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Dissesto idrogeologico: via libera ai criteri per l’utilizzo dei 5 milioni regionali. Venturini: "Regole chiare e tempi certi per i Comuni"
21 luglio 2026
Comunicato n° 1291
(AVN) Venezia, 21 luglio 2026
Su proposta dell'assessore regionale Elisa Venturini, la Giunta ha approvato oggi la delibera che definisce le modalità, i termini e i rigorosi criteri di priorità per l’assegnazione dei 5 milioni di euro già stanziati a bilancio per il triennio 2026-2028 (3 milioni per il 2026 e 1 milione per ciascuno degli anni 2027 e 2028). Un pacchetto di risorse pensato per supportare concretamente i Comuni e le Province nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella gestione delle acque.
"Con questo provvedimento diamo gambe e concretezza a risorse già messe in sicurezza nel nostro bilancio, fissando regole trasparenti e criteri di buonsenso. La logica che abbiamo voluto imprimere è rigorosa ma vicina ai territori: premiamo chi ha progetti pronti ed esecutivi e diamo la precedenza assoluta alle emergenze che mettono a rischio l'incolumità, le case o le strade di soccorso. Vogliamo che i fondi arrivino rapidamente là dove il territorio soffre di più, lavorando in stretta sinergia con Province e Comuni per garantire un aiuto diffuso ed equo in tutto il Veneto", sottolinea l’assessore Venturini.
Con l'approvazione di oggi, l’iter entra nel vivo: le Province e la Città Metropolitana di Venezia avranno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione dell'atto sul Bollettino Ufficiale della Regione per raccogliere e presentare alla Giunta le richieste di finanziamento dei Comuni.
Per garantire che le risorse vengano impiegate con la massima efficacia ed efficienza, la delibera introduce criteri di priorità rigorosi e trasparenti:
Emergenze e incolumità pubblica: precedenza assoluta alle situazioni di dissesto che coinvolgono direttamente edifici, bloccano le vie d'accesso ai soccorsi o hanno reso indispensabili ordinanze di sgombero.
Cantieri pronti e operativi: attenzione prioritaria ai progetti che vantano un livello di progettazione avanzato o che costituiscono il completamento di opere già avviate, per evitare rallentamenti.
Massima copertura territoriale: l'introduzione di un tetto massimo di contributo per singolo intervento (150.000 euro) e di un meccanismo di rotazione tra le province per assicurare che il sostegno raggiunga il più alto numero possibile di realtà locali.
(AMBIENTE-PROTEZIONE CIVILE)
Data ultimo aggiornamento: 21 luglio 2026