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Badanti formate e certificate, la Regione rilancia l’albo e prepara l’assistente di quartiere. Stefani, “Modello innovativo di assistenza domiciliare per rispondere ai bisogni reali della comunità”

04 maggio 2026

Comunicato n° 702

(AVN) – Venezia, 5 maggio 2026

“Più prossimità nei servizi di cura e più preparazione per offrire risposte professionali ai bisogni di una popolazione che invecchia sempre più in fretta. Il fine è quello di rafforzare il sistema di welfare territoriale regionale, puntando su una nuova organizzazione dell’assistenza domiciliare e su una rete di servizi sempre più integrata”, spiega Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto, introducendo una delibera approvata dalla giunta il 30 aprile scorso, con cui l’amministrazione regionale ha avviato una nuova fase di sviluppo delle politiche per la domiciliarità.

 

“Si tratta di un percorso fondato sul potenziamento degli sportelli per l’assistenza familiare, sul rafforzamento del Registro regionale degli assistenti familiari e sull’introduzione, nell’ambito del Registro pubblico stesso, e della promozione della figura del “assistente domiciliare di vicinato”, come evoluzione del tradizionale assistente familiare -prosegue Stefani -. Il registro garantirà la certificazione delle competenze dell’assistente, che saranno acquisite da specifici corsi professionali finanziati dalla Regione stessa”.

 

 Il provvedimento destina 300 mila euro, risorse derivanti dalla riprogrammazione del Fondo Nazionale Politiche sociale 2025, per finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni e per promuovere l’attivazione di nuovi sportelli in territori isolati e privi di sostegno. Contestualmente grazie alla sottoscrizione di un Accordo di collaborazione, Veneto Lavoro garantirà il supporto operativo agli sportelli territoriali raccordandoli con il sistema dei servizi per l’impiego e assicurando l’integrazione del Registro regionale degli assistenti familiari. In questo modo verrà valorizzata anche la nuova figura dell’assistente familiare di vicinato, elemento strategico delle nuove politiche regionali a favore della domiciliarità e del sostegno alle famiglie, per garantire la permanenza delle persone nel proprio contesto di vita e sostenere i caregiver familiari.

 

“Il nuovo impianto organizzativo si fonda su un principio chiave, cioè quello della prossimità – sottolinea il Presidente-. In un contesto segnato da una crescente domanda di servizi di cura domiciliare, è necessario ripensare le modalità di erogazione dell’assistenza. La figura dell’assistente domiciliare di vicinato rappresenta il cuore di questa innovazione: un operatore qualificato che, condiviso tra più nuclei familiari, è in grado di offrire un servizio più flessibile, efficiente e sostenibile, e soprattutto certificato, rispondendo in modo concreto ai bisogni emergenti delle comunità. Il sistema contribuisce inoltre all’emersione e alla qualificazione del lavoro di cura, favorendo percorsi professionali strutturati e contrastando fenomeni di irregolarità. Il fine ultimo è quello di un nuovo welfare di prossimità, che mette al centro le persone e i territori, valorizzando le relazioni e la solidarietà di vicinato”.

 

“Con questo provvedimento – conclude Stefani – costruiamo le basi per un welfare territoriale moderno, inclusivo e sostenibile. Un sistema che non lascia sole le famiglie, ma le accompagna, valorizza le reti sociali e promuove una nuova cultura della cura”.

 

“Sportelli, Registro regionale degli assistenti familiari e la nuova figura dell’assistente domiciliare di vicinato sono cruciali nel nuovo sistema di welfare territoriale in cui gli Ambiti Territoriali Sociali avranno un ruolo sempre più centrale come sedi della programmazione integrata degli interventi sociali e socio-sanitari e di erogazione dei Livelli Essenziali di Prestazioni Sociali (LEPS) come soglia minima e uniforme  per gestire le fragilità sociali – aggiunge l’assessore regionale al Sociale, Paola Roma-. Gli ATS rappresentano il luogo naturale in cui costruire politiche efficaci e coordinate. È qui che si sviluppa la programmazione integrata dei servizi e dove verrà promossa concretamente la figura dell’assistente familiare di vicinato. Gli Ambiti avranno il compito di coordinare gli sportelli territoriali, favorire l’integrazione tra servizi sociali, sanitari e per il lavoro, e garantire una presa in carico più efficace e completa delle persone”.

 

“Il ruolo dei servizi per l’impiego è fondamentale per rafforzare l’operatività degli sportelli territoriali e dunque fornire risposte davvero efficaci al territorio permettendo l’incontro tra domanda e offerta- spiega inoltre il vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Veneto- Parallelamente la Regione punta con decisione sul rafforzamento del sistema formativo, promuovendo percorsi di qualificazione e certificazione delle competenze degli assistenti familiari”.

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Data ultimo aggiornamento: 04 maggio 2026