La filiera ittica: l'acquacultura e le risorse del mare

08/10/2015

Il Veneto ha costruito negli anni un sistema di raccolta dei prodotti ittici e in particolare dei molluschi bivalvi “ad impatto zero”, sostenibile a livello ambientale. Questo è stato possibile grazie ad un meccanismo di pesca unico in Italia, indicato come ‘best practice’ anche dal Mipaaf , all’interno dei piani di gestione nazionali. I pescherecci veneti, infatti prendono dal mare solamente la quantità che il mercato richiede, lasciando crescere e vivere in acqua quelle vongole o quei fasolari che, se raccolti in maniera incontrollata, sarebbe svenduti o addirittura buttati al macero.

Presentando la filiera della pesca nel Padiglione del Veneto all’Expo, i Consorzi veneti di gestione e tutela dei molluschi bivalvi guardano con soddisfazione ai risultati raggiunti in termini di valore del prodotto ittico e di razionalizzazione dello sforzo di pesca. Tra i molluschi bivalvi, le specie maggior oggetto di cattura sono le vongole di mare (Venus gallina), i fasolari (Callista chione), i cannolicchi (Solen Vagina ed Ensis Minor), i cuori, i longoni. Oltre ai CO.GE.VO. di Chioggia e Venezia sono intervenuti stamane, all’interno dello spazio veneto del Padiglione Italia, anche l’Associazione Piscicoltori Italiani, la Cooperativa Pilamare e la Cooperativa Pescatori di Pila.

La capacità di mantenere un equilibrio tra domanda e offerta è garantita dalle Organizzazioni dei produttori, braccio commerciale dei Consorzi di gestione, incaricati del monitoraggio delle domanda di mercato. Il loro ruolo infatti è quello di dare indicazione precisa del quantitativo di pescato da raccogliere il giorno successivo, distribuendo il totale tra gli oltre 160 pescherecci attivi tra Venezia e Chioggia. Con questa costante sinergia tra consorzi ed organizzazione di produttori non esiste scarto, le risorse non subiscono uno sfruttamento innecessario, la risorsa ha modo di crescere e ripopolarsi in modo naturale, e il prezzo mantiene un livello soddisfacente nel mercato.
Attualmente il Mipaaf consente la pesca vongole fino a 600 chili al giorno per peschereccio – sottolineano i tecnici di Veneto Agricoltura e della Direzione Pesca della Regione Veneto – sfruttamento spesso inutile ed eccessivo. Senza regolamentazione, questo sistema normativo incentiva i singoli pescatori a raggiungere il massimo della raccolta ammessa, trascurando il rispetto ambientale.

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pesca giuseppe pan
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