BIODIVERSITÀ AGRICOLA VEGETALE

Dal passato ad oggi Le RGV o risorse fitogenetiche sono definite come “qualsiasi materiale genetico di origine vegetale che abbia un valore effettivo o potenziale per l’alimentazione e l’agricoltura”. In esse sono comprese tutte le forme coltivate, i progenitori selvatici delle forme coltivate, le specie affini non progenitrici di quelle coltivate e le specie spontanee non coltivate ma utilizzate dall’uomo per scopi particolari (piante officinali, piante tintorie, ecc.). Tale definizione è stata adottata anche dal Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura. 
Combinando invece le numerose definizioni di “varietà locale” reperibili in letteratura, si può ritenere piuttosto completa e appropriata questa definizione: “Una varietà locale di una coltura che si riproduce per seme o per propagazione vegetativa è una popolazione variabile, che è identificabile e usualmente ha un nome locale. Non è stata oggetto di un programma organizzato di miglioramento genetico, è caratterizzata da un adattamento specifico alle condizioni ambientali e di coltivazione di una determinata area ed è strettamente associata con gli usi, le conoscenze, le abitudini, i dialetti e le ricorrenze della popolazione umana che l’ha sviluppata e continua la sua coltivazione”. Da tale definizione emerge che uno degli elementi caratterizzanti è il forte legame della varietà locale con uno specifico contesto socio-economico. Tuttavia, nell’ampia casistica italiana, ci sono molti esempi di varietà storicamente presenti in un determinato areale e successivamente introdotte in un altro. Se una risorsa non è più presente nell’areale di origine, ma lo è in quello di introduzione, è ovvio che in quest’ultimo ambiente non può esserci un legame storico con gli elementi socio-economici locali di pari intensità rispetto a quello che esisteva nell’areale di origine. Tuttavia la risorsa può aver trovato forti elementi di contestualizzazione e quindi, anche in questo caso, si può parlare di varietà locale.
 

BIODIVERSITÀ AGRICOLA ANIMALE

Mentre, per quanto riguarda la biodiversità agricola animale, a causa delle difficoltà di giungere a una definizione unica e condivisa di “razza”, si è ritenuto di utilizzare la definizione proposta dalla FAO: “Ciascun sottogruppo specifico di animali domestici con caratteristiche esteriori definibili e identificabili che ne consentono la separazione mediante un approccio visivo, da altri gruppi definiti in modo simile, all’interno della medesima specie, o un gruppo di animali domestici che l’isolamento geografico e/o culturale da gruppi fenotipicamente diversi ha portato ad una loro identità separata e accettata”. Questa definizione permette di unire, sotto un unico ambito descrittivo, sia le razze evolute e sottoposte a controlli genetici accurati, che quelle sostanzialmente frutto di una evoluzione libera da vincoli zoognostici.
 

BIODIVERSITÀ  DI INTERESSE AGRICOLO E ALIMENTARE

Con la legge del 1° dicembre 2015, n. 194, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – MIPAAF - ha stabilito i principi per l’istituzione di un sistema nazionale per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo ed alimentare, finalizzato alla tutela delle risorse genetiche locali di interesse alimentare ed agrario dal rischio di estinzione e di erosione genetica. L’articolo 10 della stessa legge ha peraltro istituito un “Fondo per la tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” di euro 500.000,00 annui a decorrere dal 2015, destinato a sostenere sia le azioni degli agricoltori e degli allevatori custodi, così definiti dall’art. 2, comma 3, della legge sopra citata, che le attività degli enti pubblici impegnati nella produzione e nella conservazione di sementi di varietà soggette a rischio di erosione genetica.
In relazione agli stanziamenti resi disponibili negli anni dal MIPAAF, sono stati approvati dalla Regione Veneto, sino ad ora, quattro progetti regionali (vedi DGR n. 328 del 21/03/2018, n. 461 del 23/04/2019, n. 668 del 25/05/2021, n. 321 del 29/03/2022) con i quali sono state realizzate diverse azioni rivolte all'organizzazione della giornata nazionale della biodiversità, alla valorizzazione delle risorse genetiche animali locali, all'attività di formazione "esperenziale" per allevatori custodi, alla realizzazione di focus group, work shop e study visit,  alla realizzazione di una piattaforma web destinata agli allevatori e agricoltori custodi, ad attività legate all’istituzione e/o all’animazione degli itinerari della biodiversità,  all’istituzione e realizzazione di attività di sostegno per nuove Comunità del cibo.
Attualmente è in fase di approvazione, da parte del Ministero, un quinto progetto regionale, denominato BIODI.VE 4, con il quale la Regione darà continuità sia all’animazione della giornata nazionale della biodiversità, sia al sostegno delle attività delle nuove Comunità del cibo,  istituite con i precedenti progetti BIODI.VE 3 e 4,  attivando nel contempo iniziative rivolte alle Scuole secondarie di primo grado, al fine di promuovere una maggiore conoscenza dell’importanza della conservazione della biodiversità di interesse agrario e delle risorse genetiche animali e vegetali locali. . 
 
Di seguito sono elencati i progetti regionali approvati dalla Giunta, con la relativa documentazione:
  • BIODI.VE. - BIODIVERSITA' VENETA - Attività biennio 2018/2019 - Competenze, conoscenze e informazioni partecipative a favore della biodiversità agraria e alimentare regionale – BIODI.VE 1
  • BIODIVERSITA' VENETA - Attività biennio 2019/2020 - Competenze, conoscenze e informazioni partecipative a favore della biodiversità agraria e alimentare regionale – BIODI.VE 2
  • BIODIVERSITA' VENETA - Attività biennio 2021/2022 - Competenze, conoscenze e informazioni partecipative a favore della biodiversità agraria e alimentare regionale – BIODI.VE 3 
  • BIODIVERSITA' VENETA - Attività biennio 2023/2024 - Competenze, conoscenze e informazioni partecipative a favore  della biodiversità agraria e alimentare regionale – BIODI.VE 4 
ULTERIORE NORMATIVA DI RIFERIMENTO IN MATERIA DI BIODIVERSITÀ DI INTERESSE AGRICOLO E ALIMENTARE:
Legge n.  194 del 01/12/2015 – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare
DM n. 1862 del 18/01/2018 – Modalità di funzionamento dell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare
DGR n. 1076 del 30/07/2019 – Istituzione dei Nuclei di valutazione regionale, ai sensi di quanto disposto dall’art. 5 del DM n. 1862/2018
DM n. 10400 del 24/10/2018 – Modalità tecniche di attuazione della Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare
 
INTERVENTI VIGENTI DEL PIANO DI SVILUPPO REGIONALE IN MATERIA DI BIODIVERSITÀ AGRARIA
Tipo intervento:  10.2 - Interventi di conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura
Tipo intervento: 16.5.1 – Progetti collettivi a carattere ambientale funzionali alle priorità dello sviluppo rurale
 
Per informazioni:
UO Qualità conoscenze e innovazioni agroalimentari:
Direttore - Giorgio Trentin - tel. 041 2795529 - email: giorgio.trentin@regione.veneto.it
PO Michele Chiarentin - tel. 041 2795561 – email: michele.chiarentin@regione.veneto.it


Data ultimo aggiornamento: 09 settembre 2022