Sharka sul pesco 

La malattia comunemente nota con il nome di sharka risulta estremamente dannosa su pesco soprattutto in presenza del ceppo M, particolarmente virulento su questa drupacea. Se, a seguito dell'individuazione di un focolaio, non si provvede alla sua tempestiva e completa eradicazione c'č il rischio che la malattia assuma caratteristiche endemiche. Il virus (Plum pox virus), oltre al pesco colpisce anche l'albicocco, il susino, il ciliegio, i portinnesti comunemente utilizzati per le drupacee, e altre specie di drupacee ornamentali e spontanee.

pesche

Sintomi

I sintomi compaiono su fiori (limitatamente alle varietà con fiore rosaceo), foglie e frutti. I fiori delle varietà con fiore rosaceo evidenziano sui petali striature di color rosa carico su fondo rosa chiaro. La comparsa di sintomi fin dalla fase della fioritura č molto importante ai fini di una diagnosi precoce che, attraverso l'individuazione e la successiva immediata eliminazione delle piante infette, consente di ridurre i tempi di esposizione alle punture di molte specie di afidi che possono trasmettere il virus secondo la modalità della non persistenza. (Foto 1).

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Foto 1

Sulle foglie si notano linee di color giallo finemente seghettate con andamento sinuoso, non necessariamente di forma anulare, che delimitano aree piů o meno decolorate spesso centrate su tratti di nervatura principale o secondaria. L'area decolorata puň interessare in alcuni casi una piccola porzione del lembo fogliare mentre in, altri puň estendersi a buona parte della superficie. (Foto 2,3,). Nel periodo autunnale le aree di color giallo sopra descritte tendono a virare al rosso quando ancora le porzioni fogliari asintomatiche mantengono una colorazione di fondo verde. (Foto 4). Generalmente i sintomi cominciano a comparire fin dalle prime foglie emesse all'atto del germogliamento e si rendono piů evidenti sulle foglie basali e mediane dei germogli in fase di accrescimento. Le foglie presenti in corrispondenza delle porzioni distali dei germogli risultano generalmente asintomatiche. I sintomi possono essere limitati ad una branca secondaria o terziaria o ad un singolo germoglio nell'ambito di una pianta. La manifestazione dei sintomi puň variare in relazione alla varietà e all'andamento climatico: nei mesi estivi le alte temperature possono determinare una attenuazione dei sintomi.

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Foto 2 

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Foto 3

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Foto 4

Sui frutti i sintomi, pur con una certa variabilità delle alterazioni in relazione alla varietà, si presentano come anelli decolorati, generalmente di color giallo, all'interno dei quali la buccia tende a mantenere la colorazione normale del frutto corrispondente allo stadio di maturazione raggiunto; quando il diametro degli anelli risulta inferiore ai 4-5mm anche la superficie interna risulta decolorata assumendo l'aspetto di macchie gialle rotondeggianti. (Foto 5,6,7) 

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Foto 6

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Foto 7

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Le aree decolorate, piů o meno confluenti, possono evidenziarsi anche su frutti immaturi oltre che in fase di maturazione con un aggravamento delle manifestazioni in prossimità della raccolta. I frutti di alcune varietà, di nettarine in particolare, risultano deturpati oltre che dalle tipiche decolorazioni sopra descritte anche da deformazioni piů o meno marcate dovute alla presenza di protuberanze alternate a depressioni. (Foto 8, 9). Oltre al danno di natura estetica, che in molti casi č già di per se sufficiente a deprezzare pesante mente il prodotto, vi sono anche conseguenze meno eclatanti ma non per questo meno importante che si traducono in calo di pezzatura, minor consistenza della polpa, scadimento delle caratteristiche organolettico gustative.

Foto 8
Foto 8

Foto 9
Foto 9

Modalità di diffusione

La diffusione del virus della vaiolatura in natura avviene con il materiale di propagazione (gemme, marze, portinnesti) infetto e tramite numerose specie di afidi molte delle quali non si sviluppano sulle drupacee coltivate ma con esse vengono occasionalmente a contatto durante brevi punture che eseguono per individuare le loro piante ospiti: in questo caso i trattamenti aficidi normalmente effettuati su pesco non hanno alcuna efficacia nel contenere la diffusione del virus in campo.

Controllo

Unica possibilità di lotta della malattia si basa sulla tempestiva eliminazione di tutti i focolai di infezione presenti sul territorio. Le misure da adottare sono contenute nel Decreto di lotta obbligatoria contro il virus della "Vaiolatura delle drupacee" (Sharka) che viene riportato integralmente. Si ribadiscono alcuni punti fondamentali per prevenire l'ulteriore diffusione della malattia e procedere alla eradicazione della stessa:

  1. Esaminare accuratamente e periodicamente foglie e frutti di tutte le piante delle specie suscettibili per individuare la presenza di eventuali sintomi.
  2. Segnalare i casi sospetti al Servizio Fitosanitario Regionale - Osservatorio per le malattie delle piante.
  3. Distruggere le piante di drupacee infette non limitandosi al taglio ma provvedendo all'estirpazione, perché anche eventuali ricacci (polloni) potrebbero risultare infetti e costituire pertanto a loro volta fonti di diffusione del virus.
  4. Prelevare il materiale di moltiplicazione (gemme, marze) da frutteti sicuramente esenti dalla malattia.
  5. Realizzare nuovi impianti con materiale sicuramente esente dal virus; richiedere a tale scopo che il materiale di moltiplicazione (astoni, portinnesti innestati o "bollettini") sia accompagnato dal passaporto delle piante a garanzia che il materiale risulta sano in quanto sottoposto ad una serie di controlli sia da parte del vivaista che dal Servizio Fitosanitario Regionale Osservatorio per le malattie delle piante.
  6. La mancata eliminazione di tutte le piante infette determina il perpetuarsi della malattia, mettendo a rischio anche i nuovi impianti, pur costituiti con materiale in partenza sano.

In considerazione del ruolo determinante svolto dal settore vivaistico si ribadisce l'importanza delle misure previste dall'art. 5 (Fonti di approvvigionamento del materiale di propagazione) e art. 6 (Campi di piante madri e vivai) del decreto di lotta obbligatoria. L'autorizzazione all'uso del passaporto ai vivaisti č subordinata al rispetto degli obblighi previsti dal decreto sopra citato e dal D.M. 31/01/96 relativo alle "Misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nel territorio della Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali". Il successo della eradicazione e del controllo della malattia puň essere conseguito solo con la responsabilizzazione e collaborazione fattiva di tutti.



Data ultimo aggiornamento: 15 maggio 2021