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Meteo, assessore Venturini: “Estate 2026 eccezionale, in Veneto il caldo supera anche il 2003. Adattamento e prevenzione sono la sfida dei prossimi anni”

05 settembre 2026

Comunicato n° 1551

(AVN) – Venezia, 5 settembre 2026

 

L’estate 2026 entra nella storia climatica del Veneto. Il trimestre giugno-luglio-agosto è stato caratterizzato da temperature eccezionalmente elevate, tre grandi ondate di calore, lunghissimi periodi di disagio da caldo e umidità e precipitazioni complessivamente inferiori alla norma. Le prime analisi sull’intera stagione indicano che la temperatura media dell’estate 2026 potrebbe aver superato, seppure di poco, persino quella dell’estate 2003, rimasta per oltre vent’anni il principale termine di paragone per il caldo eccezionale nella regione.

 

«Quella che abbiamo appena vissuto è stata un’estate eccezionale. Il dato che più colpisce non è il singolo record, ma la continuità del caldo per tutti e tre i mesi estivi. Il confronto con il 2003 ci dà immediatamente la dimensione di quello che è accaduto: un’estate che per oltre vent’anni abbiamo considerato fuori scala oggi rischia di essere stata superata», dichiara Elisa Venturini, assessore regionale all’Ambiente.

 

A rendere straordinaria la stagione è stata infatti la successione delle anomalie. Giugno ha aperto l’estate con temperature medie regionali di 3,1 °C superiori alla norma 1991-2020, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. L’ultima decade è stata particolarmente eccezionale, con temperature massime superiori di 6,7 °C alla norma. Le precipitazioni sono risultate invece inferiori del 15% alla media regionale e in pianura il deficit ha raggiunto il 34%.

 

Il caldo non ha mollato la presa neppure a luglio, risultato il quarto più caldo della serie storica, con una temperatura media superiore di 2,1 °C alla norma. In pianura si sono registrate mediamente 15 notti tropicali e ben 24 giornate con temperature massime superiori ai 30 °C. Anche le precipitazioni sono rimaste sotto la media, con un deficit regionale del 9%.

 

Infine agosto, secondo più caldo mai registrato in Veneto e vicinissimo al primato dell’agosto 2003: la temperatura media regionale è stata 3,2 °C sopra la norma, con anomalie di +3,1 °C per le minime e +3 °C per le massime.

 

«Giugno, luglio e agosto raccontano tutti la stessa storia. Abbiamo avuto temperature molto superiori alla norma praticamente per tutta l’estate, con pause relativamente brevi tra un’ondata di calore e l’altra. È soprattutto questa persistenza a rendere il 2026 eccezionale: non qualche giornata particolarmente calda, ma settimane nelle quali il territorio e le persone sono rimasti sottoposti a uno stress termico continuo», sottolinea Venturini.

 

Uno dei dati più significativi riguarda proprio il disagio fisico provocato dalla combinazione tra caldo e umidità. L’estate 2026 ha fatto registrare le due più lunghe e intense ondate di questo tipo mai rilevate in Veneto: una a giugno e una tra la fine di luglio e la prima metà di agosto. Quest’ultima si è protratta per 18 giorni consecutivi, dal 27 luglio al 13 agosto, con valori dell’indice Humidex superiori ai 50 °C in diverse località e un massimo di 53,7 °C a Roverchiara.

 

Emblematico anche quanto accaduto durante le ore notturne. Ad agosto in pianura si sono contate mediamente 18 notti tropicali, cioè con temperature minime mai inferiori ai 20 °C: tredici in più rispetto alla norma 1991-2020 e un numero sei volte superiore rispetto alla media degli anni Novanta. A Chioggia e Pila-Porto Peschereccio le notti tropicali sono state 30 su 31.

 

L’altra caratteristica dell’estate è stata la scarsità e soprattutto l’irregolarità delle precipitazioni: il deficit regionale è stato del 15% a giugno, del 9% a luglio e del 12% ad agosto. Periodi prolungati senza precipitazioni significative sono stati intervallati da episodi temporaleschi localmente molto violenti, con grandine, piogge concentrate e fortissime raffiche di vento. Il 28 agosto, in particolare, sono state registrate raffiche superiori ai 100 km/h in alcune località della pianura.

 

«È forse questa la fotografia più significativa dell’estate che abbiamo vissuto: caldo molto intenso e persistente, lunghi periodi asciutti e poi fenomeni meteorologici capaci di manifestarsi con grande violenza in pochissimo tempo. Sono condizioni che hanno conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sull’agricoltura, sulle nostre città, sugli ecosistemi e sulla sicurezza del territorio. Dobbiamo quindi aumentare la nostra capacità di adattamento e prevenzione».

 

Gli effetti delle temperature eccezionali sono particolarmente evidenti anche in montagna. Durante agosto è proseguita la fusione dei ghiacciai e dei rock glaciers insieme al degrado del permafrost. Nel sito di riferimento del Piz Boè, a 2.900 metri, alla fine del mese non risultava più terreno gelato.

 

1551-2026 (AMBIENTE)




Data ultimo aggiornamento: 05 settembre 2026