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Messa in sicurezza delle fonti di approvvigionamento contaminate da PFAS
Nel corso dell’estate del 2013, a seguito di alcune ricerche sperimentali su potenziali inquinanti “emergenti” effettuate su incarico dell’allora Ministero dell’Ambiente, è stata segnalata la presenza in alcuni ambiti del territorio regionale di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili.
A seguito di quanto riscontrato, la Regione del Veneto è immediatamente intervenuta:
• imponendo ai Gestori erogatori di acqua potabile di adottare fin da subito, pur in carenza di riferimenti legislativi nazionali, ogni possibile apprestamento o trattamento funzionale alla messa in sicurezza dell’acqua erogata ai cittadini;
• richiedendo ad ARPAV di avviare immediatamente un monitoraggio esteso sulle acque potabili e sull’ambiente, anche al fine di individuare l’origine della contaminazione e le aree da essa interessate.
In esito agli approfondimenti di cui sopra, la principale fonte di contaminazione da PFAS è stata individuata nello stabilimento chimico dell’ex società Miteni S.p.A. in Comune di Trissino; le aree interessate dalla contaminazione sono state individuate in una vasta zona a cavallo delle province di Vicenza, Verona e Padova.
La gestione commissariale
Successivamente la Regione ha chiesto e ottenuto dal Governo l’emanazione della dichiarazione dello stato di emergenza da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2018 e la conseguente nomina di un Commissario delegato, con il compito di accelerare la realizzazione delle opere necessarie alla sostituzione delle fonti idropotabili contaminate da PFAS con altre fonti di acqua di buona qualità.
Il Commissario ha quindi predisposto un apposito “piano degli interventi emergenziali e prioritari” per un valore iniziale di 120 milioni di euro, poi aggiornato al valore di circa 135 milioni di euro nel 2020 in considerazione delle opere di completamento necessarie per garantire piena funzionalità al sistema infrastrutturale.
Gli interventi del Piano emergenziale
Il Piano prevede tre direttrici principali di intervento rispetto al punto di captazione maggiormente interessato dalla contaminazione e che fa riferimento alla centrale idrica di Madonna di Lonigo (VI):
• direttrice Est – Ovest con risorsa idrica da addurre dalla disponibilità del prelievo di competenza regionale in Comune di Carmignano di Brenta (Loc. Camazzole), ovvero da altri prelievi disponibili lungo tale direttrice;
• direttrice Sud – Nord con risorsa idrica da addurre da risorse provenienti dalle disponibilità presenti e programmate, sia mediante realizzazione di nuovi tratti di condotte adduttrici, sia mediante l’utilizzo di infrastrutture già presenti sul territorio;
• direttrice Ovest – Est, con risorsa idrica da addurre da nuovi prelievi, mediante la realizzazione di una nuova condotta adduttrice, che permetta anche di interconnettere fonti esistenti al fine di ottimizzare l’utilizzo della risorsa.
Il passaggio alla gestione ordinaria degli interventi
Allo stato attuale, scaduto lo stato di emergenza, la prosecuzione in regime ordinario delle attività e degli interventi previsti dal Piano commissariale non ancora ultimati è coordinata a partire dal 11.10.2022 – ai sensi della D.G.R. n. 1630 del 19.12.2022 - dai competenti Uffici della Giunta regionale.
Gli interventi emergenziali compresi nel Piano Commissariale, attuati dalla società regionale Veneto Acque S.p.A. e dai gestori interessati (Viacqua S.p.A., Acque veronesi Scarl, Acquevenete S.p.A.), hanno beneficiato di un contributo statale di 80 milioni di Euro. Successivamente il Ministero competente ha assegnato ulteriori 23,5 milioni di Euro per il completamento dei medesimi interventi, ovvero per la realizzazione di ulteriori opere ad essi complementari. A tali finanziamenti vanno aggiunte altre somme stanziate sia dallo Stato sia dalla Regione per la realizzazione di interventi ed opere nell’ambito del servizio idrico integrato finalizzati alla risoluzione della problematica di cui trattasi; di seguito si riportano gli estremi dei relativi provvedimenti regionali: D.G.R. n. 287 del 11.03.2014, D.G.R. n. 1582 del 03.10.2017, D.G.R. n. 1352 del 18.09.2018 e D.G.R. n. 611 del 19.05.2023.
Da ultimo si segnala che, a tutela delle fonti idropotabili, in via precauzionale anche nei confronti di altre contaminazioni per presenza di inquinanti emergenti che dovessero verificarsi, la Regione ha approvato la D.G.R. 2232 del 29.12.2017 con la quale ha disposto da parte di tutti i Gestori del servizio idrico integrato l’avvio delle attività necessarie per l’installazione di precoci sistemi di rilevazione di situazioni critiche e di adeguati sistemi di trattamento atti a fronteggiare le possibili emergenze.
Data ultimo aggiornamento: 24 settembre 2024