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Punto nascite di Adria. Gerosa, “Provincia di Rovigo avrà finalmente la terapia intensiva neonatale e ospedale di Adria sarà potenziato”

19 ottobre 2026

Comunicato n° 1838

(AVN) – Venezia, 19 ottobre 2026

“La salute delle mamme e dei bambini rappresenta una priorità assoluta per la Regione del Veneto. Per questo doteremo la provincia di Rovigo di un posto di terapia intensiva neonatale, di cui i Polesine è attualmente sprovvisto. Questa iniziativa, insieme ad altre, costituisce un passo avanti concreto per rafforzare la qualità e la sicurezza dell'assistenza sanitaria di questo territorio. L’ospedale di Adria, d’altra parte, è un riferimento storico per una comunità che vive una realtà territoriale complessa. Anche per questo, per quanto è di nostra competenza riguardo alle schede ospedaliere, stiamo lavorando per un potenziamento dei servizi della struttura sanitaria polesana”.

Lo dichiara l’assessore regionale alla Sanità e alla Programmazione sanitaria, Gino Gerosa.

“La riorganizzazione dei Punti nascita, in corso in tutto il Paese, risponde a criteri di sicurezza definiti a livello nazionale. Il decreto ministeriale del 2015, adottato dall'allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin, individua nella soglia minima di 500 parti all’anno uno dei requisiti di riferimento per il mantenimento dell’attività. Come noto, questo obiettivo non è stato raggiunto dal reparto di Adria. La Regione del Veneto ha chiesto a Roma un’ulteriore deroga, che tuttavia non è stata concessa, né per Adria né per altre realtà che si trovano in condizioni analoghe”, spiega Gerosa.

“Questo, però, non significa rinunciare a investire nella sanità del territorio. Al contrario, vogliamo trasformare una riorganizzazione dettata da criteri nazionali in un’occasione per rafforzare i servizi e garantire condizioni di assistenza sempre migliori alle donne e ai neonati. La nostra azione si concentrerà su due direttrici fondamentali: la prossimità delle cure e il potenziamento della sicurezza clinica”.

“Sul primo fronte – prosegue l’assessore – intendiamo rafforzare l’assistenza territoriale, con particolare attenzione alle esigenze delle future mamme. In vista della prevista chiusura del Punto nascite di Adria, potenzieremo il sistema delle visite domiciliari per le donne in gravidanza e attiveremo un servizio dedicato di trasporto e accompagnamento verso le strutture ospedaliere. L’obiettivo è garantire continuità assistenziale, vicinanza e risposte concrete alle necessità delle famiglie, soprattutto in un territorio che presenta particolari criticità legate alla mobilità e ai collegamenti. In questo quadro, un ruolo fondamentale è svolto anche dai servizi STEN (Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale) e STAM (Servizio di Trasporto Assistito Materno), che consentono di trasferire in condizioni di sicurezza, con personale e mezzi specializzati, i neonati e le donne in gravidanza che necessitano di assistenza presso centri ospedalieri dotati di competenze e tecnologie adeguate. Una rete essenziale per garantire tempestività e appropriatezza delle cure, anche nei territori più distanti dai centri di riferimento”.

“Il secondo intervento riguarda il potenziamento dell’assistenza verso i bambini, attraverso l’attivazione di un posto di terapia intensiva neonatale presso l’ospedale di Rovigo. Si tratta di un investimento significativo, che consentirà di salvare vite e di rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario provinciale nei confronti dei neonati che necessitano di maggiore intensità assistenziale”.

“Comprendiamo le preoccupazioni che la riorganizzazione dei Punti nascita ha suscitato nella comunità adriese e in tutto il Polesine. Il dibattito pubblico e la raccolta di firme promossa sul web testimoniano l’attenzione e il forte legame dei cittadini con i propri servizi sanitari. È una partecipazione che merita rispetto e ascolto, tanto più in un territorio caratterizzato da difficoltà di collegamento che siamo determinati ad affrontare, a partire proprio dall’accessibilità alle cure. Per questo porteremo le firme raccolte e la voce dei polesani all’attenzione del Ministero”, sottolinea Gerosa.

“La sicurezza non può essere oggetto di compromessi, ma deve sempre accompagnarsi al diritto dei cittadini di ricevere cure accessibili e di qualità. Il nostro impegno è lavorare su entrambi questi fronti, senza lasciare sole le famiglie venete. Questo, ben sapendo che la sanità di prossimità non si misura soltanto dalla presenza di un reparto, ma dalla capacità di costruire attorno alle persone una rete di servizi efficiente, sicura e realmente vicina ai loro bisogni. È questa la direzione nella quale continueremo a investire”, conclude l’assessore.

(SANITA’)

 




Data ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2026