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Bacino di laminazione sull’Astico. Venturini: “Un’opera strategica per la sicurezza idraulica”
07 ottobre 2026
Comunicato n° 1772
(AVN) Venezia, 7 ottobre 2026
“Un’opera strategica per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un territorio molto più ampio, fino a Padova. Il bacino di laminazione sull’Astico è uno degli interventi attraverso i quali la Regione del Veneto sta rafforzando la capacità del territorio di affrontare eventi meteorologici sempre più intensi. Prevenire significa intervenire prima che l’emergenza si verifichi, realizzando infrastrutture in grado di proteggere le persone, le abitazioni e le attività economiche”.
Lo ha dichiarato Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente, Clima, Parchi e Protezione Civile, intervenendo oggi a Breganze all’inaugurazione e alla visita del cantiere per la realizzazione del bacino di laminazione sul torrente Astico, nei comuni di Breganze e Sandrigo.
L’intervento, dal valore complessivo di oltre 60 milioni di euro, prevede la realizzazione di un invaso con una capacità di circa 5 milioni di metri cubi d’acqua, destinato alla laminazione delle piene dell’Astico e alla conseguente riduzione del rischio idraulico per numerosi comuni del Vicentino e, più a valle, per la città di Padova.
Una delle caratteristiche principali del progetto è il recupero delle cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini. Tra le opere previste figurano la risistemazione del piano campagna delle aree di cava, la realizzazione di arginature e di manufatti idraulici regolabili e lavori di scavo e movimentazione terra per circa 2 milioni di metri cubi.
“I bacini di laminazione – sottolinea Venturini – hanno una funzione fondamentale: durante gli eventi di piena consentono di trattenere temporaneamente una parte delle acque, riducendo la portata che prosegue verso valle. Significa, in sostanza, restituire spazio al fiume quando ne ha maggiormente bisogno e diminuire la pressione sui territori urbanizzati. È una strategia sulla quale il Veneto ha investito e continua a investire con convinzione”.
L’intervento sull’Astico assume inoltre una particolare valenza ambientale perché utilizza aree già profondamente trasformate dall’attività estrattiva.
“Qui c’è un elemento che considero particolarmente significativo – aggiunge l’assessore –. Non consumiamo nuovo territorio, ma recuperiamo aree estrattive dismesse e le trasformiamo in una grande infrastruttura al servizio della sicurezza delle nostre comunità. Una criticità del passato diventa così un’opportunità per il futuro, mettendo insieme difesa idraulica e riqualificazione ambientale”.
“Gli eventi degli ultimi anni – afferma Venturini – ci hanno insegnato che sulla sicurezza idraulica non possiamo limitarci a intervenire durante le emergenze. La vera sfida è la prevenzione. Servono programmazione, risorse e opere strutturali capaci di aumentare la resilienza dei nostri territori. Il bacino dell’Astico va esattamente in questa direzione: è un investimento importante che guarda alla sicurezza del Veneto dei prossimi decenni”.
“Investire nella capacità del territorio di governare il rischio idraulico – evidenzia inoltre Marco Zecchinato, assessore regionale alla Pianificazione strategica e infrastrutturale, governance del servizio idrico integrato e della risorsa idrica - significa prevenire le emergenze, aumentare la resilienza e programmare oggi le infrastrutture di cui il Veneto avrà bisogno domani. Con una capacità di invaso di 4,8 milioni di metri cubi, il bacino di laminazione sull’Astico rappresenta un’opera strategica per la sicurezza idraulica di un ampio territorio del Vicentino e per le aree a valle, fino a Padova. La sua strategicità sta anche nel modello di intervento: aree estrattive dismesse vengono recuperate e trasformate in una infrastruttura al servizio della sicurezza idraulica. È una visione che integra pianificazione, opere infrastrutturali e governo della risorsa idrica, con un investimento di oltre 60,8 milioni di euro per i primi due stralci, sostenuto anche da risorse europee, e una programmazione dei lavori fino a maggio 2029. È così che costruiamo un Veneto più resiliente: con una pianificazione capace di guardare oltre l’emergenza e di anticipare i bisogni del territorio, attraverso infrastrutture pensate per durare e per rafforzare la sicurezza delle nostre comunità”.
>>> A questo link è disponibile del materiale multimediale: https://drive.google.com/drive/folders/1cbCMULAFL47RzfdOgpdt1ggRAWQuGj1A?usp=drive_link
(AMBIENTE-PROTEZIONE CIVILE-INFRASTRUTTURE)
Data ultimo aggiornamento: 07 ottobre 2026