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Arrivano i medici di medicina generale nelle Case di Comunità del Veneto. Condiviso da Regione e Sindacati il documento propedeutico inviato alle Ulss. Soddisfatto Gerosa, “Come promesso, si parte”

30 luglio 2026

Comunicato n° 1369

(AVN) Venezia, 30 luglio 2026

 

Con un documento applicativo della recente delibera regionale del giugno scorso nr. 622, inviato alle Ulss e concordato tra l’Assessore alla Sanità Gino Gerosa e le Organizzazioni sindacali dei Medici di Medicina Generale Fimmg, Smi, Snami e Fmt che l’hanno condiviso, prende il via in Veneto l’operazione per inserire la fondamentale figura del Medico di Medicina Generale nei servizi offerti ai cittadini all’interno della rete delle Case di Comunità, realizzate attraverso il Pnrr. In Veneto si parla ad oggi di 99 presìdi.

 

“Abbiamo formalizzato – dice con soddisfazione Gerosa – tutte le indicazioni necessarie e fissato anche l’importante aspetto economico, con il quale i medici percepiranno una retribuzione di 60 euro all’ora, a cui si fa fronte con risorse regionali aggiuntive già stanziate: tale retribuzione verrà erogata solamente per prestazioni aggiuntive svolte all’interno delle Case di Comunità. Questo era importante – aggiunge Gerosa – ma ancor di più lo è poter garantire ai pazienti delle Case di Comunità una presenza altamente professionale, al fianco dei molti altri servizi presenti. Avere l’’opportunità di potersi rivolgere a questi professionisti della salute, che si prestano volontariamente al servizio, significa aver portato davvero la sanità più vicina al cittadino. La presenza dei Mmg – aggiunge Gerosa – permetterà di gestire le richieste pervenute sia con accesso diretto, sia attraverso il numero unico 116117. Questa nuova organizzazione dovrebbe ridurre gli accessi impropri agli ospedali per acuti, in particolare ai Pronto Soccorso. Ringrazio per il lavoro svolto tutti i protagonisti della trattativa, dalle Organizzazioni sindacali, ai nostri tecnici”.

 

Il documento prevede, tra l’altro, la garanzia della presenza del Medico di medicina generale tra le 8 e le 20, secondo i turni assegnati tra la Casa di Comunità, il proprio studio o studi secondari,  la partecipazione e l’Audit sul funzionamento della Casa di Comunità, l’attivazione di percorsi che prevedono l’utilizzo di strumenti di diagnostica di base nella Casa di Comunità, l’attivazione di percorsi di supporto ai pazienti fragili e il supporto nell’intercettazione delle nuove fragilità, in collaborazione con l’Infermiere di famiglia o di Comunità e con la Centrale Operativa Territoriale, la partecipazione alle campagne vaccinali a supporto delle attività organizzate dai Dipartimenti di prevenzione all’interno delle strutture, la partecipazione al monitoraggio dei pazienti dimessi con contatto col paziente e confronto nell’equipe multiprofessionale della Casa di Comunità. È prevista, inoltre, la partecipazione al progetto finalizzato alla presa in cura dei pazienti cronici o all’assegnazione del giorno e orario della visita o della prestazione sanitaria, senza la necessità del cittadino di dover procedere autonomamente alla prenotazione.  Al di fuori degli orari previsti, cioè dalle 20 alle 8, sarà comunque garantita la presenza medica, affidata alla continuità assistenziale (guardia medica), come pure nei giorni prefestivi e festivi.

 

Tali disposizioni rimangono in vigore fino alla definizione del nuovo Accordo Integrativo Regionale.

 

Premesso che la Regione del Veneto ha ottemperato al target previsto dal PNRR Missione 6, attualmente le Case di Comunità attivate sono: 4 (su 4 preventivate) nell’Ulss 1 Dolomiti; 15 (su 17) nell’Ulss 2 Marca Trevigiana; 13 (su 13) nell’Ulss 3 Serenissima; 5 (su 6 con una in arrivo) all’Ulss 4 Veneto Orientale; 5 (su 5) all’Ulss 5 Polesana; 20 (su 20) nell’Ulss 6 Euganea); 8 (su 8) nell’Ulss 7 Pedemontana; 9 (su 9) nell’Ulss 8 Berica; 20 (su 20) all’Ulss 9 Scaligera. L’attivazione della Case di Comunità è, peraltro, un processo dinamico che sarà costantemente monitorato nell’ottica di un miglioramento continuo delle risposte ai bisogni di salute dei cittadini veneti.

 

È la svolta di potenziamento del territorio che abbiamo fortemente voluto nel nostro nuovo programma di legislatura – conclude Gerosa. Le Case e anche gli Ospedali di Comunità portano i servizi più vicini alla gente, ne agevolano il rapporto con l’organizzazione sanitaria e potranno contribuire a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso degli Ospedali, che causano altrettanto improprie attese per chi ha davvero necessità di cure urgenti”.




Data ultimo aggiornamento: 30 luglio 2026