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Formazione professionale in Veneto: oltre l’80% degli studenti ha un lavoro a due anni dal titolo. Mantovan: “Ogni euro investito in questo sistema è un investimento ad altissimo rendimento per i giovani e per le imprese”
23 giugno 2026
Comunicato n° 1092
(AVN) – Venezia, 23 giugno 2026
“L’ultimo report di FICIAP Veneto, realizzato in collaborazione con Veneto Lavoro e relativo agli esiti occupazionali degli studenti in uscita nel triennio 2022-2024 dalle Scuole di Formazione Professionale associate ai 19 enti FICIAP del Veneto, restituisce un quadro straordinario: a 24 mesi dal titolo, oltre l’80% degli studenti ha trovato lavoro, con punte che sfiorano il 90% per i percorsi di specializzazione superiore IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore)”.
Con queste parole l’assessore alla Formazione e all’Istruzione della Regione del Veneto, Valeria Mantovan, ha presentato stamattina a Palazzo Balbi, insieme al direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone e al presidente di Forma Veneto Matteo Roncarà, i risultati dello studio ‘Fatti & Dati’ sugli inserimenti lavorativi dei qualificati e diplomati delle Scuole di Formazione Professionale nel triennio 2022-2024.
“I dati emersi non sono semplici statistiche: sono la dimostrazione concreta che il modello veneto di formazione professionale funziona. Il 60% dei ragazzi lavora già a un anno dal titolo, con picchi che sfiorano il 90% per i percorsi IFTS — numeri ben al di sopra delle medie nazionali. Questo non nasce per caso: è il frutto di una scelta politica precisa che la Regione del Veneto ha fatto anni fa, credendo nella IeFP quando non era ancora scontato farlo, e confermando e incrementando quegli investimenti nel tempo. La formazione professionale è stata e rimane la colonna portante del nostro sistema educativo e un motore formidabile per lo sviluppo economico regionale”.
La progressione occupazionale è costante: a 6 mesi dal titolo lavora il 45% degli studenti, percentuale che sale al 60% a 12 mesi, al 75% a 18 mesi e supera l’80% a 24 mesi. Il tasso di occupazione cresce proporzionalmente al livello del titolo conseguito: i qualificati del triennio raggiungono il 56,3% a 12 mesi, i diplomati del quarto anno salgono al 68,3% e i percorsi IFTS toccano il 73,4%, avvicinandosi al 90% a due anni.
Il report certifica non solo la quantità degli inserimenti, ma anche la loro qualità. A 24 mesi dal titolo, i contratti dominanti sono il tempo determinato (circa 40%) e l’apprendistato professionalizzante (circa 30%), contratto a tempo indeterminato che unisce impiego e formazione continua. I contratti a tempo indeterminato diretto crescono progressivamente nel tempo — dal 5% iniziale al 15% a due anni — e aumentano all’innalzarsi del livello di studio.
“I dati sulla stabilità occupazionale ci dicono che non stiamo creando precariato. L’apprendistato professionalizzante è a tutti gli effetti un contratto a tempo indeterminato focalizzato sulla crescita del lavoratore. E la quota di contratti a tempo indeterminato diretto cresce man mano che i ragazzi scelgono di verticalizzare i propri studi. Il messaggio è chiaro: più si investe nella formazione, più si ottiene in termini di stabilità e qualità del lavoro”.
Un dato particolarmente significativo riguarda la lettura della quota di studenti risultati “non occupati” a 6 mesi: quasi la metà di loro (47,6% nel 2024) sta in realtà continuando a studiare per conseguire un titolo superiore — percentuale che sale al 55% tra i qualificati del triennio. Una quota attorno al 9% risulta già attiva lavorativamente attraverso canali non intercettati dai database amministrativi. La reale quota di NEET è dunque drasticamente inferiore a quanto i dati grezzi potrebbero suggerire.
Il report evidenzia un persistente divario di genere nella fase iniziale post-qualifica triennale (TIL femminile al 53,8% contro il 62,6% maschile), ma offre anche una chiara indicazione di rotta: nei percorsi IFTS il divario si ribalta completamente, con le donne che raggiungono un tasso di inserimento dell’81,3% contro il 72,6% maschile.
“Il dato sul genere ci dà un’indicazione metodologica straordinaria: laddove le ragazze scelgono di proseguire gli studi nella nostra filiera, il loro tasso di occupazione supera quello dei colleghi maschi. Più formazione significa più parità, più tutele e più merito. Questi risultati ci spingono a proseguire con ancora più convinzione. Continueremo a sostenere le Scuole di Formazione Professionale e a investire risorse regionali nella IeFP, perché ogni euro investito in questo sistema è un investimento ad altissimo rendimento per l’autonomia dei nostri giovani e per la competitività delle imprese del Veneto”.
A questo link è possibile scaricare le immagini dell’incontro odierno, le slide con i dati del report e la video intervista all’assessore Valeria Mantovan:
https://drive.google.com/drive/folders/1CIfiWqpaR2cxpAUOj_qXA9ngdbfELcQR?usp=drive_link
(FORMAZIONE/ISTRUZIONE)
Data ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026