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Vinitaly, a Sandro Gini il premio Betti. Bond: “Ambasciatore dei valori del sistema vitivinicolo veneto; approccio produttivo che guarda alla qualità e all’innovazione nella tradizione”
12 aprile 2026
Comunicato n° 576
(AVN) – Verona, 12 aprile 2026
“Le più sincere congratulazioni a Sandro Gini, enologo e titolare dell’azienda agricola Gini Viticoltori a Monteforte d’Alpone, insignito oggi a Vinitaly del prestigioso Premio Betti che ogni anno celebra figure di eccellenza impegnate nella valorizzazione del patrimonio enologico italiano. Questo riconoscimento è un tributo al valore e alla competenza di chi ha saputo elevare il proprio territorio attraverso il vino. Sandro Gini incarna pienamente questi valori, distinguendosi come interprete autentico e innovatore della viticoltura veneta”.
Sono le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond che oggi a Vinitaly ha consegnato a Sandro Gini il Premio Angelo Betti – Benemerito della Viticoltura 2026, nella cerimonia ufficiale all’Auditorium Verdi di Veronafiere. Il Premio, istituito nel 1973 in collaborazione con gli assessori regionali all’Agricoltura, è dedicato al fondatore di Vinitaly e viene conferito a personalità che si sono distinte per il loro contributo alla promozione della cultura enologica regionale.
Nato nel 1958, enologo dal 1979, Sandro Gini è erede di una delle più antiche famiglie di viticoltori del territorio del Soave, attiva senza interruzioni dal 1570 e giunta oggi alla quindicesima generazione. Figlio di Olinto Gini, da cui ha ereditato una profonda passione per la viticoltura, cresce in un contesto familiare in cui il lavoro della terra, il sacrificio e la qualità rappresentano valori fondanti.
Nel 1985, insieme al fratello Claudio, assume la guida dell’azienda di famiglia, avviando un percorso improntato alla ricerca e all’innovazione. Fin dagli esordi si distingue per l’approccio sperimentale e per l’attenzione alla biodiversità, con studi approfonditi sui lieviti indigeni presenti in cantina, che lo portano a compiere scelte coraggiose e pionieristiche come l’eliminazione dell’anidride solforosa nei processi di vinificazione.
Il suo approccio produttivo si fonda su un principio chiaro: “qualità prima di tutto”, perseguita attraverso tecniche naturali in vigneto e un’attenta vinificazione capace di esaltare le caratteristiche di ogni singolo cru.
Figura di riferimento del panorama vitivinicolo internazionale, Sandro Gini si è affermato per la produzione di vini di grande eleganza, longevità e riconoscibilità, ottenuti da vigne storiche che possono raggiungere anche i 150 anni di vita. La scelta di preservare le vecchie vigne rappresenta per lui un elemento identitario fondamentale, in grado di restituire l’essenza del territorio, della sua storia e delle persone che lo vivono.
“Il suo lavoro – prosegue l’assessore Bond – ha dato un impulso determinante alla crescita qualitativa del territorio del Soave, contribuendo a rafforzarne l’identità e la reputazione a livello internazionale. Un innovatore a 360 gradi tra vigneto e cantina; uomo curioso della vita e dell’animo umano, capace di produrre vini puri ed autentici, sempre diversi e coerenti con l’unicità di ogni vendemmia”.
Nel corso della sua carriera, Gini ha inoltre ricoperto un ruolo istituzionale di primo piano come presidente del Consorzio di tutela del Soave per due mandati, dal 2018 al 2023, contribuendo in maniera decisiva al riconoscimento, nel 2022, delle colline del Soave come patrimonio agricolo di rilevanza mondiale da parte della FAO, inserendole in una ristretta lista di siti di eccellenza a livello globale.
“Questo premio – conclude Bond – non rappresenta solo un traguardo personale, ma un riconoscimento all’intero sistema vitivinicolo veneto, fatto di tradizione, innovazione e passione. A Sandro Gini va il nostro grazie per essere ambasciatore autentico di questi valori e punto di riferimento per le nuove generazioni”.
Allegata foto della premiazione
(AGRICOLTURA)
Data ultimo aggiornamento: 12 aprile 2026