Percorsi ciclo-escursionistici





 

Premessa

La Regione Veneto, in attesa di una disciplina organica sul cicloescursionismo, ha regolamentato l’uso della mountain bike nelle aree montane al fine di promuovere e sostenere questa forma di turismo in sintonia con le esigenze di tutela del patrimonio naturalistico e culturale della montagna veneta.


La normativa

Cosa sono i percorsi ciclo-escursionistici ai sensi dell'art. 33 della l.r. 13/2012

I percorsi ciclo-escursionistici sono pertanto degli itinerari autorizzati progettati sia con finalità di valorizzazione e conoscenza paesaggistica e ambientale del territorio sia con finalità sportive e ricreative.

Tali percorsi possono comprendere:

  • le strade silvo-pastorali (L.R. 14/92) --> si intende la viabilità silvo pastorale, individuata dalla Comunità montana, nelle quali vige un divieto comunale di circolazione per i veicoli a motore e contraddistinta dal segnale di divieto di accesso;
  • i sentieri alpini di cui alla LR 33/02 "Testo unico delle leggi regionali in materia di turismo" --> per sentieri alpini si intendono i sentieri individuati dalla segnaletica CAI e soggetti alla manutenzione da parte delle competenti sezioni. E’ necessario evidenziare che l’inserimento di un sentiero alpino in un percorso ciclo escursionistico deve essere preventivamente autorizzato. Non necessitano di autorizzazione le mulattiere e la viabilità silvopastorale per i tratti nei quali assumono anche la classificazione di sentiero alpino CAI
  • le mulattiere
  • le piste forestali
  • tracciati all'interno di aree prative, di prati-pascoli, di boschi e di aree sciabili attrezzate.

Che caratteristiche hanno questi percorsi ciclo-ecursionistici?

  • sono autorizzati dal comune
  • sono gestiti da una ente gestore (comune, gestore impianto di risalita ecc.)
  • sono soggetti ad una manutenzione annua
  • possono prevedere dei tratti ad uso esclusivo delle MTB
  • possono interessare parte dei sentieri alpini
  • sono classificati in base alla difficoltà del percorso
  • hanno una specifica segnaletica

Le categorie di percorsi e la loro classificazione

I percorsi cicloescursionistici sono distinti nelle seguenti categorie:

  • percorsi ciclo-escursionistici TOUR: sono percorsi prevalentemente realizzati su strade silvo–pastorali e sentieri esistenti. Si tratta di percorsi Marathon e All Mountain, riservati sia in via esclusiva che non ai ciclisti. In tali percorsi rientrano anche quelli sovra-comunali o intervallivi
  • percorsi ciclo–escursionistici FREE RIDE: percorsi prevalentemente realizzati ex novo sulle aree sciabili, su strade silvo–pastorali e sentieri esistenti, in prevalenza destinati ad un uso esclusivo delle bici

I percorsi ciclo-escursionistici - o i tratti in cui il percorso è articolato - vengono poi classificati secondo una scala crescente di difficoltà sulla base delle caratteristiche del percorso stesso.
 

Come realizzare i percorsi cicloescursionistici

Si possono distinguere le seguenti due casistiche.

  1. Individuazione di specifici percorsi cicloescursionistici da parte di enti locali Sono individuati da comuni, comunità montane o province su strade silvo pastorali e nelle aree assimilate ad eccezione dei tracciati delle piste da sci e dei tracciati degli impianti di risalita.
    Gli enti locali proponenti possono esercitare essi stessi il ruolo di soggetto gestore del percorso o anche realizzare accordi o convenzioni con soggetti privati o enti a carattere collettivo (Associazioni Mountain-bike, Gruppi Sportivi, Pro Loco, ecc.) al fine di assicurare la gestione e la manutenzione del percorso.
  2. Individuazione di specifici percorsi cicloescursionistici da parte di altri soggetti gestori (es. privati)

Per gestore dei percorsi cicloescursionistici si intende il soggetto – o l’insieme di soggetti associati - a carattere privato, pubblico o con diverso profilo giuridico, identificato/i quale responsabile/i della gestione e della manutenzione del percorso.
Al fine dell’ottenimento dell’autorizzazione il soggetto proponente l’itinerario dovrà presentare al comune competente per territorio una domanda completa della documentazione di seguito indicata:

  1. relazione tecnica a firma di professionista abilitato, con indicazione della tipologia e della classificazione di difficoltà del percorso, sulla base dei criteri indicati al punto 4 della delibera regionale 1434/12;
  2. elenco e indicazione progressiva della posizione e tipo dei cartelli informativi, definita in base alla tipologia e alla classificazione del percorso;
  3. corografia su carta tecnica regionale in scala 1:10.000;
  4. sviluppo altimetrco del percorso;
  5. descrizione e schemi di eventuali opere e manufatti necessari;
  6. programmazione della manutenzione annuale, avendo cura di specificare:
  • i soggetti responsabili, per l’intero percorso, o per diversi specifici tratti dello stesso, della manutenzione;
  • gli interventi che saranno realizzati nella fase di apertura, esercizio e chiusura del percorso;
  1. documentazione attestante la disponibilità dei suoli;
  2. traccia del percorso geo-referenziato, su supporto informatico compatibile con i programmi di gestione dei sistemi informativi territoriali.

Come inserire i sentieri alpini nei percorsi cicloescursionistici

I sentieri alpini CAI, per essere inseriti nei percorsi cicloescursionistici, devono soddisfare le seguenti condizioni tecniche:

  • larghezza minima del fondo viabile, sull’intero tratto interessato, di 1,5 m;
  • pendenza massima del 20% calcolata su un tratto di 2,5-10 m di lunghezza;
  • mantenimento dell’uso promiscuo in sicurezza del sentiero alpino;
  • ridotta velocità da parte dei ciclisti;
  • specifica segnaletica rivolta agli utenti.

Per essere poi formalmente inseriti nei percorsi devono essere individuati dalle competenti Comunità montane per territorio, di concerto con le sezioni del Club Alpino Italiano (CAI) operanti nel territorio regionale, e sentita la commissione regionale per i problemi del turismo di alta montagna.



Data ultimo aggiornamento: 14/07/2015

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