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CORONAVIRUS. VENETO. LA SPIEGAZIONE DELLE PROCEDURE PER I CONTATTI DI CASI CONFERMATI

27 febbraio 2020

Comunicato n° 308

(AVN) Venezia, 27 febbraio 20202

 

Per aiutare la chiarezza della conoscenza delle situazioni legate al coronavirus da parte della popolazione, gli esperti della Regione Veneto hanno approntato uno schema (flow-chart), basato sulle precisazioni inviate dal Ministero della Salute con la circolare del 25 febbraio, che spiega quando va eseguito il tampone nei soggetti contatto di caso confermato. Eccone una sintesi:

 

Se il contatto stretto è asintomatico, viene posto in isolamento domiciliare fiduciario senza l’esecuzione del test con tampone.
Se il soggetto, durante il periodo dei 14 giorni di durata dell’isolamento, dovesse manifestare una sintomatologia, lieve o grave che sia, viene immediatamente preso in carico dal servizio sanitario regionale.
Nel caso in cui la sintomatologia sia lieve, viene garantita la valutazione da parte del proprio medico curante e l’effettuazione del tampone.
 Se la sintomatologia invece è grave, interviene il 118 e il paziente viene trasferito al reparto di malattie infettive dell’ospedale di riferimento e viene effettuato il tampone.
Se il tampone risulta positivo, si prosegue con quanto previsto per il caso confermato.



Data ultimo aggiornamento: 27 febbraio 2020

a aziCORONAVIRUS. IN VENETO FASE 2 IN SICUREZZA PER LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE. OK GIUNTA REGIONALE A UN MANUALE E A UN PROGETTO PILOTA CON 70 AZIENDE E 13.000 LAVORATORIende che si apprestano a ripartire, secondo le disposizioni dei provvedimenti governativi, per consentire loro una ripresa delle attività in sicurezza. Si divide in 10 diverse indicazioni operative, ognuna delle quali viene approfondita fin nei minimi particolari: • Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro. • Informazione ai lavoratori e a tutti i frequentatori dell’azienda. • Limitazione delle occasioni di contatto. • Rilevazione della temperatura corporea. • Distanziamento tra le persone. • Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie. • Dispositivi di protezione individuale. • Uso razionale e giustificato dei test di screening. • Gestione degli eventuali casi positivi. • Ruolo del Medico competente. Il Progetto Pilota, che interessa 70 aziende di tutto il Veneto, per un totale di 13.000 lavoratori, segue quello già attuato con 8 ditte padovane e 1.200 lavoratori che aveva dato esisti molto positivi, con un tasso di positività dello 0,4. Questo maxi ampliamento progettuale è finalizzato a testare il modello (sanitario, organizzativo e informativo) per la riapertura e la prosecuzione delle attività produttive e valutarne l’estensione e la sostenibilità su scala più ampia. Gli obbiettivi specifici sono: • Individuazione dei flussi informativi e delle modalità di contatto più appropriate , tra le singole aziende e le strutture del sistema Sanitario Regionale, per la circolazione delle informazioni, anche sanitarie, ritenute necessarie per la tutela della salute pubblica e del lavoratore. • Caratterizzazione epidemiologica della diffusione del virus nella popolazione lavorativa, mediante l’individuazione di soggetti già infettati, guariti, immunizzati e suscettibili. • Acquisizione di informazioni sulla sieroprevalenza e su suoi eventuali determinanti (come area geografica, classe di età, genere, mansione lavorativa. • Acquisizione, nelle more di un intervento di armonizzazione nazionale, di elementi informativi utili a individuare l’utilizzo più appropriato dei diversi test diagnostici e di screening disponibili, nonché a supportare il processo di validazione dei diversi test sierologici da parte delle strutture tecnico-scientifiche preposte. • Verifica dell’efficacia delle misure di contenimento attuate negli ambienti di lavoro e acquisizione di elementi per valutare eventuali azioni correttive.