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A PESCA COME TURISTI NEL MARE DI CAORLE

05 ottobre 2012

Comunicato n° 1696

(AVN) – Caorle, 5 ottobre 2012

Quasi un chilometro di rete da fondo stesa davanti alla costa orientale di Caorle, per pescare neanche una decina di pesci, neppure troppo grandi, e tante enormi meduse. "Lo sapevamo, le abbiamo stese stamani a scopo dimostrativo; forse se le calavamo di notte sarebbe andata meglio", sussurra Sandro, comandante e, assieme a Daniele, armatore del Mistral, barca per piccola pesca dove possono salire a bordo anche i turisti che amano il mare e questa attività. E' sua la prima licenza di pescaturismo, datata ormai 17 anni, anche se la legge regionale in materia e dell'agosto scorso. Ed è stato affidato a lui il compito di portare i giornalisti alle prime esperienze di pesca turismo e ittiturismo "regionale", per far conoscere e divulgare questa nuova offerta.
"Io ho avuto tanto dalla pesca. Ma quella professionale non è più come una volta – aggiunge Sandro – il mare di è impoverito; si è esagerato e qualcuno esagera anche adesso: bisogna lasciare che si riproduca, nei tempi, modi e luoghi che decide lui. Un attività di pesca legata al turismo può aiutarci, soprattutto ora: ci sono tantissime persone che vogliono vivere la nostra vita e la nostra laguna e non solo starsene a prendere il sole sulla spiaggia. Però al momento questo ancora non si può fare, ci sono troppe amministrazioni che intervengono e che ci complicano la vita. Basta che una dica ‘no' e non si va avanti e ciò che non è espressamente autorizzato non si può fare".
Gli chiediamo di spiegarci: "per esempio – ci spiega – dopo la pesca ci dobbiamo salutare, io non posso portare i miei ospiti in casone per preparare e fare festa con ciò che abbiamo pescato". Eh già, anche questo è un bell'ostacolo, e i turisti si perdono una parte importante della magia di Caorle. Dove i ristoranti dal buono all'ottimo non mancano, ma non è la stessa cosa che andare a tavola con i pescatori cui sono stati fianco a fianco e con le loro famiglie, che il pesce lo vedono, lo conoscono e lo preparano da appena nati. In ogni caso Sandro e Daniele sono d'accordo: la pesca turistica è una opportunità per tutti, un modo diverso di vivere il mare e le vacanze  marine. Non è necessariamente un offerta per i soli appassionati esperti. "Io spero che questa attività possa essere realizzata in modo completo, ci serve per vivere meglio, ma anche per valorizzare il territorio dove viviamo, per sistemarlo e curarlo". Daniele, con la cassetta del pescato in mano sorride: "neanche il gasolio utilizzato, recuperiamo, con questi". Però sono state ore affascinanti, salutari e ricche, perché è così ogni volta che si crea una amicizia.

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Data ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2012