La cooperazione decentrata e la cooperazione allo sviluppo 

Uno dei benefici che derivano dal processo di regionalizzazione del Sistema Socio-Sanitario è il ruolo determinante che la Regione del Veneto svolge attualmente nella cooperazione decentrata, nella cooperazione allo sviluppo e nella progettazione a livello comunitario.
Questo ha permesso alla Regione di agire in un contesto non più esclusivamente di portata locale, ma internazionale, avviando un importante processo di confronto e collaborazione con i sistemi sanitari e di welfare degli altri Paesi e Regioni dell'Unione Europea.

La cooperazione allo sviluppo ha fatto sì che le comunità locali organizzate dei Paesi in via di sviluppo operino in maniera sinergica con le istituzioni e le organizzazioni dei Paesi industrializzati, al fine di definire gli accordi di collaborazione bilaterali e multilaterali.
Sul piano bilaterale, gli obiettivi di intervento umanitario e finanziario sui Paesi in via di sviluppo interessano i singoli Paesi beneficiari; su quello multilaterale, esiste un sistema integrato di interventi realizzato dalla collaborazione tra i Governi, gli Organismi Internazionali e gli Enti territoriali di numerosi Paesi.
L'obiettivo comune è quello di promuovere uno sviluppo che risponda in modo equo ai bisogni di tutti i cittadini, senza discriminazioni di sorta.

La cooperazione decentrata(*) rappresenta un nuovo metodo di cooperazione allo sviluppo volta a facilitare l'attuazione delle attività affidando, non solo agli operatori della cooperazione (che si spostano nei Paesi beneficiari) ma anche ai soggetti locali, il compito di garantirne la fattibilità.
Il ruolo della Regione è quello di dare un appoggio istituzionale alle diverse entità venete e di co-finanziare i progetti in qualità di coordinatore dei soggetti coinvolti come Università, Enti locali, organizzazioni imprenditoriali.
Le azioni di cooperazione decentrata ed il sostegno finanziario sono rivolti in primis ai paesi del sud del mondo e, in particolare, a quelli nei quali le dinamiche della cooperazione decentrata non sono ancora ben consolidate.
L'operazione strategica è quella di coinvolgere partners locali e partners europei in modo mirato, scegliendo quelli che conoscono bene il paese in cui si opera e abbinandoli ai singoli settori dello sviluppo.

La Regione è, quindi, capofila di numerosi progetti di promozione alla solidarietà(**) e di salvaguardia dei diritti umani volti a concretizzare strategie di lotta alla povertà, alle disuguaglianze sociali, economiche e culturali. Lo fa indirizzandosi nei progetti di particolare interesse per il Sistema Regione Veneto e mantenedosi, nello stesso tempo, sulle linee guida stabilite dalla programmazione comunitaria.
In tal senso, la sua attività nella cooperazione decentrata rappresenta lo strumento essenziale per lo sviluppo democratico che le permette di consolidare i rapporti con l'Unione Europea.

(*) L.213 30/071998; CE n.995/2002
(**)Legge regionale n.55, 16/12/2004

 

Progetti di cooperazione decentrata*

 

In collaborazione con Aziende Ulss regionali sono stati conclusi nel biennio 1998-2000 programmi di cooperazione decentrata in:

Marocco: attivazione di un servizio di dialisi all'Ospedale di Fez

Romania: avvio di un corso di chirurgia erniaria all'Ospedale di Alba Iulia

Repubblica di Moldavia: attivazione di corsi sulle strategie di decentramento organizzativo e amministrativo di un sistema sanitario nazionale

Guatemala: sviluppo di attività di salute mentale per bambini; avvio di attività di vaccinazione per bambini; promozione di attività di formazione del personale sanitario

Perù: donazione di una idroambulanza della Regione del Veneto per facilitare l'accesso dei pazienti agli ospedali.

In corso, sono i programmi di cooperazione con:

Uzbekistan: coordinamento con l'OMS nell'area materno-infantile

Kosovo: Ospedale regionale di Peje-Peç - Assistenza tecnica, riqualificazione e formazione professionale in ambito clinico, tecnico e manageriale

Argentina: promozione di attività di formazione del personale infermieristico; organizzazione di corsi di formazione e di educazione per il personale amministrativo; colaborazione per l'informatizzazione della rete ospedaliera a Cordoba e a Bouenos Aires e a Santa Fe
Mozambico: avvio di attività di formazione triennale dei quadri sanitari, sia per le aree di medicina di laboratorio che per le arre di pediatria presso l'Ospedale di Beria
Slovacchia: invio di personale veterinario a Bratislava
Etiopia: apoggio a programmi di prevenzione dell'AIDS; promozione di attività di prevenzione della malaria; avio di attività di formazione degli operatori di strada
Georgia: donazione di farmaci antiblastici, antiepilettici e antibiotici ai reparti del nosocomio di Tiblisi.
Albania: collaborazione con il centro nazionale per l'emofilia di Tirana

Bosnia: istituzione di tre centri pilota di salute mentale territoriale, sul modello in uso in Veneto, a Sarajevo, Mostar e Banjialuka

Uruguay: appoggio all'organizzazione territoriale dei servizi sociosanitari di Montevideo

Romania: assistenza alla regione di Timis nella fase di decentramento del sistema sanitario e di adeguamento delle normative sanitarie agli standards in uso nell'Unione Europea

Perù : donazione di una idroambulanza della Regione del Veneto per facilitare l'accesso dei pazienti agli ospedali

Cuba: donazione di un broncoscopio all'Ospedale di Santiago de Cuba

* Convenzione di Lomé/CE IV bis del 1996 e dal DPR 31 marzo 1994, e dalle LR n° 18/92 e n° 55/99



Data ultimo aggiornamento: 20 marzo 2013