Navigazione Navigazione

Dettaglio contenuto Dettaglio contenuto

Sicurezza urbana di genere: presentata il 21 gennaio 2026 la ricerca dell’Università degli Studi di Padova, con il contributo della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna

22 gennaio 2026

La Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità tra uomo e donna ha presentato oggi alla stampa i risultati di una ricerca condotta dall’Università degli Studi di Padova, Dipartimento FISPPA Sez. di Psicologia Applicata, dagli psicologi sociali Marialuisa Menegatto e Adriano Zamperini, professori all’Università degli Studi di Padova Dip. FISPPA sul tema della sicurezza urbana di genere.

L’indagine quantitativa è stata condotta nei sette capoluoghi di provincia della Regione Veneto, con lo scopo di approfondire la percezione di sicurezza, le pratiche di utilizzo dello spazio urbano e i fattori psicosociali associati all’esperienza femminile negli ambienti pubblici. 

Le donne che hanno partecipato alla ricerca sono state 575: le partecipanti hanno compilato un questionario. La raccolta dei questionari è iniziata l’8 luglio 2025 e si è conclusa il 31 ottobre 2025.
I questionari ammessi all’indagine statistica sono stati 376.

I risultati evidenziano come la percezione della sicurezza urbana sia un costrutto multidimensionale, che raccoglie simultaneamente caratteristiche individuali (età, reti relazionali, esperienze pregresse), fattori situazionali (presenza di estranei, orari, contesti isolati) e condizioni materiali dell’ambiente urbano (illuminazione, visibilità, possibilità di fuga). Sebbene emergano differenze territoriali legate alla morfologia e alla vivibilità delle diverse città, il gruppo di donne mostra pattern comuni: livelli elevati di paura situazionale, diffusa esposizione a molestie verbali e non verbali, scarsa fiducia nelle proprie capacità di autodifesa e frequente ricorso a strategie di evitamento o accompagnamento.

Parallelamente, sono stati identificati fattori protettivi sia strutturali (presenza di forze dell’ordine, qualità dell’illuminazione, manutenzione dello spazio pubblico) sia socio-relazionali (presenza di altre persone, familiarità dei luoghi), che contribuiscono a modulare la percezione del rischio.
Complessivamente, le evidenze raccolte suggeriscono che la sicurezza urbana di genere richiede un approccio integrato, capace di tenere insieme dimensioni materiali, culturali e psicologiche, e orientato alla promozione di città più accessibili, inclusive e sensibili alle esigenze delle donne.

I risultati
La città di Padova risulta la più rappresentata (26.33%), seguita da Verona(20.74%) e Venezia (19.15%). Seguono Vicenza (10.11%), Treviso (9.57%), Rovigo  (7.45%) e Belluno (6.65%). 
Il 72.87% sono donne residenti; il 27.13% sono donne pendolari; 2/3 del gruppo delle donne riferisce una frequentazione quotidiana di oltre 10 ore.
Complessivamente i dati evidenziano una forte concentrazione di presenze di lunga durata, dimostrando che lo spazio urbano non è vissuto principalmente come luogo di transito, ma come ambiente quotidiano di vita e di attività. Ciò conferma la dimensione stabile e radicata della relazione tra le donne e lo spazio urbano.
Dal punto di vista psicosociale, questa distribuzione può riflettere un uso integrato e multifunzionale della città: uno spazio che combina lavoro, relazioni, cura e tempo personale, evidenziando la complessità delle pratiche femminili nello spazio urbano contemporaneo.

Età delle donne
Media 43.38
Range 19 - 84
Deviazione Standard 15.39
La presenza di una Deviazione Standard relativamente elevata (15.39) suggerisce una considerevole dispersione dei valori intorno alla media, evidenziando un’elevata variabilità interna al gruppo.
Questo dato implica che le età delle donne non si concentrano in una singola fascia d’età ma tendono a distribuirsi in modo abbastanza equilibrato all’interno delle diverse generazioni femminili; i dati suggeriscono anche che il gruppo di donne che ha preso parte al questionario si caratterizza per
una buona eterogeneità anagrafica.
Quasi due terzi delle donne (61.2%) possiedono un titolo di studio universitario (laurea magistrale/specialistica, laurea triennale, master e dottorato), evidenziando un’elevata scolarizzazione. Questa composizione suggerisce che le donne che hanno partecipato alla ricerca si caratterizzano per un alto capitale culturale e formativo, potenzialmente influente su variabili socioprofessionali e sui comportamenti oggetto d’indagine.
La distribuzione delle professioni mostra un gruppo di donne estremamente eterogeneo, che include sia ruoli ad alta qualificazione sia occupazioni a forte componente relazionale o di servizio, riflettendo la pluralità delle esperienze femminili nel contesto urbano veneto.

Esperienze traumatiche passate
Le esperienze traumatiche passate, nella forma di molestie, aggressioni o minacce, rappresentino un fattore predittivo della percezione di insicurezza nelle donne nello spazio urbano. L’aver subito esperienze traumatiche passate può trasformarsi in una “lente interpretativa” con cui leggere lo spazio pubblico. 
Il 73% cioè 3 donne su 4, hanno subito almeno una molestia negli spazi pubblici urbani: dai commenti, fischi o sguardi intrusivi ad attenzioni o interazioni sessuali non desiderate o essere seguita/inseguita da qualcuno, assistere a masturbazioni o gesti osceni, subire tocchi o carezze indesiderate, intimidazioni, subire una sottile pressione a cooperare sessualmente, subire tocchi o prese forzate, fino a essere minacciate o aggredite con arma (coltello o pistola), aggressioni fisiche, aggressioni
sessuali. 
La maggior parte delle molestie non viene denunciata perché considerata ‘normale’

Paura del crimine nello spazio urbano
Le medie più alte emergono per gli item che riguardano:
• Evitamento dei trasporti pubblici la sera/notte
• Percezione di insicurezza quando si è sole
• Paura di essere derubate o di danni ai propri beni
Seguono:
• Paura di essere aggredite fisicamente
• Paura delle attività delle gang
• Paura di essere minacciate
• Paura di essere vittime di una rapina
• Paura di diventare vittima di un crimine generico
Livelli più bassi:
• Paura di violenza legata al terrorismo
• Non sentirsi al sicuro nemmeno in presenza di amici
• Probabilità percepita di essere vittima di aggressione fisica o crimine nei prossimi 12 mesi

Fattori ambientali
Le partecipanti percepiscono l’illuminazione della propria zona come moderatamente adeguata, ma non particolarmente buona; è quindi  considerata sufficiente, ma non tale da trasmettere una forte percezione
di sicurezza.
L’illuminazione contribuisce moderatamente alla percezione di sicurezza: questo valore suggerisce che le partecipanti riconoscono all’illuminazione un ruolo importante ma non determinante nel farle sentire sicure di notte.

Percezione del rischio
I dati mostrano che le partecipanti attribuiscono un livello moderato-alto di rischio potenziale all’ambiente urbano che frequentano, articolato in tre dimensioni: la facilità con cui una persona malintenzionata potrebbe nascondersi; il numero di aree percepite come pericolose; la probabilità percepita che una persona malintenzionata si nasconda nell’ambiente

Possibilità di fuga e di intrappolamento
I dati raccolti evidenziano una percezione complessivamente negativa della capacità dell’ambiente urbano di offrire vie di fuga o soluzioni rapide in caso di pericolo. Le tre dimensioni indagate mostrano valori bassi.
La probabilità di riuscire a fuggire sembra infatti essere influenzata da  ostacoli fisici presenti nell’ambiente (strade strette, passaggi obbligati, zone pedonali frammentate) scarsa visibilità dovuta a illuminazione inadeguata;  assenza di alternative di percorso facilmente accessibili;  condizioni soggettive di vulnerabilità (essere da sole, con borse pesanti, stanchezza, etc.)

Percezione complessiva dell’ambiente urbano e tendenza all’evitamento
L’ambiente urbano, nel suo insieme, viene percepito dalle partecipanti come moderatamente poco positivo. Le partecipanti riportano un livello medio-alto di disagio all’idea di camminare da sole nell’ambiente urbano. Il valore medio superiore alla soglia centrale indica che l’atto stesso di muoversi da sole nello spazio pubblico può essere associato a un vissuto emotivo caratterizzato da tensione, preoccupazione, aspettative del pericolo, vigilanza costante.
L’aspetto più significativo riguarda l’intenzione dichiarata di evitare l’ambiente urbano durante una passeggiata, che raggiunge il valore medio più alto tra quelli analizzati.

I luoghi più  insicuri indicati dalle intervistate risultano essere in  prossimità di stazioni di autobus o treni, i parcheggi, i locali notturni, pub o discoteche, i mezzi pubblici, i luoghi all’aperto in strada nei parchi o nei centri sportivi.
I luoghi che generano un maggiore senso di sicurezza sono i centri commerciali e i negozi, nonché i  luoghi di intrattenimento come teatri, cinema, bar o ristoranti

Vengono segnalati come fattori di autoprotezione la sorveglianza informale tramite migliore visibilità e luminosità; l’adozione di misure legislative più severe per gli aggressori; la sorveglianza formale tramite pattuglie di polizia e forze dell’ordine; la buona manutenzione dell’ambiente urbano; la presenza di pulsanti e telefoni di emergenza nei trasporti pubblici.

Le maggiori strategie di sicurezza impiegate dalle donne risultano essere il “cambiare strada”, cioè il trasferirsi in altro ambiente; passeggiare con un animale domestico; possedere un'arma da difesa; possedere capacità di autodifesa; l’utilizzo di app specifiche per chiedere aiuto su smartphone; la prossimità al trasporto pubblico; la presenza di sistemi di videosorveglianza; il presidio delle forze dell’ordine; l’evitare di uscire da sole la sera fino ad arrivare allo stare a casa.



Data ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2026