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Lupo, il Veneto rafforza il sostegno agli allevatori: altri fondi per i cani da guardiania e corsi per formare operatori specializzati
26 ottobre 2026
Comunicato n° 1889
(AVN) – Venezia, 26 ottobre 2026
“Le preoccupazioni che arrivano soprattutto dalle nostre montagne non possono essere ignorate. Per chi alleva, il problema non si esaurisce nel valore degli animali predati: ci sono i costi per proteggere le greggi, il lavoro quotidiano e la difficoltà di continuare un'attività che spesso si tramanda da generazioni. Dobbiamo perciò aiutare chi si è già attrezzato per prevenire gli attacchi e, allo stesso tempo, rafforzare gli strumenti per affrontare le situazioni più problematiche”.
L’assessore regionale all'Agricoltura e alla Montagna Dario Bond annuncia due nuove iniziative: un ulteriore contributo una tantum di 23.820 euro per sostenere le spese degli allevatori per l'impiego dei cani da guardiania, e la programmazione di corsi gratuiti per formare operatori specializzati nel monitoraggio del lupo e coadiutori nelle attività di gestione della specie.
La prima misura riguarda gli allevatori di ovicaprini che utilizzano cani da guardiania per proteggere le greggi, per i quali a giorni saranno messi a disposizione ulteriori 23.820 euro, che si aggiungono ai 55.000 euro già a bando a luglio. Il nuovo stanziamento rafforza quindi le risorse regionali destinate a questa forma di prevenzione.
“Il contributo è un aiuto concreto, ma dobbiamo essere consapevoli che mantenere questi cani comporta spese continue per alimentazione, cure veterinarie, addestramento e gestione – dichiara Bond -. Gli allevatori lo sanno bene: sono costi che si aggiungono a quelli ordinari dell'attività e che non possono essere sottovalutati. Con questo ulteriore stanziamento vogliamo dare un sostegno a chi investe nella protezione delle proprie greggi. La prevenzione è indispensabile, ma deve essere accompagnata da misure che aiutino davvero le aziende a sostenerne l'onere”.
La seconda iniziativa, elaborata in accordo con ISPRA, riguarda la programmazione di corsi gratuiti per l'abilitazione di operatori al monitoraggio e di coadiutori per la gestione del lupo. L'obiettivo è formare personale qualificato che possa affiancare le Polizie provinciali nelle attività sul territorio e negli eventuali interventi di dissuasione, nel rispetto delle competenze, delle procedure e delle disposizioni previste.
Il percorso formativo sarà realizzato dal personale regionale, senza costi aggiuntivi per i partecipanti. Le nuove figure potranno contribuire a rendere più capillare il monitoraggio e a rafforzare il supporto operativo alle Polizie provinciali, soprattutto nei contesti in cui vengono segnalati avvicinamenti agli abitati o comportamenti problematici.
“Accanto alle misure di prevenzione, dobbiamo affrontare il tema dei lupi che hanno perso la naturale diffidenza nei confronti dell'uomo e si avvicinano con sempre maggiore frequenza alle attività umane. Le segnalazioni che arrivano dal territorio, in particolare dal Bellunese, richiedono attenzione e capacità di risposta. Servono personale preparato, coordinamento tra gli enti e procedure chiare per valutare ogni situazione e intervenire quando ci sono le condizioni. La formazione gratuita ci permette di valorizzare le professionalità pubbliche e di rafforzare le attività senza introdurre nuovi oneri per i partecipanti”, sottolinea l'assessore.
Un riferimento è anche l'esperienza maturata sul Monte Grappa nell'agosto 2021, nell'ambito di un progetto sperimentale di dissuasione che coinvolse un esemplare maschio di lupo dotato di radiocollare, denominato Sirio. L'intervento, effettuato con proiettili di gomma, fu seguito da una modifica degli spostamenti dell'animale. Un'esperienza che ha contribuito ad approfondire le possibilità di intervento sul comportamento dei lupi e che può rappresentare un elemento di valutazione, insieme ai risultati di altre sperimentazioni e alle specificità dei singoli contesti.
“Non esistono soluzioni semplici a un problema complesso, ma non possiamo nemmeno limitarci a registrare gli episodi e lasciare gli allevatori soli a gestirne le conseguenze. Dobbiamo investire nella prevenzione e mettere le strutture competenti nelle condizioni di agire con tempestività, nel rispetto delle regole. L'obiettivo è rafforzare la capacità di monitoraggio e di intervento, con un coordinamento preciso sul territorio e particolare attenzione agli esemplari che manifestano comportamenti problematici”, conclude Bond.
(FAUNA SELVATICA - AGRICOLTURA)
Data ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2026