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Distretto unico della manifattura del Nord, assessore Bitonci: “Sistema produttivo grande e forte per incidere sulle scelte a favore delle imprese. Partiamo da mappatura condivisa di comparti, filiere, reti e centri di ricerca”
04 settembre 2026
Comunicato n° 1540
(AVN) – Venezia, 3 settembre 2026
“Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre la semplice somma di cinque Regioni del Nord e costruire un unico grande ecosistema produttivo. Il Nord rappresenta oltre la metà del Pil italiano e concentra una parte straordinaria della manifattura, delle imprese, della ricerca e dell’innovazione del Paese. Se vogliamo competere in Europa e nel mondo, dobbiamo ragionare con una dimensione adeguata alla sfida”.
L’assessore veneto allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci rilancia la proposta, accolta dalla Cabina di Regia delle Regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Emilia, Piemonte e Liguria) e Confindustria riunita ieri a Torino, di un vero e proprio Distretto industriale del Nord, capace di mettere in rete Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria e di presentarsi come un unico grande sistema produttivo, tecnologico e dell’innovazione.
Per Bitonci, la nuova questione settentrionale è soprattutto una questione di competitività: energia, infrastrutture, capitale umano, innovazione, attrazione degli investimenti e tempi della burocrazia sono oggi fattori decisivi per la crescita delle imprese.
“La Cabina di regia del Nord non deve essere soltanto un coordinamento politico – sottolinea l’assessore -. Deve diventare una piattaforma concreta per rafforzare il sistema produttivo. Dobbiamo lavorare insieme sui provvedimenti e sulle iniziative che possono aiutare le imprese a investire, crescere e competere: dalla semplificazione agli incentivi, dall’energia alle competenze, fino all’attrazione degli investimenti internazionali”.
Tra le priorità indicate da Bitonci c’è la possibilità di presentare il Nord come un’unica grande piattaforma economica agli investitori internazionali, valorizzando filiere, distretti, università, porti, interporti e poli tecnologici. “Un investitore non ragiona secondo i nostri confini amministrativi: guarda infrastrutture, energia, competenze, logistica e tempi autorizzativi. Perché allora non offrirgli una grande vetrina unica del Nord, con un catalogo condiviso delle opportunità industriali e un sistema coordinato di accompagnamento agli investimenti?”.
Il primo passo, secondo l’assessore veneto, deve essere una mappatura condivisa: “Per fare questo salto di qualità dobbiamo innanzitutto sapere esattamente che cosa abbiamo. Si parta quindi da una mappatura comune di distretti, filiere, cluster, reti innovative, università e centri di ricerca delle cinque Regioni. Dobbiamo capire dove sono le nostre competenze, quali filiere possono essere integrate e quali settori possono diventare strategici su una scala sovraregionale. Il Veneto sta già lavorando a questa mappatura attraverso il sistema camerale e le sue società partecipate, concentrandosi in particolare su comparti come microelettronica e semiconduttori, aerospazio, blue economy, biotecnologie, biomedicale, energia, nuove tecnologie e agroindustria. Mettere questi dati a fattor comune ci consentirebbe di capire dove il Nord può costruire vere filiere interregionali e dove possiamo attrarre nuovi investimenti”.
Altro tema centrale è l’energia. “Cinque Regioni che rappresentano più della metà del Pil nazionale e una parte enorme dell’industria italiana possono fare massa critica e avere una forza negoziale diversa. Possiamo accelerare ciò che è di nostra competenza e, insieme, chiedere al Governo interventi concreti per ridurre il differenziale del costo dell’energia che oggi penalizza le nostre imprese”.
Sul tavolo anche competenze e capitale umano, attraverso un maggiore coordinamento tra imprese, ITS, università e formazione, e la semplificazione delle procedure. “Le imprese chiedono risorse, ma soprattutto tempi certi e meno burocrazia. Il Veneto è pronto a mettere a disposizione l’esperienza della ZLS e a proporre un modello di autorizzazioni più rapide e omogenee per gli investimenti produttivi”.
“Il nostro obiettivo deve essere incidere concretamente sulle scelte del Governo e dell’Europa e costruire condizioni migliori per chi investe, produce e crea lavoro. Non cinque sistemi che collaborano, ma un grande sistema industriale del Nord capace di competere alla pari con le grandi piattaforme produttive europee al di fuori dei confini regionali”, conclude Bitonci.
(ECONOMIA)
Data ultimo aggiornamento: 04 settembre 2026