì al perseguimento dell’obiettivo dell’Agenda digitale europea che, in termini di 100 Mbps, è quello di ottenere una copertura dell’85% del territorio per consentire una penetrazione del 50% della popolazione.
Il risultato atteso per tale obiettivo specifico riguarda lo sviluppo dell’infrastruttura di diffusione della banda ultra larga nelle principali aree produttive del Veneto, al fine di contribuire al cambiamento desiderato di incremento delle imprese coperte dalla banda ultra larga ad almeno 100 Mbps rispetto al totale delle imprese in Veneto (50%, 2023).
Azione : Contributo all’attuazione del “Progetto Strategico Agenda Digitale per la Banda Ultra Larga” e di altri interventi programmati per assicurare nei territori una capacità di connessione a almeno 30 Mbps, accelerandone l’attuazione nelle aree produttive, e nelle aree rurali e interne, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica nelle aree consentite dalla normativa comunitaria (2.1.1 AdP)
La Regione del Veneto, negli ultimi anni, ha condotto delle politiche per lo sviluppo della banda larga. In particolare dal 2009 ha aderito all’attuazione del “Piano strategico Nazionale per la Banda Larga” promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico che aveva presentato un programma per il superamento del digital divide sul territorio nazionale. Il Piano Nazionale, attraverso una stretta collaborazione tra i diversi attori pubblici e privati, si poneva l’obiettivo di dotare tutta la popolazione italiana di una connessione a banda larga tra 2 e 20 Mbps entro il 2013, e di una copertura nelle aree meno densamente abitate mediante servizi con velocità di almeno 2 Mbps, anche con il ricorso a tecnologie wireless. Il conseguente Piano di Sviluppo Banda Larga del Veneto ha determinato una diminuzione del divario digitale in Veneto, portando, di fatto, assieme agli interventi realizzati autonomamente dagli operatori, al superamento del divario digitale; ovvero garantendo praticamente a tutti i cittadini del Veneto un servizio di connessione a banda larga di base di almeno 2 Mbps - primo obiettivo dell’Agenda Digitale Europea sul tema della banda larga - con circa 1000 km di fibra ottica stesa e messa a disposizione degli operatori per attivazione del servizio nelle aree non coperte e 703 località del Veneto dove sono stati portati i 20 Mbps con un modello incentivo).
In tale contesto, la sfida che si intende sostenere con questa azione è di sviluppare la diffusione della banda ultra larga (almeno a 100 Mbps) nelle aree produttive del Veneto, e quindi avendo come target prioritario le imprese. Questo intervento mira, in particolare, allo sviluppo dell’infrastruttura di diffusione della banda ultra larga (almeno a 100 Mbps) nei territori con un’alta densità di imprese insediate dove il mercato non è ancora intervenuto. Questa azione punta anche a valorizzare le infrastrutture passive (cavidotti, tubazioni, ecc.) già esistenti sul territorio, per favorire il riuso delle stesse. In particolare, l’intervento cercherà di ridurre al minimo i nuovi scavi facendo passare la fibra ottica all’interno di infrastrutture già esistenti (come, per esempio, i cavidotti dell’illuminazione pubblica, i cavidotti presenti nel sottosuolo, ecc.) per permettere l’intervento su un territorio più vasto.
L’azione verrà condotta in stretta sinergia e secondo le modalità attuative previste dal Piano Strategico Banda Ultra larga approvato dal Governo Nazionale il 3 marzo 2015.
I territori ammissibili ai finanziamenti sono le aree produttive del Veneto. In particolare le aree produttive saranno selezionate sulla base dei seguenti criteri:
inerenza agli ambiti di specializzazione produttiva definiti dal documento di Smart Specialization Strategies (RIS3) del Veneto, ovvero Smart Agrifood, Sustainable living, Creatività e Smart Manufacturing;
indicatori di dimensione dell’area produttiva (numero di imprese insediate, numero di dipendenti, fatturato, ecc.);
la reale e futura domanda di connessione a banda ultra larga richiesta dalle imprese
insediate nell’area produttiva;
disponibilità ad acquisire servizi di connettività a banda ultra larga (disponibilità a sottoscrivere i servizi);
aree bianche per la banda ultra larga, coerentemente con la normativa europea sugli aiuti di stato, ovvero aree dove il mercato da solo non dimostra interesse a investire. Ai fini dell'individuazione delle aree marginali nelle quali intervenire, il Dipartimento per le Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico svolge annualmente una consultazione pubblica rivolta agli operatori di telecomunicazioni, in coerenza con gli “Orientamenti dell’Unione europea per l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga”, aggiornando il proprio database relativo al servizio di connettività a banda larga nel territorio nazionale.
I beneficiari sono gli operatori di telecomunicazione (in questo caso utilizzando l’Aiuto di Stato già notificato dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Commissione Europea, N 34199 del 18 dicembre 2012, di cui è in valutazione della Commissione europea una proroga), l’Amministrazione regionale stessa, gli enti pubblici nelle loro diverse forme (amministrazioni centrali, enti locali, consorzi ed Unione di Comuni).
I destinatari sono le imprese.
Priorità d'investimento: 2b - Sviluppare i prodotti e i servizi delle TIC, il commercio elettronico e la domanda di TIC
Principi guida: Le operazioni verranno selezionate tenendo conto dei seguenti principi guida:
- principio dello sviluppo sostenibile;
- rispetto del criterio della massimizzazione dei benefici (in termini di enti e destinatari finali coinvolti) a parità di investimento richiesto;
- rispetto del criterio di fattibilità economica, finanziaria e tecnica;
- rispetto del principio di minimizzare gli impatti ambientali di tali investimenti;
- valorizzare dinamiche aggregative già in corso o in costituzione per favorire processi di apprendimento condivisi ed economie di scala a livello locale e regionale.
Obiettivo Specifico: Potenziamento della domanda di ICT di cittadini e imprese in termini di utilizzo di servizi online, inclusione digitale e partecipazione in rete (RA 2.3 AdP )
Come evidenziato in Sezione 1, a livello regionale, il grado di utilizzo di internet nelle famiglie negli ultimi 12 mesi (persone di 6 anni e più che hanno usato Internet negli ultimi 12 mesi in percentuale sulla popolazione della stessa classe di età) – indicatore utilizzato per misurare il potenziamento della domanda di ICT di cittadini e imprese - è pari al 60,21% della popolazione (2014, ISTAT), dato che si configura superiore alla media nazionale (57,3%), ma che deve essere incrementato per raggiungere il target europeo del 75% della popolazione che usa internet.
A fronte di tale situazione la strategia regionale è orientata al potenziamento della domanda di ICT di cittadini e imprese in termini di utilizzo di servizi online, azioni di inclusione sociale e di partecipazione in rete, in particolare sostenendo l’alfabetizzazione informatica, la diffusione della cultura digitale e l’accrescimento delle competenze digitali dei cittadini, creando le condizioni affinché le persone, nelle diverse sfere della loro vita – privata, lavorativa, di interazione con le PPAA – possano dare risposta ai loro fabbisogni e alle loro aspirazioni in modo più veloce, efficace, meno costoso attraverso le tecnologie digitali. Questo si traduce, a livello di singolo, in un reale incremento della qualità della vita e, a livello di sistema, in un’evoluzione culturale del territorio che va a supportarne e sostenerne la crescita.
Il risultato atteso per tale obiettivo specifico riguarda il potenziamento della domanda di ICT di cittadini e imprese, al fine di contribuire al cambiamento desiderato di raggiungimento del target europeo della popolazione che usa internet (grado di utilizzo di internet nelle famiglie, 75% al 2023, valore obiettivo recepito dalla “Strategia per la Crescita digitale 2014 – 2020” della Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Azione: Soluzioni tecnologiche per l’alfabetizzazione e l’inclusione digitale, per l’acquisizione di competenze avanzate da parte delle imprese e lo sviluppo delle nuove competenze ICT (eSkills), nonché per stimolare la diffusione e l’utilizzo del web, dei servizi pubblici digitali e degli strumenti di dialogo, la collaborazione e partecipazione civica in rete (open government) con particolare riferimento ai cittadini svantaggiati e alle aree interne e rurali. Tali soluzioni possono essere attuate anche in modo integrato con l’azione 1.3.2 (laboratori di innovazione aperta) (2.3.1 AdP)
In particolare, contribuiscono all’obiettivo specifico la diffusione dei punti pubblici di accesso sul territorio regionale per l’accesso, l’acculturazione e l’assistenza ai servizi digitali (c.d. P3@) e la diffusione della cultura e dell’utilizzo degli Open Data (dataset pubblici).
La Regione del Veneto, negli ultimi due anni, ha maturato buone esperienze sul tema dell’alfabetizzazione ed inclusione digitale con il Progetto P3@ Veneti (finanziato dall’azione 4.1.2 “Collegamento delle zone del territorio regionale non ancora raggiunte dalla banda larga e creazione di punti pubblici di accesso” del POR FESR 2007 - 2013), nato con l’obiettivo di creare dei punti pubblici di accesso sul territorio regionale per accesso, acculturazione e assistenza al “mondo digitale”. Questi centri sono aperti e gratuiti per tutta la cittadinanza, in particolare per le fasce potenzialmente più a rischio di esclusione dal mondo digitale, ovvero anziani, donne fuoriuscite dal mondo del lavoro, disoccupati, giovani e stranieri. In questi centri i cittadini possono acquisire le competenze di base del mondo digitale, navigare in internet svolgendo le attività di proprio interesse e trovare assistenza nell’utilizzo dei servizi digitali della PPAA (per esempio scaricare i referti medici, richiedere i buoni scuola regionali, pagare il bollo auto, ecc.). Tali centri sono stati realizzati con il coinvolgimento dei Comuni del Veneto e delle Associazioni di Volontariato. Sono stati aperti 349 Centri P3@ in 327 Comuni del Veneto (su un totale di 579): ogni Centro, in base alla popolazione del Comune, dispone tra le 3 o 4 postazioni multimediali. Nel periodo luglio 2003 – settembre 2014 sono quasi 200.000 i cittadini che hanno usato i servizi del Centri, la percentuale di stranieri è stata del 21%, oltre un quinto degli utilizzatori avevano superato i 50 anni e l’11% era costituito da persone non più in età lavorativa. Sono stati coinvolti più di 300 volontari nella gestione dei Centri.
Inoltre, la Regione del Veneto ha recentemente investito sul tema della trasparenza e della diffusione di dati pubblici - Open Government - mediante un’apposita azione a sostegno dell’Open Data (DGR 2301/11) e la pubblicazione del portale regionale dedicato dati.veneto.it, posizionandosi tra le prime Regioni italiane attive e che hanno dato seguito alle direttive europee e nazionali sul tema (attualmente sono disponibili 350 dataset pubblici in Veneto). Tra le buone pratiche dell’amministrazione regionale si segnala anche il progetto europeo HOMER - Armonizzare i Dati Aperti nel Mediterraneo attraverso un migliore accesso e Riuso dell’informazione del settore pubblico, cofinanziato dal FESR attraverso il Programma MED, che mira a stimolare l’accessibilità e il riuso dell’Informazione nel Settore Pubblico (PSI) nel Mediterraneo, coerentemente con una delle azioni chiave dell’Agenda Digitale per l’Europa e della Direttiva PSI. A questo proposito con la citata DGR 2301/2011 si è provveduto anche alla costituzione di un apposito "Gruppo di Lavoro per gli Open Data" (GdL-OD), coordinato dalla Sezione Sistemi Informativi e costituito da funzionari competenti nei diversi settori interessati dal progetto, con i compiti di affrontare gli aspetti tecnici e le questioni giuridiche legate al nuovo portale "dati.veneto.it" e di sostenere l'opportuna attività di divulgazione, organizzata e condivisa dal Gruppo predetto, che si è occupato anche di sviluppare un “Kit Open Data” e di sperimentarne l’utilizzo con alcune amministrazioni comunali prototipo.
In tale contesto, la sfida che si intende sostenere con tale azione, data l’evoluzione delle tecnologie digitali, è di accrescere il numero di cittadini che usano internet e di aumentarne la consapevolezza, relativamente alle potenzialità del digitale, attraverso la diffusione della cultura degli Open Data. Le tipologie di intervento dell’azione permetteranno infatti di contribuire in modo significativo all’incremento della domanda di TIC dei cittadini del Veneto (e quindi anche delle imprese) in quanto:
da una parte i centri P3@ svolgeranno un’azione continua verso i cittadini di alfabetizzazione digitale, di accesso ad internet e di supporto all’utilizzo di servizi digitali sempre più evoluti;
e dall’altra la messa a disposizione dei dataset pubblici (Open Data) da parte della pubblica amministrazione contribuirà a creare le condizioni per un maggiore coinvolgimento dei cittadini nei processi partecipativi locali.
Nello specifico, si procederà attraverso le seguenti tipologie d’intervento per:
1) Consolidare e sviluppare il network P3@, i “punti pubblici di accesso”, con cui si vuole incentivare un uso attivo e consapevole del web, dei servizi della PPAA e della partecipazione da parte della cittadinanza, sostenendo un’apertura continuativa di tali centri, un loro potenziamento e un ampliamento delle funzioni e attività sia dal punto di vista organizzativo che di infrastruttura tecnologica.
Visto il limitato arco temporale di apertura di questi centri e gli ottimi risultati ottenuti negli anni scorsi, sia in termini di persone coinvolte, sia in termini di processi di alfabetizzazione e inclusione digitale, risulta importante dare continuità a questa aziona intrapresa nella programmazione precedente per estendere la platea dei cittadini da coinvolgere nelle attività di informazione e acculturazione digitale. In particolare, si punterà anche al potenziamento della “Rete degli Utenti Amici” regionale da individuare a livello di P3@ tra i cittadini più sensibili alle tematiche digitali mediante campagne di alfabetizzazione e di comunicazione da condurre in concomitanza con i rilasci dei servizi digitali a cittadini quali identità digitali, pagamenti, gestione istanze, fascicolo del cittadino, anagrafe nazionale della popolazione residente.
Nell’ambito dei Centri P3@ si distinguono, inoltre, gli interventi tra:
a) P3@ già esistenti
Nei Comuni che hanno già dei Punti P3@ esistenti verranno finanziati:
l’eventuale acquisto di nuovi apparecchi addizionali rispetto agli esistenti in grado di contribuire a colmare il deficit di cultura digitale presente (pc, stampanti, tablet, smart tv, smart wacth, etc) e connesse spese di installazione;
le relative attività di animazione e formazione rivolte ai cittadini per avvicinarli ed aiutarli all’uso dei centri.
b) nuovi P3@
Nei Comuni che non hanno beneficiato dei Punti P3@ nella scorsa programmazione, verranno realizzati dei nuovi centri di acculturazione e verranno finanziati:
l’acquisto di nuovi apparecchi in grado di contribuire a colmare il deficit di cultura digitale presente (pc, stampanti, tablet, smart tv, smart wacth, etc) e connesse spese di installazione e arredo;
le relative attività di animazione e formazione rivolte ai cittadini per avvicinarli ed aiutarli all’uso dei centri.
Nei Comuni che hanno già dei Punti P3@ esistenti ne verranno finanziati di nuovi se la domanda locale di “alfabetizzazione e cultura digitale” lo richiede (come per esempio nei comuni di più grandi dimensioni).
E’ prevista la possibilità di attivare il sostegno congiunto FSE ex art. 98 del Reg. UE n. 1303/2013 per finanziare attività di formazione rivolte ai cittadini per avvicinarli e supportarli nell’uso delle tecnologie dei P3@.
I centri P3@ finanziati rimarranno aperti per tutta la durata della programmazione e, in caso di chiusura anticipata, l’attrezzatura utilizzata (in particolare i pc) verrà in ogni caso destinata ad attività di alfabetizzazione e sviluppo di cultura digitale localmente, da parte dei Comuni, quali beneficiari della tipologia di intervento Centri P3@.
I territori ammissibili ai finanziamenti sono individuati nell’intero territorio regionale. Potranno essere programmati interventi mirati ai contesti urbani oggetto dell’Asse SUS, in una logica di sinergia con le altre azioni previste da tale asse.
I beneficiari sono i Comuni in forma singola o associata.
2) Diffondere la cultura e l’utilizzo degli Open Data degli enti pubblici tra i cittadini e le imprese al fine di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita delle pubbliche amministrazioni locali e incentivare le imprese a sviluppare nuovi servizi digitali attraverso gli Open Data.
L’azione sosterrà il sistema regionale nel processo tecnologico, organizzativo e culturale di apertura e trasparenza, importante sia per adeguarsi e normative e policy internazionali che come generale occasione di innovazione e sviluppo.
La realizzazione di tale intervento avverrà mediante lo sviluppo e l’utilizzo dello strumento del “kit Open data” (già utilizzato in forma sperimentale) da parte dell’Amministrazione Regionale, che provvederà a distribuirlo e a condividerlo con le amministrazioni comunali interessate, e poi queste ultime avvieranno il processo di apertura dei propri dati.
In altre parole, tale percorso verrà realizzato attraverso il sostegno e l’attivazione di meccanismi e processi di aggregazione di dati su scala locale in una logica di condivisione di esperienze e riuso di buone pratiche sia degli aspetti “organizzativi-culturali” (come per esempio procedure, modelli, standard, percorsi informativi, ecc.) che degli aspetti più “tecnologici” (come per esempio soluzioni, applicazioni, ecc.).
Nel dettaglio, il Kit Open Data è composto da:
strumenti procedurali per l’accompagnamento amministrativo: prototipi di regolamento interno, determina, licenza d’uso, questioni legate alla privacy, ecc.;
strumenti tecnologici: sistema di trasferimento dei dati nei server regionali; utilizzo dei software; procedure di raccolta dei dati in modalità e formato “open”.
Verranno finanziati i seguenti investimenti:
hardware (i server e le apparecchiature necessarie);
software;
servizi professionali per l’apertura dei dati e per la loro metadatazione, anche per lo sviluppo di servizi che utilizzano gli Open Data partendo dai dati resi open (c.d. APP).
I territori specifici ammissibili ai finanziamenti sono individuati nell’intero territorio regionale.
I beneficiari sono l’amministrazione regionale e i Comuni in forma singola o associata.
Priorità d'investimento: 2c - Rafforzare le applicazioni delle TIC per l'e-government, l'e-learning, l'e-inclusione, l'e-culture e l'e-health
Principi guida: Le operazioni verranno selezionate tenendo conto dei seguenti principi guida:
- principio dello sviluppo sostenibile;
- rispetto del criterio della massimizzazione dei benefici (in termini di enti coinvolti) a parità di investimento richiesto;
- rispetto del criterio di fattibilità economica, finanziaria e tecnica;
- rispetto del principio di minimizzare gli impatti ambientali di tali investimenti infrastrutturali;
- valorizzare dinamiche aggregative già in corso o in costituzione per favorire processi di apprendimento condivisi ed economie di scala a livello locale e regionale.
Come evidenziato in Sezione 1, i servizi di e-government proposti dagli enti locali del Veneto presentano livelli di interattività medio-bassi: la rilevazione sulle ICT nella PA locale (2013, ISTAT) mette in evidenza che solo il 30% dei Comuni veneti dispongono di servizi pienamente interattivi (numero di Comuni con servizi pienamente interattivi in percentuale sul totale dei Comuni con sito web – indicatore utilizzato per misurare la digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione dei servizi pienamente interoperabili.
A fronte di tale situazione la strategia regionale è orientata ad aumentare il numero delle Amministrazioni comunali venete che offrono servizi completamente interattivi, in linea con la “Strategia per la crescita digitale 2014 – 2020” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, anche intervenendo a favore di progetti che contribuiscano indirettamente ad aumentarne tale capacità. L’aumento dei servizi pienamente interattivi da parte delle amministrazioni comunali del Veneto, da una parte, permetterà il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e sosterrà la competitività delle imprese e, dall’altra, favorirà la crescente domanda di ICT da parte dei cittadini e delle imprese; rappresenta, quindi, un volano importantissimo per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea.
Il risultato atteso per tale obiettivo specifico riguarda la digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione dei servizi digitali pienamente interoperabili della PPAA offerti a cittadini e imprese, al fine di contribuire al cambiamento desiderato di incremento dei Comuni con servizi pienamente interattivi (60% al 2023).
Azione: Soluzioni tecnologiche per la digitalizzazione per l’innovazione dei processi interni dei vari ambiti della Pubblica Amministrazione nel quadro del Sistema pubblico di connettività, quali ad esempio la giustizia (informatizzazione del processo civile), la sanità, il turismo, le attività e i beni culturali, i servizi alle imprese [Gli interventi dovranno garantire i necessari standard di sicurezza e protezione di dati, anche razionalizzando i Data Center Pubblici e gestendo i dati in cloud computing tramite soluzioni green] (2.2.1 AdP)
Con questa azione la Regione intende consolidare la struttura dei data center pubblici in Veneto, riducendone il numero in modo estremamente considerevole e realizzando un upgrade dei sistemi informativi delle amministrazioni Comunali. Il consolidamento dei data center, con il relativo miglioramento ed evoluzione dei sistemi informativi (back-office) delle amministrazioni rappresenta il primo livello di intervento per aumentare l’interattività dei servizi digitali delle amministrazioni Comunali, in quanto solo servizi web pienamente integrati con back-office evoluti garantiscono di raggiungere i più elevati livelli di interattività.
L’obiettivo dell’azione è la riduzione sensibile del numero dei data center pubblici rispetto ai 130 data center esistenti, attraverso un processo di “Server Consolidation” e di razionalizzazione ed ottimizzazione che tenga conto delle specificità territoriali e dei fabbisogni applicativi dei singoli enti che parteciperanno al processo di consolidamento, anche attraverso l’adozione di standard di sicurezza e di policy di protezione dei dati.
La “Server Consolidation” consiste nella riduzione del numero dei server presenti in una organizzazione per evitarne una proliferazione eccessiva, lasciando tuttavia invariati i servizi forniti, i quali saranno invece erogati a un livello d'efficienza maggiore superando la logica “un server, una applicazione”, evitando notevoli costi gestionali e di manutenzione.
Gli interventi riguardano:
- progettazione esecutiva, compresa la verifica di compatibilità tecnica, organizzativa, economica da effettuare per ogni server dei data center interessati;
- acquisto di tecnologie per l’adeguamento tecnologico dei locali e degli impianti; software e hardware per la ‘virtualizzazione’ e relativa installazione;
- spese per il decommissionamento dei server (servizi per la protezione e il trasferimento dei dati).
La Regione del Veneto nell’ambito delle attività del “Nodo regionale per lo sviluppo aperto partecipato e condiviso” definisce un catalogo di standard applicativi in collaborazione con Enti e Imprese del suo territorio. La definizione degli standard di colloquio tra sistemi eterogeni è prerequisito ineludibile per la realizzazione di processi di consolidamento hardware e riduzione dei data center.
L’azione viene realizzata per creare ambienti più sicuri e affidabili; per tenere sotto controllo con maggiore facilità i costi dell’IT (minori assets da gestire); per contenere i costi di manutenzione e gestione; per agevolare l’adozione di soluzioni SOA (Service Oriented Architecture); per dimensionare in modo più rapido e flessibile le risorse software e hardware per far fronte ad esigenze non prevedibili o non continuative; per prendere decisioni più consapevoli e pro futuro nella scelta di apparati IT e di software; per standardizzare l’hardware, le applicazioni software e le modalità stesse di gestione dell’ICT; per facilitare la cooperazione applicativa tra Amministrazioni.
I territori ammissibili ai finanziamenti sono individuati nel territorio regionale. La presenza di connessione a banda ultra larga rappresenta un importante pre-requisito per scegliere i territori su cui attivare e/o insediare i data center.
I beneficiari sono l’Amministrazione Regionale e i Comuni in forma singola o associata.
I destinatari sono i Comuni.
Azione: Soluzioni tecnologiche per la realizzazione di servizi di e-Government interoperabili, integrati (joined-up services) e progettati con cittadini e imprese, e soluzioni integrate per le smart cities and communities (non incluse nell’OT4) (2.2.2 AdP)
Con questa azione la Regione del Veneto intende sviluppare e diffondere servizi di e-government interattivi ed integrati sviluppati in una logica di co-design con gli utenti, puntando, ad esempio, ai seguenti servizi digitali evoluti: fascicolo del cittadino, gestione delle istanze, sistema dei pagamenti elettronici, fatturazione elettronica, identità digitale, dematerializzazione, servizi di open-government, servizi per le smart communities and cities, ecc.
In ogni caso gli interventi finanziati devono essere finalizzati ad aumentare i livelli di interattività dei servizi digitali delle amministrazioni comunali del Veneto verso i cittadini e le imprese.
Inoltre, per favorire la diffusione e l’utilizzo dei servizi digitali messi a disposizione delle amministrazioni comunali da parte dei cittadini e delle imprese, verrà favorito lo switch-off dell’analogico verso il digitale, ovvero per alcune tipologie di servizi verrà incentivata la chiusura della “canalità” analogica (cartaceo) a favore di quella digitale che diventerà esclusiva. Sarà importante, non solo affrontare e gestire la dimensione tecnologica, ma investire e sostenere il cambiamento organizzativo, culturale e comunicativo dentro e fuori alla pubblica amministrazione. Questa azione punta a valorizzare il circuito del “Nodo regionale per la digitalizzazione dei servizi ai cittadini e imprese” che oggi conta 180 Enti aderenti e oltre 20 servizi erogati a cittadini e imprese. Si tratta di intervenire sul divario di servizi digitali che affligge gran parte della popolazione veneta che non risiede nei comuni più grandi normalmente strutturati con una maggiore offerta di servizi digitale rispetto alla maggioranza dei piccoli e piccolissimi comuni.
I territori ammissibili ai finanziamenti sono individuati nel territorio regionale.
I beneficiari sono l’Amministrazione Regionale e i Comuni in forma singola o associata.
Non possono essere beneficiari di questa azione i Comuni parte delle Aree urbane selezionate per l’attuazione dell’Asse Sviluppo Urbano Sostenibile.
I destinatari sono i Comuni.
Azione: Interventi per assicurare l’interoperabilità delle banche dati pubbliche [gli interventi comprendono prioritariamente le grandi banche pubbliche – eventualmente anche nuove basi dati, nonché quelle realizzate attraverso la gestione associata delle funzioni ICT, in particolare nei Comuni ricorrendo, ove opportuno, a soluzioni cloud] (Azione 2.2.3 AdP)
La terza azione, necessaria per diffondere nelle amministrazioni comunali i servizi digitali pienamente interattivi, è la diffusione sul territorio regionale dell’infrastrutture per l’interoperabilità rivolta alla condivisione di dati tra le pubbliche amministrazioni, e, in particolare, con le importanti banche dati pubbliche nazionali e regionali. Per garantire l’erogazione di servizi interattivi complessi - ovvero che richiedono la raccolta di dati ed informazioni provenienti da più amministrazioni – è necessario investire e diffondere sistemi di interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni coinvolte.
Questa azione punta a realizzare e diffondere in modo pervasivo e massimo l’interoperabilità presso gli enti della pubblica amministrazione del Veneto valorizzando il circuito regionale di interoperabilità e cooperazione applicativa denominato CRESCI, coinvolgendo nel circuito CRESCI almeno altri 300 enti nuovi aderenti entro il 2023.
L’azione consisterà in acquisto di hardware, software e servizi professionali in merito ai seguenti interventi:
diffusione del circuito regionale di interoperabilità tra le amministrazioni Comunali;
sviluppo di servizi di cooperazione applicativa tra Enti e diffusione dei livelli di utilizzo degli stessi;
sviluppo, definizione e utilizzo di standard aperti e condivisi tra gli Enti attraverso la definizione del dizionario delle interfacce applicative a
standard regionali e la costituzione del sistema e dei processi per mantenere e sviluppare gli standard regionali di integrazione applicativa regionale.
L’azione sarà sviluppata in sinergia con l’intervento del POR FSE di aumento della trasparenza e interoperabilità e dell’accesso ai dati pubblici (RA 11.1).
I territori ammissibili ai finanziamenti sono individuati nel territorio regionale.
I beneficiari sono l’Amministrazione Regionale e i Comuni in forma singola o associata.
I destinatari sono i Comuni.
Data ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2016