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Acque sotterranee area termovalorizzatore di Padova: la Regione segue con la massima attenzione

18 febbraio 2026

Comunicato n° 274

(AVN) Venezia, 18 febbraio 2026

 

 

“La Regione del Veneto sta seguendo con la massima attenzione, attraverso gli enti preposti, i monitoraggi e i controlli nell’area del termovalorizzatore di Padova e l’evolversi della situazione”. Lo dichiara l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini.

“I primi dati emersi – dichiara l’assessore Venturini – hanno portato all’attivazione di una nuova serie di controlli e verifiche. In sede di Conferenza dei Servizi del 4 febbraio 2026 sono stati disposti ulteriori interventi: l’installazione di quattro nuovi piezometri per definire la direzione della falda e individuare l’eventuale estensione del fenomeno e possibili sorgenti esterne; l’analisi dei terreni dei carotaggi di alcuni piezometri; il proseguimento del monitoraggio sia sui punti esistenti sia su quelli di nuova realizzazione. L’obiettivo è comprendere con precisione se i valori riscontrati interessino esclusivamente la falda superficiale o anche i terreni e, inoltre, verificare l’origine delle concentrazioni rilevate, anche rispetto a possibili apporti provenienti da aree esterne all’impianto”.

L’iter di monitoraggio e le successive attività di indagine sono partiti da specifiche prescrizioni contenute nell’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’impianto, a tutela e controllo preventivo dell’ambiente.

È bene precisare che i dati disponibili derivano da tre diverse campagne di monitoraggio e mostrano una significativa variabilità, indicativa di una dinamica idrogeologica complessa. A titolo esemplificativo, nel piezometro PZ2 il Cromo VI è passato dai 2200 microgrammi/litro rilevati nell’agosto 2025, ai 17 microgrammi/litro registrati a inizio ottobre, fino ai 470 microgrammi/litro rilevati a fine ottobre. 

Il valore più elevato riscontrato ad agosto è successivo allo spegnimento del sistema di well-point utilizzato in cantiere per l’abbassamento temporaneo della falda, sistema che potrebbe aver richiamato masse d’acqua provenienti da aree esterne al perimetro del termovalorizzatore.

È necessario inoltre contestualizzare la collocazione del sito: l’area si trova a nord del Canale Piovego, in una zona industriale storica di Padova attiva sin dai primi del ’900, il cui sottosuolo può risentire di una stratificazione antropica complessa.

La segnalazione di “potenziale contaminazione” è stata inoltrata da HestAmbiente in qualità di Soggetto non responsabile, come previsto dalla normativa vigente: ciò significa che, pur non essendo individuata una responsabilità diretta, il gestore è tenuto per legge a segnalare i superamenti e ad attivare le procedure di indagine.

I superamenti delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) riguardano un insieme eterogeneo di sostanze – Manganese, Cromo Totale, Cromo VI, Antimonio, Ferro, Arsenico e Triclorometano. Per alcune di esse, come Ferro, Manganese e Arsenico, saranno svolti approfondimenti per verificare una possibile origine naturale legata al fondo geochimico locale. Per il triclorometano, le analisi successive non hanno confermato il superamento inizialmente rilevato.

Allo stato attuale non risultano evidenze di lisciviazione, ovvero del trasporto di sostanze inquinanti dal suolo alla falda attraverso l’acqua. Le attività di trattamento dei rifiuti si svolgono in ambienti chiusi o su superfici impermeabilizzate, progettate proprio per evitare il contatto tra il suolo e materiali potenzialmente contaminanti.

“La tutela dell’ambiente e della salute pubblica è per noi una priorità assoluta – dichiara l’assessore Venturini –. Stiamo seguendo la vicenda e continueremo a farlo con attenzione, assicurando che tutte le verifiche necessarie a comprendere bene la situazione”.

 (AMBIENTE)




Data ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2026