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Crisi, appalto customer service Enel Energia a Castelfranco (Treviso). Assessore Bitonci: “Trattative intransigenti che ci lasciano insoddisfatti; continueremo a monitorare le evoluzioni, necessario rivedere la normativa”

20 marzo 2026

Comunicato n° 455

(AVN) – Venezia, 20 marzo 2026

 

“Nessun passo avanti nella trattativa che ha visto coinvolti i 59 lavoratori della sede di Castelfranco Veneto (Treviso) di Smart Paper, che, in esito al bando di Enel Energia per l’appalto del customer service, transiteranno in Accenture e che si troveranno a firmare un contratto di lavoro nella modalità “prendere o lasciare”. Per il sito Veneto, nessuna delle richieste sindacali discusse, prima in sede Ministeriale e poi anche in Regione, è stata presa in considerazione da Accenture che, anzi, ha inviato ai lavoratori una proposta contrattuale che riporta dei passi indietro rispetto agli impegni presi in sede istituzionale sul numero di giornate lavorative erogabili con la modalità del lavoro agile”.

 

Lo dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci. “Sì, perché per questi addetti - continua l’assessore - in massima parte donne, di cui alcune in part time e due con gravi limitazioni, continuare ad operare in modalità smart working esteso è fondamentale così come sarebbe stato fondamentale mantenere la sede di lavoro a Castelfranco Veneto invece di spostarla a Padova, che sarà il nuovo riferimento territoriale per la clausola sociale e dove sarà erogata la formazione in presenza nei primi mesi”.

 

“A onor del vero, Accenture ci ha comunicato ieri che, a regime, lo smart working esteso sarà applicato in deroga a quanto indicato nel contratto, ma comunque a discrezione dell’azienda. La vicenda lascia l’amaro in bocca per l’intransigenza e la dimostrazione che, per queste grandi aziende, i principi di responsabilità sociale d’impresa, ampiamente declarati, non superano il vaglio delle relazioni sindacali. Se, infatti, i committenti come Enel formalmente accompagnano i lavoratori e per gli appalti privilegiano offerte che contemplano ricollocazioni in caso di eccedenza di attività, di fatto se ne lavano le mani rispetto a modalità operative che portano i lavoratori ad accettare condizioni peggiori o a lasciare, in una partita a scacchi in cui a pagare è la parte debole”.

 

“Come Regione - conclude Bitonci - continueremo a monitorare questa vicenda per far sì che almeno gli impegni assunti vengano rispettati, ma il caso è emblematico rispetto ai problemi del comparto. Oltre a richiamare a responsabilità le aziende, è necessario prendere atto che la normativa in vigore non appare più adeguata a governare i cambiamenti in essere, in primis quelli relativi alle riduzioni delle attività e al taglio dei costi del personale in occasione dei cambi appalto”.

 

(CRISI – LAVORO - ECONOMIA)




Data ultimo aggiornamento: 20 marzo 2026