LA TEMPESTA VAIA IN VENETO

Tecniche di telerilevamento per la stima dei danni da vento al patrimonio forestale

Tra il 28 e il 29 ottobre 2018 forti venti di scirocco, con raffiche superiori ai 200 km/h, hanno devastato ampie zone delle Alpi orientali, arrecando consistenti danni al patrimonio forestale del Veneto, del Trentino Alto-Adige e del Friuli Venezia-Giulia. Questo evento, noto come “Tempesta Vaia”, è stato il più impattante tra quelli di cui si abbia memoria nel triveneto. Tuttavia, negli ultimi 30 anni in Europa si sono verificati altri eventi simili, anche più disastrosi in termini di superficie forestale schiantata. Nel continente europeo, infatti, il vento è il principale agente di distruzione delle foreste, con danni tre volte superiori a quelli causati dagli incendi boschivi. Non si può negare, tuttavia, che la tempesta Vaia rappresenti il primo evento di tale entità che abbia mai interessato il nostro Paese, colpendo aree attive e popolate e determinando, di conseguenza, significative ricadute economiche e sociali. 
Molte delle superfici distrutte dal fortunale indubbiamente erano costituite da boschi monospecifici e coetanei risultato di impianti realizzati nel periodo post-bellico, eppure, dinanzi a venti di tale intensità, probabile sintomo di mutamenti climatici in atto, è verosimile che nessuna strategia selvicolturale, per quanto accorta, possa essere garanzia di resilienza.

 

In Veneto, subito dopo l'evento Vaia, è stata prodotta una prima stima sommaria dei danni al fine di gestire con celerità la fase emergenziale, ma solo molti mesi dopo si sono rese disponibili basi di dati telerilevate tali da consentire un monitoraggio più preciso degli schianti. Le basi di dati utilizzate in questa più fine attività di monitoraggio fanno riferimento ad immagini satellitari Sentinel-2, con l'integrazione, ove disponibili, di ortofoto successive all'evento. Per quanto riguarda le immagini Sentinel-2 sono state utilizzate acquisizioni sia precedenti che successive all'evento.  

 
Questa attività di monitoraggio ha portato alla produzione di output di elevata accuratezza,  visualizzabile sul WebGIS delle Foreste, ottenuto applicando una metodica di analisi integrata.

Dalle immagini Sentinel-2, selezionate tra quelle tardo estive pre e post evento con minor copertura nuvolosa, sono stati elaborati i seguenti indici vegetazionali: Normalized Difference Vegetation Index, Red Edge Normalized Vegetation Index, Normalized Difference Water Index, Green Normalized Difference Vegetation Index. Per ciascun indice è stata calcolata la differenza (indice post-evento)-(indice pre-evento). Analoga analisi differenziale è stata eseguita su tutte le 13 bande del Sentinel-2. Le nuove immagini così elaborate sono state sottoposte ad un processo di segmentazione multirisoluzione assieme alle ortofoto post-evento, ove disponibili, e ad una classificazione supervisionata, ottenuta applicando un algoritmo k-NN con logica fuzzy.

 

La tabella degli attributi associata allo shape degli schianti contiene i seguenti campi informativi: nome del Comune, Provincia, codice Istat, superficie forestale schiantata nel territorio del Comune (ha).

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