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Grandi dighe, digitalizzate le mappe delle aree potenzialmente allagabili. Venturini: “Per tutti i 18 sbarramenti un piano che collega gli scenari alle azioni di emergenza”

07 ottobre 2026

Comunicato n° 1770

(AVN) Venezia, 7 ottobre 2026

 

La Giunta regionale del Veneto ha adottato le proposte dei Piani di emergenza relativi alle 18 grandi dighe presenti nel territorio regionale, avviando il percorso di consultazione pubblica previsto dalla normativa. I documenti costituiscono parte integrante della pianificazione regionale di Protezione civile e definiscono le procedure per l’allertamento, la salvaguardia, il soccorso e l’assistenza alla popolazione nei territori potenzialmente interessati.

“Per tutte le 18 grandi dighe del Veneto abbiamo costruito una pianificazione che collega gli scenari alle azioni da mettere in campo – dichiara Elisa Venturini, assessore regionale alla Protezione civile –. Sapere quali aree potrebbero essere coinvolte, come attivare gli enti e dove organizzare l’assistenza permette di preparare una risposta coordinata. È questo il compito della prevenzione: definire in anticipo responsabilità e procedure”.

Il lavoro ha compreso la digitalizzazione delle mappe delle aree potenzialmente allagabili, ricavate dagli studi dei gestori degli impianti. Queste informazioni sono state integrate con i documenti di Protezione civile delle singole dighe e con i piani dei Comuni interessati.

La pianificazione considera due differenti scenari: la propagazione di un’onda di piena conseguente alle manovre degli organi di scarico e l’ipotetico collasso dello sbarramento. Si tratta di scenari utilizzati per organizzare la risposta di Protezione civile e non della segnalazione di un pericolo in atto.

Le dighe interessate sono 17 in provincia di Belluno e una in provincia di Vicenza, la diga di Leda a Piovene Rocchette. La pianificazione coinvolge anche i territori a valle potenzialmente interessati, con il raccordo tra Prefetture, enti locali, strutture regionali, Vigili del Fuoco, gestori e altri soggetti del sistema di Protezione civile.

I piani comprendono un modello generale di intervento, una scheda specifica per ciascuna diga e una scheda di gestione dell’emergenza, con l’individuazione degli elementi esposti, dei Centri operativi comunali e delle aree di emergenza. La Commissione integrata della Protezione civile regionale ha espresso parere favorevole all’unanimità.

Dalla pubblicazione della deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione decorreranno 30 giorni per la consultazione e la presentazione delle osservazioni. Le linee guida e le schede di gestione dell’emergenza saranno consultabili nella sezione Protezione civile del sito regionale. Le schede contenenti informazioni sensibili sulla sicurezza delle infrastrutture resteranno escluse dalla pubblicazione.

“La partecipazione dei cittadini e delle comunità locali è parte di questo percorso – sottolinea Elisa Venturini –. La conoscenza del territorio può contribuire a migliorare la pianificazione, mentre la condivisione delle informazioni aiuta a rendere più efficace la preparazione delle comunità”.

Conclusa la consultazione e valutate le osservazioni, la Giunta procederà all’adozione definitiva della proposta, che sarà sottoposta al Consiglio regionale per l’approvazione, sentito il Consiglio delle Autonomie locali.

 

(AMBIENTE-PROTEZIONE CIVILE)




Data ultimo aggiornamento: 07 ottobre 2026