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L’8 agosto Giornata Europea in memoria delle Vittime sul Lavoro. Vicepresidente Pavanetto, “La Memoria diventi impegno quotidiano per azzerare gli infortuni”
07 agosto 2026
Comunicato n° 1419
(AVN) – Venezia, 2026
L’8 agosto sarà ufficialmente la Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori. La decisione, annunciata dalla Commissione europea, accoglie la proposta avanzata dal Governo italiano e sostenuta da numerosi Stati membri e dal Parlamento europeo.
La data scelta coincide con l’anniversario della tragedia di Marcinelle, una delle pagine più drammatiche della storia del lavoro europeo, che ancora oggi rappresenta il simbolo del sacrificio dei lavoratori emigrati e richiama il dovere delle istituzioni di garantire condizioni di lavoro sempre più sicure e dignitose.
A settant’anni da quella tragedia, il tema della sicurezza sul lavoro resta di assoluta attualità. L’istituzione della Giornata europea rappresenta un importante riconoscimento del valore della memoria come strumento per rafforzare la cultura della prevenzione e della responsabilità collettiva, con un obiettivo chiaro: arrivare a un futuro senza più vittime sul lavoro.
“L’istituzione della Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro rappresenta un passaggio di grande valore civile e istituzionale – sottolinea il Vicepresidente e assessore al Lavoro, Lucas Pavanetto -. L’Europa sceglie di trasformare la memoria in un impegno concreto, perché ricordare chi ha perso la vita lavorando significa riaffermare un principio fondamentale: ogni persona deve poter svolgere il proprio lavoro nella certezza di tornare a casa dai propri cari. La tragedia di Marcinelle, che colpì profondamente anche numerose famiglie venete, ci ricorda quanto siano costati il lavoro e lo sviluppo del nostro Paese e quanto sia necessario continuare a investire sulla tutela delle persone. Quel sacrificio deve tradursi oggi in un impegno ancora più forte per la prevenzione, la formazione e la diffusione di un’autentica cultura della sicurezza”.
“Come Regione del Veneto riteniamo che la sicurezza non possa essere un semplice adempimento normativo o burocratico, ma debba essere un valore condiviso, parte integrante dell’organizzazione del lavoro e della responsabilità sociale delle imprese – aggiunge il Vicepresidente -. Servono controlli efficaci, formazione continua, accompagnamento alle aziende, contrasto al lavoro irregolare e una collaborazione sempre più forte tra istituzioni, lavoratori, imprese, parti sociali, enti di vigilanza e sistema scolastico. L’obiettivo delle morti zero sul lavoro non può rimanere uno slogan: deve diventare un traguardo concreto verso cui orientare politiche, risorse e comportamenti. Gli incidenti che ancora oggi interessano anche il nostro territorio ci ricordano che la sicurezza non è mai un risultato acquisito, ma un percorso che va costruito ogni giorno”.
La Regione del Veneto è impegnata su questo fronte attraverso il Piano Strategico 2025-2027 per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, l’attività di vigilanza, controllo, informazione e assistenza garantita dagli SPISAL e i programmi di prevenzione rivolti ai settori più esposti, a partire dall’edilizia e dall’agricoltura. Un’attenzione particolare è rivolta anche alle nuove generazioni, attraverso iniziative dedicate alla diffusione della cultura della sicurezza nelle scuole e nei percorsi formativi.
“Accanto alla prevenzione e ai controlli - conclude il vicepresidente Pavanetto - è fondamentale investire nella conoscenza e nella ricerca. In questa direzione si inserisce anche il sostegno della Regione a iniziative che coinvolgono il mondo universitario e i giovani, come il Premio ‘Miglior Tesi di Laurea Arsenale Welfare’, promosso da Veneto Welfare e INPS, con la partecipazione di INAIL. L’ingresso di INAIL tra i soggetti promotori amplia il focus del premio ai temi della salute, della sicurezza e del benessere nei luoghi di lavoro, promuovendo una visione integrata del welfare. La tutela della sicurezza non è infatti solo un obbligo, ma un investimento sul futuro delle imprese e della società: un fattore capace di generare valore sociale, economico e organizzativo, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con le politiche europee e nazionali in materia di lavoro e benessere.
(VICEPRESIDENTE/LAVORO)
Data ultimo aggiornamento: 07 agosto 2026