Un mini impianto di biogas ideale per piccole medie aziende agricole zootecniche

Dati generali dell'intervento

comune:TEZZE SUL BRENTA
provincia:VICENZA
titolo:Un mini impianto di biogas ideale per piccole medie aziende agricole zootecniche
settore di intervento:Agricoltura
argomento energia:Biogas
destinatari buona pratica:Aziende agricole piccole e medie
organizzazione:Azienda Agricola Agrifloor di Cerantola Paolo e C. ss.
data ultimazione:06/2010
costo complessivo:320.000

descrizione:
L'Azienda agricola Agrifloor di Cerantola Paolo e C. ss si trova all'interno dei confini del Bacino Scolante della Laguna di Venezia, a nord rispetto al limite settentrionale della fascia delle risorgive nel comune di Tezze sul Brenta (VI), in una delle aree di ricarica della falda dell'alta pianura vicentina. L'azienda svolge attività zootecnica e florovivaistica e, per far fronte al problema dello smaltimento dei reflui zootecnici, ha deciso di installare presso la propria sede un mini impianto di biogas a digestione anaerobica e regime termico mesofilo (tra i 20° e i 40° C), alimentato per l'80% con reflui bovini e per il 20% da colture energetiche dedicate provenienti totalmente dall'azienda agricola. Questo particolare impianto di biogas si distingue da quelli tradizionali per la taglia particolarmente ridotta del motore/cogeneratore di potenza installata pari a 50 kW. La potenza dell'impianto è stata calcolata per sfruttare al meglio le caratteristiche e le esigenze dell'azienda agricola, costituita da una stalla di 180 capi bovini (di cui 90 in lattazione e 90 in rimonta), da una serra di 3.200 mq per la produzione floricola e la vendita al dettaglio, e da 40 ha (7 di proprietà e 33 in affitto) coltivati a prato e mais, più 10 ha coltivati a sorgo zuccherino destinati per l'alimentazione dell'impianto a biogas. In pratica è l'impianto a biogas che è stato dimensionato sulle dimensioni dell'azienda agricola e non viceversa, come spesso avviene. Nel 2009 l'azienda ha partecipato al progetto Riducareflui mettendo a disposizione circa 2 ha del terreno di proprietà per la realizzazione di un' Area Forestale di Infiltrazione (AFI), con il duplice scopo di favorire l'infiltrazione dell'acqua nelle falde per una loro ricarica (essendo i terreni localizzati a nord della linea di ricarica delle risorgive) e ottenere biomassa legnosa a scopo energetico (ogni 3-5 anni). Attualmente è in corso di svolgimento il progetto regionale "REDAFI- Aree Forestali d'Infiltrazione e riduzione di azoto da digestati" (la cui conclusione è prevista per ottobre 2015), condotto da Veneto Agricoltura, che ha come obiettivo la misura dell'efficienza di riduzione dell'N e del P contenuti nel digestato di origine bovina in un'area forestale di infiltrazione matura rispetto ad un campo coltivato a mais in avvicendamento alla loiessa.

Risultati, esperienze, criticità

Risultati ottenuti in termini energetici:
L'energia elettrica annualmente prodotta (7.060 ore di funzionamento dell'impianto x 50 Kw) è pari a 353.000 kWh. In media l'impianto viene fermato 1 giorno/mese per la manutenzione. Dell'energia termica prodotta una parte viene utilizzata per il funzionamento dello stesso impianto, una parte per il riscaldamento delle serre nel periodo invernale, e una parte per riscaldare l'acqua utilizzata per il lavaggio dell'impianto di mungitura e l'acqua per l'abbeveraggio dei bovini (proveniente da un pozzo a temperatura di 10°C).

Risultati ottenuti in campo ambientale, economico e sociale:
Un importante risultato in campo ambientale è la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (in particolare reflui zootecnici e colture energetiche dedicate). Un altro risultato è la risoluzione del problema dello smaltimento dei reflui zootecnici, che utilizzati nell'impianto di biogas da rifiuto diventano una risorsa attraverso la produzione di due sottoprodotti (il digestato bovino in fase solida e in fase liquida) utilizzati in sostituzione dei fertilizzanti chimici di sintesi (creati utilizzando energia proveniente da fonti non rinnovabili) nei terreni coltivati (frazione liquida e solida) e nelle coltivazioni in serra (frazione solida). In futuro, se risultasse conveniente dal punto di vista economico e burocratico-amministrativo, la frazione solida di digestato potrebbe anche essere commercializzata come ammendante/fertilizzante agricolo attraverso il punto vendita del Garden Center. Questa tipologia d'impianto di biogas nell'ottica di una totale sostenibilità, rappresenta anche una soluzione al problema dell'impatto paesaggistico e ambientale, in quanto i due digestori e la vasca di premiscelazione dei reflui con le colture energetiche dedicate sono interrati ed esternamente si vede solo una struttura prefabbricata rivestita di pannelli in legno, simile a una "casetta" (contenente al suo interno il motore endotermico, il pannello di controllo dove visualizzare e calibrare l'alimentazione dei due digestori e l'andamento della digestione anaerobica), una tramoggia di carico delle colture energetiche dedicate coperta da una struttura a tunnel, una vasca di stoccaggio della frazione liquida del digestato, mentre la fase solida viene stoccata sotto una tettoia con platea in calcestruzzo utilizzata anche per altri scopi.

Risorse economiche e tipologia dei fondi utilizzati:
Il 35% del costo complessivo è stato finanziato con bando ministeriale ENAMA.

Difficoltà, complicazioni, contrattempi:
Non si sono verificate criticità di rilievo.

Esperienze e conoscenze da condividere:
Una criticità affrontata è stata quella del caricamento del materiale solido, perché inizialmente si pensava di convogliarlo direttamente nel digestore, invece poi è risultato più conveniente (anche economicamente) far arrivare le componenti solide in una vasca di premiscelazione e poi da questa inviare il materiale premiscelato al digestore.