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La Violenza Invisibile alla Mostra del Cinema: Wall of Dolls e le testimonianze di Jo Squillo. Mantovan: “La violenza sulle donne non è un problema delle donne: è un problema di tutta la società. E la cultura è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per cambiarlo”

03 settembre 2026

Comunicato n° 1533

(AVN) – Venezia, 3 settembre 2026

 

“La violenza spesso comincia molto prima di quello che vediamo: comincia con una parola che umilia, con il controllo, con l’isolamento, con la paura. Comincia quando una donna viene portata a pensare di non essere abbastanza, o di non poter immaginare una vita diversa. È questa la violenza invisibile, quella più pericolosa perché difficile da riconoscere anche per chi la vive. Ecco perché la prevenzione e la consapevolezza contano quanto la protezione: dobbiamo essere capaci di vedere i segnali prima che sia troppo tardi”. ha dichiarato Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura e alle Pari Opportunità, alla Formazione e Istruzione.

Si è tenuto questa mattina, nello Spazio Regione Veneto all’Hotel Excelsior del Lido, nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il panel “La Violenza Invisibile”, dedicato alla presentazione del progetto Wall of Dolls e alle testimonianze di donne che hanno vissuto la violenza e scelto di raccontarla. All’incontro hanno preso parte Jo Squillo, ideatrice e anima del progetto Wall of Dolls, Emanuela Carmini, Maria Antonietta Rositani e Moira Cucchi, che hanno raccontato le loro drammatiche esperienze e del percorso di ricostruzione della propria vita e quella dei propri cari.

Wall of Dolls è un progetto nato dall’intuizione di Jo Squillo per portare il tema del femminicidio e della violenza di genere nello spazio pubblico attraverso l’arte: installazioni di bambole appese — simbolo delle donne vittime di violenza — che hanno attraversato piazze e luoghi di cultura in tutta Italia, diventando un riferimento visivo immediato e riconoscibile della lotta alla violenza di genere. Un esempio concreto di come la cultura possa trasformarsi in strumento di sensibilizzazione e impegno civile.

L’assessore Mantovan ha voluto rivolgere un ringraziamento speciale a Jo Squillo per aver scelto di mettere da anni la propria voce e la propria visibilità al servizio di questa battaglia, ed Emanuela Carmini, Maria Antonietta Rositani e Moira Cucchi per il coraggio della loro testimonianza: “testimoniare — ha sottolineato l’Assessore — non significa soltanto raccontare una storia personale. Significa trasformare il proprio vissuto in uno strumento per aiutare qualcun altro a riconoscere la violenza, a chiedere aiuto e a capire che una via d’uscita esiste”.

“Dobbiamo costruire una società in cui una donna che trova il coraggio di chiedere aiuto non venga mai giudicata, ma venga ascoltata, creduta e accompagnata. Questo significa rafforzare i centri antiviolenza, i servizi territoriali, la scuola, la sanità. Ma significa anche fare un grande lavoro culturale ogni giorno. La Mostra del Cinema di Venezia è il luogo giusto per ricordarlo: le storie che raccontiamo e che mettiamo sugli schermi plasmano il modo in cui la nostra società guarda alle donne. Usarle per rompere il silenzio sulla violenza è un atto politico e civile insieme. Grazie a Jo Squillo, a Emanuela, Maria Antonietta e a Moira per averlo fatto con coraggio”, ha concluso l’assessore Mantovan.

 

Al seguente link è possibile scaricare le immagini dell’incontro:

https://drive.google.com/drive/folders/1t09Q2Mc0AbtgqcO_HNNaZXruVxJ5YZ0p?usp=drive_link

 

(CULTURA)




Data ultimo aggiornamento: 03 settembre 2026