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ASSESSORE REGIONE VENETO RESPINGE POLEMICHE SU SANITA’ IN AGORDINO E CADORE (BL)

20 luglio 2020

Comunicato n° 1042

(AVN) Venezia, 20 luglio 2020

 

“Volantini come quello fatto circolare dall’Associazione tutela salute cittadini e strutture ospedaliere del Cadore-Agordino, lungi dall’onorare la verità, sembrano rappresentare l’esordio della stagione elettorale del tanto peggio tanto meglio, infarcita di errori, imprecisioni, scarsa conoscenza della realtà, a volte di bugie vere e proprie”.

 

Con queste parole, l’Assessore alla Sanità della Regione Veneto commenta le polemiche accese da un volantino che critica duramente l’organizzazione sanitaria dell’area.

 

“A tutela del diritto a conoscere la verità da parte della gente – aggiunge l’Assessore – ecco una serie di precisazioni tecniche punto per punto, ampiamente verificabili da chiunque non voglia fermarsi alle grida, ma conoscere la realtà”.

 

Posti letto – Le schede ospedaliere vigenti prevedono per l’Ospedale di Pieve di Cadore 4 primari e 79 posti letto, con una differenza di soli 4 letti rispetto al 2013. Ciò in presenza di un tetto massimo imposto a livello nazionale di 3,7 posti per mille abitanti, di cui lo 0,7 dedicati alla riabilitazione. Il semplice conteggio dei posti letto, tuttavia, è una visione superata della sanità. Nella visione attuale, sostenuta da un’ampia letteratura a livello internazionale oltre che sperimentata nei fatti durante l’emergenza COVID, l’ospedale è sempre più luogo di cura per acuti, con limitazione al minimo la degenza proprio per la sicurezza e il benessere del paziente stesso, in particolare per l’anziano. Molte prestazioni vengono garantire a livello ambulatoriale e in telemedicina, aspetti che l’Ulss Dolomiti continua a potenziare per portare servizi di qualità senza far spostare il cittadino grazie anche all’evoluzione tecnologica che negli ultimi 10 anni ha rivoluzionato in modo sicuro, rapido ed efficiente la medicina. La gestione della cronicità avviene a livello territoriale e il futuro è lo sviluppo di una sinergia sempre più stretta tra servizi ospedalieri e domiciliari. Le emergenze e urgenze sono sempre garantire dal Pronto Soccorso e dalla rete di emergenza urgenza, come peraltro in tutto il resto del territorio.

 

Pediatria - L’attività di Pediatria è garantita a livello ambulatoriale ed integra l’attività dei pediatri di libera scelta del territorio. E’ in programma, peraltro, il potenziamento degli ambulatori pediatrici con ulteriori due giornate di presenza del pediatra ospedaliero in vista delle dimissioni di una pediatra territoriale.

 

Cardiologia - L’attività di Cardiologia è garantita dal 2010 a livello ambulatoriale dalle 8 alle 17 ed è integrata con l’attività dell’HUB con una proficua rotazione degli specialisti. Inoltre, l’ospedale di Pieve può contare sulla telecardiologia h24 e sul servizio di emodinamica che risponde a tutto il territorio aziendale dall’HUB di Belluno.

 

Chirurgia - All’ospedale di Pieve di Cadore è garantita l’attività chirurgica elettiva multidisciplinare in regime di weeksurgery/ day surgery/ambulatoriale come disciplinato dal DM Nazionale 70/2015 per i presidi ospedalieri in zone disagiate. Le urgenze sono garantite dalla rete di emergenza urgenza. Si ricorda, peraltro, l’importanza dei volumi di interventi, in particolare nell’attività chirurgica per garantire al cittadino la miglior qualità e sicurezza della prestazione.

 

Laboratorio Analisi - I laboratori analisi aziendali sono tutti i rete, come in gran parte del Veneto. La sede di Pieve di Cadore è in rete con Belluno dal 2013 e ha garantito, senza particolari difficoltà, le prestazioni in tutti questi anni. Anche qui, lo sviluppo tecnologico fa si che le analisi in urgenza siano sempre garantite. In più, al laboratorio di Pieve vengono erogate anche attività non urgenti.

 

Radiologia - L’attività di Radiologia è garantita grazie alla teleradiologia da ormai 10 anni. Gli esami diagnostici, eseguiti sul posto dal tecnico di radiologia, sono refertati in remoto senza nessun disagio per il cittadino. Gli esami che richiedono la presenza di un medico (ad esempio, esami con contrasto) sono programmati. Nell’attività di emergenza urgenza, dove è prioritaria la stabilizzazione del paziente e l’invio al centro specialistico più adatto ai suoi bisogni di cure, eventuali esami radiologici che richiedono la presenza di un medico sono organizzati durante il trasporto del paziente.

 

Il Punto nascite di Pieve, mantenuto dalla Regione Veneto in deroga a quanto previsto dal DM 70/2015 che indica la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti all’anno, è sospeso dal 2016 per la nota carenza di medici ginecologi e pediatri.

In Ulss Dolomiti, compreso il Cadore, è stata sviluppata una rete per la gestione della  gravidanza coinvolgendo le ostetriche, anche del territorio, e i medici di medicina generale, che prevede una stratificazione del rischio della gravidanza (secondo parametri definiti a livello internazionale), la presa in carico e il monitoraggio costante. Le gravidanza a basso rischio sono a completa gestione dell’ostetrica, tutte quelle a medio/alto rischio sono gestite da ambulatori specifici. In più, il percorso protetto specifico per il Cadore, prevede che le gestanti continuino i monitoraggi e i controlli a termine all’ambulatorio di contesto territoriale di Pieve con l’indicazione, al momento opportuno, di recarsi al punto nascita di Belluno con la possibilità di usufruire dell’alloggio a Casa tua 1, in caso di necessità, o di un anticipo del ricovero per le situazioni specifiche valutate dallo specialista, in attesa del travaglio. Nel caso si presenti all’ospedale di Pieve una donna in travaglio iniziale viene predisposto il trasferimento a Belluno in sicurezza.

Elisoccorso- Come noto, l’appalto del servizio di elisoccorso veneto e il conseguente avvio del volo notturno sono bloccati per il ricorso al TAR di uno dei partecipanti alla procedura di gara indetta da Azienda Zero. L’elicottero non è ovviamente l’unico mezzo a disposizione della Centrale Operativa SUEM che può contare su diverse soluzioni logistiche per rispondere in modo rapido alle richieste di soccorso tra cui una flotta di ambulanze e mezzi 4x4 costantemente rinnovate e ulteriormente potenziate anche grazie ai fondi stanziati post Vaia.

 

“La Regione e l’Ulss, peraltro – aggiunge l’Assessore regionale alla Sanità – hanno a più riprese dato prova concreta in questi anni dell’attenzione riservata all’ospedale di Pieve di Cadore e agli abitanti assistiti, con importanti investimenti: la nuova base Hems da 3,1 milioni di euro, con inizio lavori in agosto 2020; il nuovo Pronto Soccorso di Pieve per 2,7 milioni, che ha visto ultimare l’ultimo stralcio con il rifacimento dell’area triage e delle sale d’attesa, attualmente in collaudo; la ristrutturazione del reparti di Medicina al terzo piano con 360 mila euro di stanziamenti i cui lavori sono partiti il 20 luglio con consegna prevista il 120 giorni; l’adeguamento alle norme antincendio per 950 mila euro, con l’inizio lavori a settembre 2020”.

 

“La specificità della montagna, che ha indubbiamente necessità diverse rispetto ad altre zone – conclude l’Assessore -trova risposta in progetti innovativi e organizzazioni flessibili, promuovendo sperimentazioni come in altri paesi dell’arco alpino, in una più complessiva visione di sviluppo territoriale montano e di sostenibilità. La soluzione non sono certo 4 posti letto in più o l’attivazione di una reperibilità poco efficiente e anche poco sicura visto il bassissimo numero di richieste di intervento a cui dovrebbe rispondere”.



Data ultimo aggiornamento: 20 luglio 2020

a aziCORONAVIRUS. IN VENETO FASE 2 IN SICUREZZA PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE. OK GIUNTA REGIONALE A UN MANUALE E A UN PROGETTO PILOTA CON 70 AZIENDE E 13.000 LAVORATORIende che si apprestano a ripartire, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza. Si divide in 10 diverse indicazioni operative, ognuna delle quali viene approfondita fin nei minimi particolari: • Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro. • Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda. • Limitazione delle occasioni di contatto. • Rilevazione della temperatura corporea. • Distanziamento tra le persone. • Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. • Dispositivi di protezione individuale. • Uso razionale e giustificato dei test di screening. • Gestione degli eventuali casi positivi. • Ruolo del Medico competente. Il Progetto Pilota, che interessa 70 aziende di tutto il Veneto, per un totale di 13.000 lavoratori, segue quello già attuato con 8 ditte padovane e 1.200 lavoratori che aveva dato esisti molto positivi, con un tasso di positività dello 0,4. Questo maxi ampliamento progettuale è finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo e informativo) per la riapertura e la prosecuzione delle attività produttive e valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia. Gli obbiettivi specifici sono: • Individuazione dei flussi informativi e delle modalità di contatto più appropriate , tra le singole aziende e le strutture del sistema Sanitario Regionale, per la circolazione delle informazioni, anche sanitarie, ritenute necessarie per la tutela della salute pubblica e del lavoratore. • Caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, mediante l’individuazione di soggetti già infettati, guariti, immunizzati e suscettibili. • Acquisizione di informazioni sulla sieroprevalenza e su suoi eventuali determinanti (come area geografica, classe di età, genere, mansione lavorativa. • Acquisizione, nelle more di un intervento di armonizzazione nazionale, di elementi informativi utili a individuare l’utilizzo più appropriato dei diversi test diagnostici e di screening disponibili, nonché a supportare il processo di validazione dei diversi test sierologici da parte delle strutture tecnico-scientifiche preposte. • Verifica dell’efficacia delle misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.