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Innovazione e Università, dalla Regione 4 milioni per 19 nuovi progetti di ricerca di iNest. Assessore Bitonci: “Coinvolti 91 profili nei settori strategici per il Veneto”

15 luglio 2026

Comunicato n° 1257

(AVN) – Venezia, 15 luglio 2026

 

Diciannove progetti, 91 persone coinvolte e un investimento complessivo di 3.973.651,37 euro da parte della Regione del Veneto: sono i numeri dell'intervento che rafforza e valorizza i risultati dell'Ecosistema dell'Innovazione iNEST, traducendo competenze scientifiche e tecnologie avanzate in soluzioni concrete per imprese, territori, servizi pubblici e comunità del Veneto. Il Consorzio iNEST nasce come Ecosistema dell'Innovazione finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e coinvolge nove università e due enti di ricerca delle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

 

Le novità sono state presentate oggi a Venezia nel corso di una tavola rotonda promossa dalla Regione del Veneto dedicata al rapporto tra innovazione, ricerca e competitività (allegate foto).

“Con questo investimento – dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci confermiamo la volontà di fare dell'innovazione uno strumento di politica industriale. Non finanziamo soltanto attività di ricerca, ma accompagniamo il trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo, affinché diventino competitività, occupazione qualificata e sviluppo”.

 

Aprendo il suo intervento, l'assessore ha richiamato il tema dei brevetti sviluppati dagli atenei veneti, sottolineando la necessità di valorizzare un patrimonio di conoscenze che può rappresentare un'importante leva di sviluppo per il sistema produttivo regionale: “Nelle nostre università esiste un patrimonio straordinario di brevetti, competenze e risultati della ricerca che troppo spesso rimane inutilizzato. La Regione vuole diventare il punto di collegamento tra il mondo della ricerca e quello delle imprese, mettendo in contatto domanda e offerta di innovazione. Per questo a settembre organizzeremo un appuntamento dedicato proprio all'incontro tra atenei e sistema produttivo, per favorire nuove collaborazioni e accelerare il trasferimento tecnologico”.


L'iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato nei mesi scorsi tra Regione del Veneto e sistema universitario, anche attraverso il Tavolo permanente istituito con gli Atenei veneti per mettere a sistema ricerca, formazione, innovazione e sviluppo economico: “Il Tavolo permanente con le Università venete sta dimostrando che la collaborazione istituzionale produce risultati concreti. Stiamo lavorando insieme per valorizzare il patrimonio intellettuale sviluppato negli atenei, rafforzare le reti e i distretti dell'innovazione e costruire una strategia regionale della ricerca capace di accompagnare la crescita delle nostre imprese e di preparare il Veneto alle sfide della prossima programmazione europea”.

 

Tra le priorità individuate dalla Regione vi è anche quella di creare un ecosistema favorevole ai giovani ricercatori e allo sviluppo delle imprese ad alta intensità tecnologica: “Uno dei nostri obiettivi prioritari è trattenere in Veneto i ricercatori e i giovani più qualificati. Per farlo non bastano le università: servono imprese tecnologicamente avanzate che investano in ricerca e offrano opportunità professionali di alto livello. È il motivo per cui sosteniamo la proposta sulle ZES e abbiamo commissionato una mappatura delle imprese venete attive nei comparti strategici – dall'aerospazio alla microelettronica, dal biomedicale e dalla biochimica fino all'agrifood e al digitale – così da conoscere meglio il nostro ecosistema dell'innovazione e rafforzarne le filiere. Solo sviluppando queste realtà produttive potremo offrire ai nostri ricercatori prospettive concrete senza costringerli a cercarle altrove”, evidenzia Bitonci.

 

Le attività finanziate si distribuiscono nei principali ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente regionale: Smart Living & Energy, Smart Health, Smart Manufacturing, Cultura e Creatività e Smart Agrifood. Il programma sostiene 30 incarichi post-doc, 57 incarichi di ricerca e 4 contratti di ricerca, consolidando una rete interistituzionale che unisce scienze ingegneristiche, ambientali, agroalimentari.

“Nel loro insieme, i progetti consolidano il patrimonio di conoscenze generato da iNEST – afferma Franco Bonollo, professore dell'Università di Padova e presidente del Consorzio iNEST – e ne estendono l'applicazione a sfide decisive per il Veneto: transizione digitale e verde, competitività delle PMI, gestione sostenibile delle risorse, qualità del lavoro, salute, cultura, turismo e resilienza dei territori. La collaborazione tra atenei, CNR, imprese e attori pubblici punta a portare risultati scientifici e prototipi verso livelli di maturità più vicini all'utilizzo operativo e al mercato, creando nuove competenze e opportunità professionali ad alta qualificazione”.

 

I PROGETTI

 

·        Università di Padova: manifattura 5.0, agroalimentare, benessere e resilienza ambientale

L'Università di Padova coordina 5 progetti, con 25 persone e un contributo di 1.133.564,97 euro. H-CORE, coordinato dal prof. Luciano Gamberini, studia la collaborazione tra persone e cobot per migliorare fiducia, coordinamento e benessere nei luoghi di lavoro. TEMI, coordinato dal prof. Alessandro Beghi, sviluppa tecnologie umano-centriche, intelligenza artificiale interpretabile e automazione sostenibile per la manifattura intelligente. PRODIGI, coordinato dal prof. Andrea Curioni, integra valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari e gemelli digitali per vigneti e fermentazione. IDEAL, coordinato dal prof. Jacopo Bonetto, collega psicologia ambientale, biophilic design e patrimonio archeologico per progettare spazi rigenerativi e climaticamente sostenibili. RE-NATURE Veneto, coordinato dal Dipartimento BCA – Biomedicina Comparata e Alimentazione, realizza sistemi intelligenti di monitoraggio per ecosistemi montani e marini esposti a cambiamenti climatici, instabilità e inquinamento.

 

·        Università Ca' Foscari Venezia: cultura, ambiente, acqua, filiere produttive e agrifood

Ca' Foscari sviluppa sei progetti, coinvolgendo 27 persone con un contributo di 991.520 euro. DIGIT-IA-Mu, coordinato dal prof. Alessandro Cinquegrani, sperimenta nuove narrazioni digitali e immersive per avvicinare giovani e pubblici internazionali ai musei veneti. SmartCycle, coordinato dal prof. Agostino Cortesi, combina recupero di scarti industriali, nuovi materiali, data analytics, intelligenza artificiale e cybersecurity per sistemi produttivi evoluti. TECC, coordinato dal prof. Fabrizio Panozzo, analizza le trasformazioni degli ecosistemi culturali e creativi e l'evoluzione di modelli di business, reti e competenze. SLIMM, coordinato dal prof. Andrea Gambaro, applica IA e statistica avanzata al monitoraggio ambientale, energetico e idrologico, con attenzione alle smart city e ai territori montani. H2O_VAL, coordinato dalla prof.ssa Chiara Zanardi, affronta l'intera filiera dell'acqua, dagli inquinanti emergenti ai sensori, dai processi di depurazione alla valorizzazione di biomasse marine. CIRCLES, coordinato dalla prof.ssa Christine Mauracher, sviluppa soluzioni circolari e digitali per una filiera vitivinicola più resiliente, tracciabile e competitiva.

 

·        Università di Verona: tecnologie assistive, agrifood, turismo sostenibile e salute

L'Università di Verona realizza quattro progetti, con 23 persone e 991.768 euro di contributo. TEAM-AI, coordinato dal prof. Andrea Giachetti, sviluppa sensori multimodali, dispositivi indossabili, realtà aumentata, feedback aptico ed esoscheletri per assistere i lavoratori nella manifattura avanzata. SMART AGRIFOOD, coordinato dal prof. Maurizio Ugliano, porta nella filiera vitivinicola modelli previsionali, rover autonomi, droni, trappole elettroniche, digital twin e logistica sostenibile. ReBalance, coordinato dalla prof.ssa Ilenia Confente, usa big data, IA e blockchain per riequilibrare i flussi turistici, ridurre la congestione e valorizzare territori marginali, turismo lento e identità locali. I-RENE, coordinato dal prof. Federico Schena, sperimenta una rete territoriale nurse-led e programmi di esercizio da remoto per migliorare autonomia e qualità di vita delle persone in dialisi.

 

·        Università IUAV di Venezia: resilienza territoriale, costruzioni e filiere creative

IUAV contribuisce con tre progetti, 14 persone e 703.198,40 euro. Data2reX, coordinato dal prof. Francesco Musco, trasforma dati climatici, territoriali ed ecosistemici in analytics geospaziali per la resilienza e l'adattamento. BuildForesight, coordinato dal prof. Lorenzo Fabian, crea un servizio di industrial foresight e una dashboard per accompagnare la decarbonizzazione del settore delle costruzioni e dell'ambiente costruito. RE Factor, coordinato dal prof. Davide Crippa, sviluppa modelli e piattaforme per leggere i fattori competitivi delle imprese di design, moda e artigianato artistico, promuovendo simbiosi industriale, waste-driven design e nuovi materiali circolari.

 

·        CNR: tecnologie avanzate per lo Smart Manufacturing

Il CNR partecipa con TASMA, coordinato dal prof. Luca Poletto, che coinvolge due persone con un contributo di 153.600 euro. Il progetto valorizza competenze multidisciplinari nelle reti di comunicazione industriale e nelle tecnologie ottiche per la spettroscopia dei gas, rafforzando il trasferimento di soluzioni digitali e ingegneristiche verso il sistema manifatturiero regionale.

 

(SVILUPPO ECONOMICO)




Data ultimo aggiornamento: 15 luglio 2026