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Proteste studentesche. Assessore Mantovan, “No a violenza e strumentalizzazioni. Importante sforzo della Regione per studenti e diritto allo studio”
17 ottobre 2026
Comunicato n° 1835
(AVN) – Venezia, 17 ottobre 2026
“Il diritto di manifestare, protestare ed esprimere il proprio dissenso è un principio fondamentale della nostra democrazia e deve essere sempre tutelato. Ma esiste un confine invalicabile tra la legittima protesta e la violenza. Quanto accaduto in diverse città italiane, anche in Veneto, impone una riflessione seria. Quando si arriva a inneggiare alla violenza, a evocare l’utilizzo di armi da fuoco o ad auspicare assalti ai negozi, come sarebbe emerso da alcune chat riconducibili agli ambienti delle mobilitazioni, non siamo più di fronte a una protesta studentesca, ma a comportamenti di natura delinquenziale. Chi promuove simili azioni non rappresenta gli studenti, ma ne danneggia l’immagine e delegittima le loro legittime rivendicazioni”.
Lo dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Valeria Mantovan, intervenendo sulle proteste studentesche che hanno interessato numerose città italiane.
“Conosco bene le difficoltà che tanti giovani incontrano nel proprio percorso formativo, anche per esperienza personale- prosegue Mantovan-. Durante l’università ero una studentessa pendolare e ho dovuto svolgere due lavori per potermi pagare gli studi. So quindi cosa significhi affrontare sacrifici economici e personali per costruirsi un futuro. Proprio per questo considero il diritto allo studio una priorità assoluta. Ma nessuna difficoltà, per quanto reale, può giustificare violenze, prevaricazioni o strumentalizzazioni. Siamo consapevoli che vi siano ancora criticità e che il costo degli studi, degli alloggi e dei trasporti rappresenti un problema reale per molte famiglie. Ma stiamo lavorando con determinazione e continueremo ad intervenire, nei limiti delle nostre competenze e delle risorse disponibili, confrontandoci con chi porta proposte serie e costruttive”.
Il riferimento è, sul fronte della mobilità, al lavoro avviato su impulso del presidente Alberto Stefani per arrivare a un sistema di biglietto unico, capace di semplificare gli spostamenti dei giovani e rendere più accessibili i collegamenti tra i territori, gli istituti scolastici e le sedi universitarie. A ciò si aggiunge il tema delle borse di studio: anche per l’anno accademico 2026-2027, grazie a uno sforzo congiunto tra Regione Veneto, Governo, fondi europei e università, sarà garantita la copertura di tutte le borse di studio agli aventi diritto, per un valore complessivo di circa 100 milioni di euro. Un altro capitolo fondamentale riguarda la residenzialità degli studenti, l’offerta di un alloggio a prezzo calmierato a coloro che seppur meritevoli sono privi dei mezzi.
“Oggi – dice ancora l’assessore Mantovan- gli ESU del Veneto gestiscono complessivamente 3.855 posti letto, di cui 2.102 a Padova, 853 a Venezia e 900 a Verona. A questi si aggiungono 985 ulteriori posti programmati, che porteranno la disponibilità complessiva a 4.840 posti letto. Gli interventi previsti riguardano in particolare Padova, con 257 nuovi posti entro il 2028, e Venezia, con 728 posti entro il 2029. Numeri che testimoniano un impegno strutturale per ampliare l’offerta abitativa e rispondere alle necessità degli studenti fuori sede. Stiamo inoltre lavorando per individuare ulteriori soluzioni nel territorio veneziano, valutando la possibilità di recuperare e destinare alla residenzialità studentesca un immobile già appartenente al patrimonio dell’ULSS 3 Serenissima. Su questa prospettiva è già stata presentata un’informativa alla Giunta regionale, a dimostrazione della volontà di individuare nuove opportunità e valorizzare il patrimonio pubblico. Non dimentichiamo, inoltre, che ogni anno la Regione destina almeno 10 milioni di euro al funzionamento degli ESU, enti fondamentali per assicurare servizi abitativi, ristorazione e sostegno agli studenti meritevoli privi di adeguati mezzi economici. Sono investimenti che hanno una finalità precisa: fare in modo che le condizioni economiche di partenza non compromettano le opportunità formative dei nostri giovani”.
In conclusione, l’assessore regionale all’Istruzione sottolinea che “Le difficoltà degli studenti sono questioni serie, che non possono essere utilizzate come terreno di scontro ideologico. Ritengo particolarmente grave che le proteste possano diventare occasione di strumentalizzazione da parte di organizzazioni che si presentano come espressione spontanea della società civile, ma che hanno un evidente orientamento politico. Penso anche alle notizie relative al sostegno economico che un’organizzazione sindacale, dal chiaro orientamento politico, avrebbe assicurato ad alcune mobilitazioni studentesche: circostanze sulle quali è doveroso fare chiarezza, distinguendo il legittimo sostegno sindacale da eventuali tentativi di condizionamento politico. Gli studenti devono poter manifestare liberamente le proprie istanze, senza diventare strumenti nelle mani di altri".
“Vorrei infine ricordare un principio che troppo spesso viene dimenticato: le risorse investite dalla Regione non sono soldi della politica, né di chi temporaneamente amministra le istituzioni. Sono i soldi di tutti i veneti. Risorse pubbliche che abbiamo il dovere di gestire con responsabilità, equilibrio e attenzione, trasformandole in opportunità concrete per le nuove generazioni. Ma sia chiaro: ascoltare le ragioni di una protesta non significa tollerare la violenza, così come difendere il diritto allo studio non significa accettarne qualsiasi strumentalizzazione”.
(ISTRUZIONE)
Data ultimo aggiornamento: 17 ottobre 2026