Paysandisia archon

 

Paysandisia archon è un lepidottero appartenente alla famiglia Castniidae, di origine sudamericana, ritrovato per la prima volta nel 2001 in Europa e probabilmente diffuso mediante l’importazione di piante di palme. 
Attuamente è presente in alcuni paesi dell’Europa meridionale tra cui l’Italia. In Veneto l’insetto è largamente diffuso ed è stato segnalato in quasi tutte le province.

Il castinide delle palme non è ritenuto un organismo regolamentato, pertanto non è oggetto di misure di lotta obbligatoria, tranne per alcune zone protette dove l’organismo è assente: Irlanda, Malta e Regno Unito (Irlanda del Nord). Al fine di poter commercializzare eventuali piante da impianto verso queste zone protette, devono essere rispettate le prescrizioni previste dal Reg. UE 2019/2072, Allegato X, punto 30.


Piante ospiti

L’insetto vive a spese delle palme della famiglia delle Arecaceae, in particolare dei seguenti generi: Brahea, Butia, Chamaerops, Jubaea, Livistona, Phoenix, Sabal, Syagrus, Trachycarpus, Trithrinax, Washingtonia.


Caratteristiche

Gli adulti sono visibili nel periodo estivo, il picco si ha in giugno/luglio. Si tratta di farfalle diurne, di dimensioni notevoli (apertura alare di circa 7 cm per i maschi e 8/9 cm per le femmine). Le ali anteriori sono marroni con riflessi verdastri chiari e una banda scura mediana, mentre le ali posteriori sono rosse-arancio marginate di nero, con una banda nera trasversale contenente cinque o sei celle bianche. Gli adulti sono ottimi volatori, e possono infestare nuove palme anche a notevoli distanze (10 km).

Paysandisia archon - EPPO - adulto

Le uova sono fusiformi, simili ad un chicco di riso, di 4,5 mm di lunghezza per 1,5 di larghezza circa. Appena deposte sono di colore rosa crema o marrone chiaro, che diventano marrone rosato dopo pochi giorni. Le uova schiuse sono bianco opaco. L'ovodeposizione avviene nelle fibre delle palme vicine o all’interno della chioma. La schiusa avviene dopo 12-21 giorni: le larve iniziano subito a cercare cibo e riparo nella pianta.

Le larve, di grandi dimensioni (l’ultimo stadio può arrivare a 8/9 cm di lunghezza), vivono nel fusto delle palme. Sono di colore biancastro, tranne il capo e l’ultimo segmento addominale che sono brunastri. I segmenti addominali presentano spine nella parte dorsale e ventrale. Le larve sono lo stadio svernante: la loro durata varia da 10 a 18 mesi circa. Di conseguenza, ci sono larve che svernano 1 o 2 volte. Di solito scavano gallerie in diverse parti della pianta, ma solitamente si trovano vicino alla chioma.

La pupa, è di colore bruno-giallastro, di lunghezza di circa 5,5 cm. Lo stadio di pupa dura da 43 a 66 giorni, da cui uscirà lo stadio adulto.

Paysandisia archon - EPPO - larva

 

Danni alle piante, sintomi e controllo

L’insetto è in grado di danneggiare irrimediabilmente le palme attaccate fino a portarle a morte. I danni sono causati dallo stadio larvale.

I principali sintomi riconducibili all’infestazione da parte di Paysandisia archon sulle piante di palma sono:

- presenza di abbondante rosura di colore marrone scuro che fuoriesce dallo stipite della palma e si accumula alla base delle foglie o sulle fibre che avvolgono lo stipite;
- perforazioni in settore circolare delle foglie, ben visibili durante la distensione fogliare;
- fori riconducibili a gallerie assiali o trasversali su piccioli fogliari o stipiti di palme;
- sviluppo anomalo delle gemme ascellari;
- deformazione degli stipiti e delle foglie delle palme;
- appassimento con ingiallimento delle foglie più giovani e centrali della corona;
- nei casi estremi morte improvvisa delle piante.

 

Si raccomanda di controllare e monitorare periodicamente lo stato fitosanitario delle piante presenti nei propri giardini, parchi e viviai e in caso di presenza dei primi sintomi intervenire preventivamente su tutte le palme presenti.

Una delle modalità di intervento consigliate per contrastare la presenza delle larve di P. archon è l’utilizzo di agenti biologici, nematodi entomopatogeni del genere Steinernema (S.carpocapsae). Questi macrorganismi, veicolati dall’acqua, sono in grado di raggiungere le larve anche in profondità all'interno della pianta e colonizzarle, portandole a morte. 
L’uso dei nematodi entomoparassiti, se ben utilizzati, risultano avere un’ottima efficacia nel controllo dell’insetto, in quanto sono in grado di raggiungere le larve anche in profondità nel fusto della palma. Tuttavia il trattamento deve essere fatto a bassa pressione e, in particolare, devono essere applicati in periodi piovosi e freschi, quali l’autunno e la primavera.

Il controllo di questo parassita risulta molto difficile, e comunque prima di effettuare gli opportuni trattamenti sui vegetali si consiglia di valutare attentamente le condizioni di infestazione ed eventuale compromissione delle piante.

È infine consigliabile distruggere le palme irrimediabilmente compromesse e mettere in atto le opportune strategie di difesa per preservare quelle limitrofe.

 

Per maggiori informazioni:
EPPO Global Database

 

 

Contatti
Ufficio monitoraggi fitosanitari e lotte obbligatorie: fitosanitari@regione.veneto.it



Data ultimo aggiornamento: 28 agosto 2025