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Rifiuti abbandonati a Fossalta di Piave (VE), definite le modalità di intervento con il sostegno regionale di 2 milioni di euro. Venturini: “Le risorse pubbliche anticipate dovranno essere recuperate dai responsabili”

27 ottobre 2026

Comunicato n° 1891

(AVN) Venezia, 27 ottobre 2026

 

Un passaggio operativo per affrontare il deposito abusivo di rifiuti nel capannone di via delle Industrie a Fossalta di Piave (VE). La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore all’Ambiente Elisa Venturini, ha approvato lo schema di disciplinare con il Comune che definisce gli impegni, le modalità di realizzazione dell’intervento e l’erogazione del contributo regionale di 2 milioni di euro, già assegnato attraverso i fondi della Legge speciale per Venezia.

Nell’immobile, sottoposto a sequestro penale dal novembre 2018, è stata stimata la presenza di circa 5–6 mila tonnellate di rifiuti industriali e assimilabili agli urbani, mescolati e conservati in condizioni precarie. Le ordinanze comunali di messa in sicurezza e rimozione sono rimaste inottemperate e il percorso avviato dai privati non ha portato alla soluzione del problema.

“Il Comune deve poter intervenire per rimuovere i rifiuti e affrontare una situazione di degrado che si trascina da anni – dichiara Venturini –. Con questo provvedimento definiamo le condizioni operative per utilizzare il finanziamento regionale e procedere con la progettazione e gli affidamenti. È un impegno concreto a tutela del territorio e della comunità di Fossalta di Piave”.

Il Comune sarà il soggetto attuatore dell’intervento e seguirà la caratterizzazione dei rifiuti, la rimozione, il trasporto e il conferimento agli impianti autorizzati, oltre alle verifiche ambientali necessarie. La Regione manterrà le funzioni di sorveglianza e controllo sull’attuazione.

Il disciplinare prevede inoltre l’obbligo per l’amministrazione comunale di promuovere le azioni necessarie a recuperare dai soggetti responsabili le somme anticipate. Le risorse eventualmente recuperate serviranno a ristorare le spese sostenute dalla Regione e dal Comune.

“L’intervento pubblico serve a dare una risposta quando i soggetti obbligati non provvedono – conclude l’assessore –. A questo deve accompagnarsi l’azione per recuperare le spese: la tutela dell’ambiente richiede che ciascuno risponda delle proprie responsabilità”.

 

(AMBIENTE-PROTEZIONE CIVILE)




Data ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2026