Dettaglio contenuto Dettaglio contenuto

Cinque milioni per la sicurezza idrogeologica del Ru Secco a San Vito di Cadore. Assessore Bond: “Investiamo perché opere nate dopo il 1966 siano ancora capaci di proteggere l’abitato”

08 ottobre 2026

Comunicato n° 1783

(AVN) – Venezia, 8 ottobre 2026

 

Oltre 5 milioni di euro complessivi per la sicurezza del bacino del Ru Secco a San Vito di Cadore, di cui 4.444.473,46 euro finanziati nell’ambito del post Vaia e del Piano triennale dei lavori pubblici, cui si aggiungono 551.000 euro destinati agli interventi di manutenzione straordinaria delle opere idraulico-forestali esistenti.

L’assessore alle Foreste e alla Montagna Dario Bond, accompagnato dal consigliere provinciale Alberto Peterle, dal sindaco Franco De Bon e dai tecnici regionali, ha visitato oggi a San Vito di Cadore i cantieri sul Ru Secco, il cui bacino si sviluppa in una conca detritica compresa tra Punta Taiola, Cima Bel Prà, Cime Scotter e Monte Antelao, con un'estensione di circa 8,726 chilometri quadrati.

Il bacino è caratterizzato da forti pendenze e da una significativa capacità di trasporto solido, elementi che rendono particolarmente importante la presenza e l'efficienza delle opere di regimazione e contenimento.

 

“Il Ru Secco è un esempio molto concreto di cosa voglia dire fare prevenzione in montagna – ha sottolineato Bond –. Qui le opere non sono nate ieri: alcune hanno più di mezzo secolo e hanno accompagnato la storia di quest’area. Oggi è necessario adeguarle perché continuino a svolgere la loro funzione. Dopo Vaia abbiamo investito oltre 4,4 milioni di euro; ora altri 551 mila euro servono a intervenire sulle opere più datate e sulle criticità emerse nel tempo. E’ una manutenzione che garantisce sicurezza per l’abitato e per chi vive ai piedi di questo bacino”.


La sistemazione del Ru Secco ha una storia lunga. Dopo l'alluvione del 1966 furono realizzati importanti interventi di stabilizzazione del corso d'acqua; le opere nella zona prossima all'abitato sono poi proseguite negli anni, anche a seguito della colata detritica del 5 agosto 2015. Dopo Vaia, nell’ottobre 2018, i Servizi Forestali regionali di Belluno hanno approfondito le caratteristiche idrogeomorfologiche e idrauliche del bacino insieme all’Università degli Studi di Padova, arrivando attraverso modellazioni bidimensionali a definire il comportamento reologico e idraulico del sistema, il livello di pericolosità e le priorità di intervento a tutela dell’abitato e della viabilità di San Vito.

 

Da questo lavoro è derivata una programmazione articolata degli interventi. Con le ordinanze di Protezione Civile legate all'evento Vaia e con il Piano triennale dei lavori pubblici sono stati finanziati tre interventi principali, per un totale di 4.444.473,46 euro: 1.527.000 euro per la realizzazione di due briglie frangicolata e del relativo bacino di invaso, oltre alla strada di accesso nei pressi della confluenza tra il Ru Salvela ed il Ru Secco; 2.298.251,18 euro per la realizzazione di una briglia selettiva in calcestruzzo armato con filtro modulabile e del nuovo “Canale della Seggiovia” lungo 75 ml. con una sezione larga 10 m ed alta 9.00; infine 619.222,28 euro per le opere preliminare all’adeguamento della sezione idraulica in corrispondenza dell’attraversamento della SS51 Alemagna.

Interventi successivi sono poi andati a completare e mantenere efficiente questo sistema di opere, costruito in diverse epoche e progressivamente adeguato sulla base degli eventi verificatisi nel bacino.

 

A questi lavori si aggiungono 551.000 euro per cinque interventi di manutenzione straordinaria di opere esistenti, alcune delle quali risalenti agli anni Sessanta e Settanta e alla metà degli anni Ottanta, sulle quali si è intervenuti con consolidamenti statici, adeguamenti idraulici e opere di ripristino.

La manutenzione si è resa necessaria anche alla luce degli eventi più recenti: una delle briglie esistenti è stata infatti interessata da un intervento di ripristino dopo l'evento del novembre 2024.

 

“Qui non stiamo parlando soltanto di costruire nuove opere – aggiunge Bond –. Stiamo prendendo in carico opere che hanno decenni di vita, verificando come hanno risposto agli eventi, intervenendo sulle strutture che presentano criticità e migliorandone la capacità idraulica. E’ questa la manutenzione della montagna che spesso si vede poco, ma che è fondamentale e che fa la differenza quando il sistema viene messo alla prova”.

I lavori sono stati progettati dai Servizi Forestali di Belluno e realizzati con il personale di Veneto Agricoltura. Gli interventi hanno compreso anche opere di sistemazione ambientale e di ripristino dei versanti interessati dai cantieri.

 

“Il dato economico complessivo è importante – conclude Bond –: oltre 4,4 milioni di euro per cantieri programmati dopo Vaia e altri 551 mila euro per mantenere e adeguare le opere esistenti, senza aspettare che sia l'emergenza a dirci dove intervenire”.

 

>>> A questo link foto e materiali:

https://drive.google.com/drive/folders/169Ab8gNbrIGoWh9HhsgcsmAHB4E1ejen?usp=sharing <<<

 

(MONTAGNA)




Data ultimo aggiornamento: 08 ottobre 2026