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SANITA’: OSPEDALE LEGNAGO COMPIE 50 ANNI E SI REGALA RINNOVATA TERAPIA INTENSIVA CARDIOLOGICA. COLETTO: “IL MATER SALUTIS NON SI TOCCA. CHIACCHIERE SENZA FONDAMENTO I TIMORI SUL FUTURO DELL’ULSS 21”.
22 ottobre 2012
Comunicato n° 1811
(AVN) Legnago (Verona) 22 ottobre 2012
Il 21 ottobre del 1962 veniva posata la prima pietra dell'ospedale Mater Salutis di Legnago, dando così il "la" alla realizzazione di quello che oggi è uno dei più importanti punti di riferimento della sanità veronese e veneta. Oggi il Mater Salutis, per festeggiare i 50 anni compiuti, si è fatto un regalo tutto particolare: la rinnovata terapia intensiva cardiologica con 8 posti letto ipertecnologici che rafforza la funzione del nosocomio come componente "Hub" della rete regionale per l'infarto composta da 12 ospedali in tutto. La struttura è stata inaugurata oggi pomeriggio alla presenza dell'assessore regionale alla sanità Luca Coletto, del direttore generale dell'Ulss 21 Daniela Carraro, del sindaco di Legnago Roberto Rettondini e di numerosi primi cittadini della bassa veronese. "Qui – ha detto Coletto – ci troviamo di fronte ad un cardine del panorama regionale, che non ha nulla da temere dalla riorganizzazione della rete ospedaliera che sta per partire e che manterrà tutte le sue peculiarità e le sue sempre più numerose eccellenze. Chiacchiere senza fondamento – ha aggiunto Coletto – sono anche le voci allarmistiche sul futuro dell'intera Ulss 21: chi ciclicamente diffonde timori di smembramento o accorpamento tiri fuori le carte o taccia".
La struttura cardiologica del Mater Salutis è rinnovata sia nella componente edilizia, sia nelle attrezzature, sia nei mobili e arredamenti, per un costo di due milioni e novecentomila euro, finanziati con mutuo autorizzato dalla Regione e con quattrocentomila euro di contributo della Fondazione Cariverona. E' attrezzata per l'assistenza e la cura dei pazienti cardiologici che necessitano di monitoraggio continuo dell'attività cardiaca. L'UCIC è dotata di attrezzature sofisticate per affrontare le emergenze cardiologiche, principalmente cardiopatie acute e croniche, scompenso cardiaco, cardiomiopatie, valvulopatie, aritmie, edema polmonare acuto. Ma è soprattutto centro "Hub" della rete regionale per l'infarto, centro in cui il 118 fa convergere i pazienti con sospetto infarto (i centri Hub sono dodici in tutto il Veneto e dei due della provincia di Verona uno di questi è il Mater Salutis). La maggior parte dei ricoveri proviene dal Pronto Soccorso e dagli ospedali delle vicine Ulss 20 di Verona e 22 di Bussolengo, con cui anche opera un'apposita convenzione che taglia tempi e costi delle procedure. La cardiologia di Legnago, diretta da Giorgio Morando, esegue annualmente 1100 procedure in Laboratorio di Emodinamica con circa 450 angioplastiche coronariche, di cui circa un centinaio come procedura primaria, cioè in corso di infarto miocardico acuto. Le Cure Intensive Cardiologiche (UCIC) sono strettamente collegate al territorio, potendo ricevere elettrocardiogrammi dalle Ambulanze e dal domicilio del paziente con sospetto infarto, attuando così nella pratica l'integrazione Ospedale -Territorio, obiettivo principe di una moderna assistenza sanitaria. Oggi a Legnago la percentuale di mortalità per sindromi coronariche acute è tra le più basse della regione (8,8%), il tempo alla riperfusione con Coronarografia e angioplastica coronarica è tra i migliori a livello nazionale (il 38,32% dei pazienti sono studiati entro le 48 ore contro una media nazionale del 30,6%). Pur nella complessità delle patologie ed un'età media elevata dei pazienti ricoverati, (circa 40% oltre 70 anni), l'UCIC ha un tasso di degenza media breve (3,9 giorni) che garantisce sempre le cure urgenti ai pazienti provenienti dall'Ulss 21 e dalle realtà sanitarie limitrofe. I pazienti possono essere seguiti oltre la fase acuta da un Ambiente Semi Intensivo (8 letti) con controllo telemetrico e da una Degenza Cardiologica (24 letti) dove vengono ricoverati annualmente circa 1200 pazienti. Ogni anno vengono inseriti circa 300 pace-makers e circa 90 defibrillatori (ICD) a pazienti con gravi aritmie.
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Data ultimo aggiornamento: 20 dicembre 2012