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Previdenza complementare. Veneto seconda regione italiana per adesioni. Pavanetto, “Conoscenza previdenziale fattore decisivo per i cittadini per compiere scelte consapevoli”

26 giugno 2026

Comunicato n° 1133

(AVN) – Venezia, 26 giugno 2026

“La conoscenza previdenziale è un fattore decisivo per aiutare i cittadini a compiere scelte consapevoli per il proprio futuro. Il Veneto si distingue già per l’elevata adesione alla previdenza complementare, ma l’indagine presentata oggi da Veneto Welfare evidenzia quanto sia importante continuare a investire in informazione ed educazione previdenziale. In questa direzione si inserisce anche il progetto rivolto alle scuole “Previdentemente – Proteggi i tuoi sogni”, che recentemente ha ottenuto il bollino di qualità del Comitato Edufin proprio per il valore del percorso formativo rivolto alle giovani generazioni e per il contributo alla diffusione della cultura finanziaria e previdenziale. Come Regione, attraverso Veneto Welfare, continueremo a promuovere percorsi che rafforzino la consapevolezza e la sicurezza delle persone lungo tutto il percorso lavorativo”.

 

Il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro ha inaugurato così, stamattina, a Palazzo Grandi Stazioni, il convegno “Conoscere la previdenza, costruire il futuro”, promosso da Veneto Welfare e Veneto Lavoro in collaborazione con il Laboratorio Impresa e Lavoro 4.0 della Venice School of Management dell'Università Ca' Foscari Venezia. Veneto Welfare è un’Unità Operativa di Veneto Lavoro, ente strumentale della Regione del Veneto. Tra le sue attività promuove lo sviluppo della previdenza complementare collettiva e, più in generale, dei sistemi di welfare integrato.

 

“In questi anni – ha aggiunto Pavanetto-, Veneto Welfare ha saputo svolgere un ruolo importante di raccordo tra istituzioni, parti sociali e cittadini, promuovendo una cultura del welfare integrativo e della previdenza complementare attraverso attività di informazione, sensibilizzazione e approfondimento. A conferma di questo ruolo strategico, la Regione del Veneto ha scelto di rafforzare ulteriormente il proprio impegno a sostegno di Veneto Welfare, stanziando 2 milioni di euro divisi per l’anno 2027 e 2028, 600 mila euro per l’anno in corso. Si tratta di un investimento significativo che consentirà, tra le varie azioni, di consolidare e ampliare le attività di promozione del welfare integrativo, della previdenza complementare e dell’educazione finanziaria, sostenendo iniziative rivolte a cittadini, lavoratori, imprese e giovani generazioni”.

 

Durante la mattinata sono stati presentati i risultati del primo sondaggio su scala regionale dedicato alla cultura previdenziale dei cittadini veneti. I risultati – raccolti su un campione rappresentativo della popolazione in Veneto tra i 18 e i 60 anni di 2.200 interviste – raccontano di una partecipazione in crescita ma evidenziano anche lacune conoscitive che incidono concretamente sulle scelte dei cittadini.

 

Ne è emerso un quadro a due velocità. Sul sistema pensionistico pubblico i cittadini veneti mostrano una padronanza diffusa: oltre il 92% del campione si colloca su un livello medio-alto (54,3% medio, 38,4% alto). Invece, riguardo alla previdenza complementare, la quota di chi si posiziona su livelli bassi arriva al 16,7% (7,3% per il sistema pensionistico pubblico), mentre la fascia alta scende al 30,7%. La maggioranza (52,6%) si attesta su una conoscenza media. L’indagine mette in luce anche un paradosso nell’auto-valutazione: il 58% di chi dimostra un’alta conoscenza effettiva si percepisce come poco informato, mentre chi sa di meno tende talvolta a sopravvalutarsi. Le donne risultano sistematicamente le più propense a sottostimare le proprie competenze previdenziali.

 

“Si tratta di uno scarto atteso ma la conoscenza sulla previdenza complementare ha implicazioni concrete proprio sul fronte in cui i cittadini sono chiamati a fare scelte in autonomia- commenta Silvia Cavallarin, coordinatrice Veneto Welfare-. Il legame tra conoscenza e comportamento emerge con chiarezza: il 62% di chi ha un’alta conoscenza della previdenza complementare utilizza o ha utilizzato un fondo pensione, mentre il 51% di chi ha una bassa conoscenza non ha mai preso in considerazione questa opzione. Chi ha una conoscenza elevata non solo aderisce di più, ma ragiona su un orizzonte temporale più lungo, mostrando una maggiore propensione a definire un patto intergenerazionale. La quota di chi ritiene importante attivarsi sin dall’infanzia per costruire una previdenza complementare passa infatti dal 14,6% tra chi ha bassa conoscenza al 26,2% tra chi ne ha alta. La dimensione informativa appare quindi centrale nell’orientare le scelte previdenziali”.

 

Il sondaggio registra infine una richiesta esplicita di presidio pubblico sul tema: il 72,7% degli intervistati ritiene abbastanza o molto utile che la Regione, attraverso Veneto Welfare, diffonda conoscenza e ricerche in materia previdenziale. Tra le iniziative ritenute più utili: percorsi di educazione finanziaria nelle scuole (39,9%), iniziative informative nei luoghi di lavoro (38,3%) e contenuti digitali brevi e fruibili (26,1%). I dati presentati si intrecciano con i dati della Relazione COVIP per l’anno 2025: con un tasso di partecipazione alla previdenza complementare del 50,4%, il Veneto si colloca oltre dieci punti percentuali sopra la media nazionale (39,9%), diventando la seconda regione per adesioni, dietro solo al Trentino-Alto Adige. Un risultato che riflette anche la presenza di un ecosistema attivo – fatto di contrattazione collettiva, parti sociali e iniziative istituzionali – di cui Veneto Welfare è parte.

(VICEPRESIDENTE-LAVORO)




Data ultimo aggiornamento: 26 giugno 2026