Disciplina raccolta tartufi

 

Normativa di riferimento

L'autorizzazione alla raccolta

Per praticare la raccolta dei tartufi, i raccoglitori devono essere muniti di apposito tesserino di idoneità che li autorizza alla ricerca e alla raccolta.
Le autorizzazioni alla raccolta hanno valore sull'intero territorio nazionale.
Non sono soggetti all'autorizzazione i raccoglitori di tartufi su fondi di loro proprietà.
 

Come ottenere il tesserino - Esame

Il rilascio del tesserino è subordinato all'esito favorevole di apposito esame per l'accertamento della idoneità degli interessati.
L'esame viene svolto da una commissione regionale ed č composta da:

  • il dirigente della Direzione foreste ed economia montana o da un suo delegato che la presiede
  • da un funzionario regionale designato dalla Giunta regionale
  • da un esperto scelto tra quelli segnalati dalle associazioni micologiche piů rappresentative a livello regionale
  • da un esperto micologo scelto tra quelli segnalati dalle facoltà universitarie di scienze agrarie, forestali e scienze naturali.

Le materie d'esame riguardano:

  • le tecniche di raccolta dei tartufi
  • la vigente normativa nazionale e regionale
  • la biologia e il riconoscimento delle varie specie di tartufo.

Richiesta partecipazione all'esame

Per sostenere l'esame per il rilascio del tesserino gli interessati presentano domanda in carta legale indirizzata al Presidente della Giunta regionale.
Alla domanda devono essere allegati:

  • due fotografie formato tessera di cui una autenticata in carta libera;
  • una marca da bollo da 16,00 euro che verrà applicata sul tesserino al momento del rilascio;
  • una marca da bollo da 16,00 euro da apporre nel riquadro dell'istanza.

L'età minima del raccoglitore non deve essere inferiore ai 14 anni.

Modulo di domanda per il rilascio del tesserino per la raccolta tartufi

Prossima edizione dell'esame tartufi:  -


Materiale didattico


Dispensa normativa raccolta tartufi
Dispensa cenni di biologia ed ecologia dei tartufi


Rinnovo tesserino

Il tesserino ha validità quinquennale e viene rinnovato alla scadenza, su richiesta dell'interessato, senza ulteriori esami.
Modulo di domanda per il rinnovo del tesserino per la raccolta dei tartufi


Richiesta duplicato

Modulo di richiesta del duplicato del tesserino per la raccolta dei tartufi causa smarrimento

Modulo di richiesta del duplicato del tesserni per la raccolta dei tartufi causa deterioramento

- Modulo di richiesta restituzione tesserino 
 

Periodi di raccolta

Tabella dei periodi in cui la raccolta dei tartufi è consentita [file pdf 400 kb]


Modalità di raccolta

La ricerca deve essere effettuata con l'ausilio di uno o al massimo due cani, e lo scavo č consentito con l'eventuale impiego del 'vanghetto" o 'vanghella" avente una lama di forma rettangolare della lunghezza massima di cm 10, della larghezza massima in punta di cm 3 e dotata di manico, al massimo di cm 50, e deve essere limitato al punto ove il cane lo ha iniziato.

Le buche aperte per l'estrazione dei tartufi debbono essere subito dopo riempite con la terra precedentemente rimossa e il terreno deve essere regolarmente livellato.
E' vietata la raccolta mediante lavorazione andante del terreno.
 

Divieti

E' vietata la raccolta dei tartufi:

  • mediante lavorazione andante del terreno
  • durante le ore notturne, da un' ora dopo il tramonto a un' ora prima della levata del sole
  • nelle aree rimboschite prima, che siano trascorsi 15 anni dalla messa a dimora delle piante
  • fuori dal periodo consentito
  • non maturi o avariati; in caso di erroneo ritrovamento č fatto obbligo di riporti nel luogo di raccolta
  • nelle seguenti zone:
  1. Isola del Bacucco (Comune di Chioggia)
  2. Sant'Anna (Comune di Chioggia)
  3. Cà_Roman (Comune di Venezia)
  4. Alberoni (Comune di Venezia)
  5. San_Nicolò (Comune di Venezia)
  6. Cà_Savio (Comune di Cavallino Treporti)
  7. Cà_Ballarin (Comune di Cavallino Treporti)
  8. Eraclea mare (Comune di Eraclea)
  9. Bibione faro (Comune di San Michele al Tagliamento)
  10. Pineta di Vallevecchia (Comune di Caorle)

Tartufaie controllate e coltivate

Per tartufaia controllata si intende quella costituita su terreni dove crescono tartufi allo stato naturale, incrementata e sottoposta a miglioramenti colturali.

Per tartufaie coltivate si intendono quelle costituite da impianti realizzati mediante la messa a dimora di piante preventivamente micorizzate e sottoposte alle cure colturali e ai miglioramenti.
Il riconoscimento delle tartufaie coltivate o controllate avviene,su istanza degli interessati, con decreto del Presidente della Giunta regionale.
A tal fine i soggetti interessati che ne abbiano titolo devono presentare istanza al Presidente della Giunta regionale allegando la seguente documentazione redatta da un tecnico qualificato nel settore agro-forestale:

  • planimetria catastale in scala adeguata che individui, con esattezza, l'area in cui viene richiesto il riconoscimento con l'indicazione della destinazione colturale dei terreni
  • relazione contenente tutti gli elementi atti a evidenziare le caratteristiche intrinseche dei terreni da destinare a tartufaia.

Le tartufaie riconosciute sono delimitate da apposite tabelle e iscritte in un apposito registro.
Il riconoscimento delle tartufaie controllate e coltivate ha validità decennale ed è rinnovabile su richiesta dei soggetti interessati.
 

Ricerca e raccolta dei tartufi nelle foreste del demanio regionale

Le autorizzazioni sono nominative e vengono rilasciate dall'ente gestore prioritariamente a cittadini per i quali la raccolta dei tartufi costituisce integrazione del reddito familiare e ai residenti, dediti all'agricoltura, dei comuni nei quali ricadono le foreste del demanio regionale.

Sono esclusi dal rilascio delle autorizzazioni i conduttori, a qualsiasi titolo, di tartufaie coltivate o controllate.
Le autorizzazioni sono riferite al periodo in cui č consentita la raccolta stabilita dalla presente legge e hanno validità annuale.

Le foreste del demanio regionale sono le seguenti:

Provincia di Belluno

  • Foresta del Cansiglio (Comuni di Farra d'Alpago, Tambre d'Alpago, Fregona)
  • Foresta Valmontina (Comune di Perarolo di Cadore)
  • Foresta di Piangrande (Comune di Forno di Zoldo)
  • Foresta Destra Piave (Comuni di Quero, Sovramonte, Feltre, Cesiomaggiore, Pedavena)
  • Foresta Sinistra Piave (Comuni di Belluno, Lentiai, Vas, Segusino (TV), Valdobbiadene (TV))
  • Foresta di Malgonera (Comune di Taibon Agordino)

Provincia di Verona

  • Foresta di Giazza (Comuni di Selva di Progno, Crespadoro (VI))
  • Foresta di Valdadige (Comuni di Dolcč, Belluno Veronese)

Provincia di Venezia

  • Bosco Nordio (Comune di Chioggia)
  • Vallevecchia (Comune di Caorle)

Centro Sperimentale per la Tartuficoltura di Porto Viro (RO)

Il Centro (vedi mappa) è stato istituito nel 1989 ed è gestito dal Servizio Forestale regionale di Padova e Rovigo.
Nel Centro vengono prodotte piantine micorrizate da destinare ai rimboschimenti di pianura o da vendere ai privati.
Il Centro si avvale di personale specializzato preparato presso il Centro di Micologia del Terreno del CNR di Torino e presso il Centro Sperimentale per la Tartuficoltura di S. Angelo in Vado (PU).
Nel 2009 il Servizio Forestale di Padova e Rovigo ha elaborato un documento dal titolo "Procedura per il controllo_del grado di micorrizazione delle piante tartufigene prodotte presso il Centro Sperimentale Regionale per la tartuficoltura di Porto Viro (RO)" a garanzia delle procedure utilizzate dai tecnici del Servizio Forestale Regionale (S.F.R.) nella produzione di materiale tartufigeno destinato alla vendita a privati o all'uso negli interventi di riforestazione attuati dai SS.FF.RR.

La produzione annuale potenziale del Centro è di circa 6.000 piantine mentre quella a regime è di 2-3.000, utilizzate negli interventi di miglioramento boschivo nel territorio regionale.

Sono state realizzate varie tartufaie sperimentali sia direttamente dal Servizio Forestale Regionale (Fratta Polesine, Porto Viro, Papozze, Adria, Polesella), altre da privati con piantine acquistate presso il Centro.

Le specie prodotte presso il Centro sono le seguenti:
- pino domestico (Pinus pinea) e marittimo (Pinus pinaster) micorrizati con tartufo bianchetto (tipico del Delta)
- farnia (Quercus robur) micorrizata con tartufo bianchetto, brumale e nero pregiato
- roverella (Quercus pubescens) micorrizata con bianchetto, nero pregiato e scorzone estivo
- leccio (Quercus ilex) micorrizato con bianchetto e nero pregiato
- carpino nero (Ostrya carpinifolia) micorrizato con scorzone estivo
- nocciolo (Corylus avellana) micorrizato con bianchetto, nero pregiato, scorzone, brumale
- cerro (Qurcus cerris) con scorzone estivo e nero pregiato.

A livello sperimentale si producono piantine di pioppo cipressino, pioppo bianco e tiglio micorrizate con tartufo bianco pregiato.

 

Alcune foto del Centro Sperimentale per la Tartuficoltura:

Veduta del Centro sperimentale per la tartuficoltura di Porto Viro (RO)

Serra sterile dove avviene la micorizzazione delle piantine

Tunnel dove vengono collocate le piantine dopo la fase della micorizzazione della durata di circa un anno.

Piantine di quercia micorizzate

Piante micorizzate pronte alla vendita

Tartufaia coltivata in gestione al Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo

Sanzioni amministrative

Raccolta tartufi senza il tesserino di idoneità:

  1. se il tesserino non è stato conseguito: da 77,00 a 464,00 euro
  2. se il titolare non è in grado di esibirlo: da 5,00 a 30,00
  3. Raccolta in periodo vietato, o senza l'ausilio del cane addestrato o con piů di due cani, o con attrezzo non idoneo: da 51,00 a 309,00 euro
  4. Raccolta dei tartufi con la lavorazione andante del terreno: da 77,47 a 464,81 euro per metro quadrato di superficie o frazione di esso
  5. Apertura di buche in soprannumero o mancato riempimento con la terra estratta: da 25,82 a 154,94 euro per ogni 5 buche o frazioni di cinque non riempite a regola d' arte
  6. Raccolta nelle aree rimboschite prima che sia trascorso un periodo di 15 anni dalla messa a dimora di piante: da 12,00 a 77,00 euro
  7. Raccolta nelle ore notturne ovvero nelle aree demaniali della Regione senza la prevista autorizzazione: da 12,00 a 77,00 euro
  8. Raccolta abusiva dei tartufi nelle tartufaie coltivate o controllate riconosciute da 51,00 a 309,00 euro
  9. Raccolta di tartufi immaturi o avariati: da 12,00 a 77,00 euro
  10. Apposizione o mantenimento di tabelle di riserva difformi dal modello approvato, da 12,00 a 77,00 euro con l'obbligo di rimozione immediate
  11. Apposizione o mantenimento di tabelle di riserva nelle tartufaie non riconosciute come controllate o coltivate: da 258,00 a 1549,00 euro con l'obbligo di rimozione immediata.


Data ultimo aggiornamento: 08/09/2017