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Lavoro. Crisi Metalba Aluminium sede di Longarone (BL). Assessore Mantovan: “Fondamentale per le istituzioni evitare rigidità e costruire soluzioni che contemperino sostenibilità sociale, economica e ambientale”

02 ottobre 2025

Comunicato n° 1776

(AVN) – Venezia, 2 ottobre 2025

 

Si è tenuto oggi un incontro del tavolo regionale di crisi richiesto dall’azienda Metalba Aluminium in riferimento alle criticità relative allo stabilimento di Longarone (BL). All’incontro, convocato dall’assessore regionale al Lavoro Valeria Mantovan e coordinato da Giuliano Bascetta dell’Unità di Crisi aziendali di Veneto Lavoro, hanno preso parte: la Direzione lavoro regionale, la Provincia di Belluno con il Presidente Roberto Padrin, i dirigenti di Metalba Aluminium, Confindustria Belluno Dolomiti e la Fiom Cgil con i rappresentanti dei lavoratori.

“Metalba Aluminium – afferma l’assessore regionale al Lavoro Valeria Mantovan - è una realtà produttiva che nel 2014 ha rilevato la Metalba, allora in crisi. Al momento, sta attuando un piano industriale di rilancio per continuare a competere in un settore strategico, quello dei semilavorati in alluminio con standard qualitativi elevati destinati, tra gli altri, ai settori automotive, aerospace e navale. L’azienda è presente in Veneto con 2 stabilimenti collegati: quello di Bassano del Grappa (VI) e quello di Longarone (BL) occupando complessivamente 198 addetti.

Oggi il problema principale dell’azienda riguarda lo stabilimento di Longarone e gli interventi necessari ad implementare gli standard ambientali e di sicurezza necessari per il rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) e la realizzazione di produzioni a regime. Sono quegli interventi sollecitati anche dalle organizzazioni sindacali e per i quali l’azienda è disposta anche a superare le prescrizioni di legge. In riferimento a questo, ha generato non poche perplessità al tavolo quanto comunicato dall’azienda che, richiamando diverse prescrizioni ostative dell’autorità provinciale competente, si è soffermata su quella dello stop all’installazione del nuovo impianto di aspirazione ritenuta invece, da azienda e parti sindacali, non differibile.

L’azienda quindi dichiara una crisi dovuta non al mercato, ma a cause diverse che generano una situazione descritta come paradossale con danni ingenti non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e che, oltre ai ricorsi in sede amministrativa, potrebbe portarli ad azioni legali più incisive. Insieme alla Regione, anche la Fiom Cgil e Confindustria Belluno Dolomiti hanno espresso preoccupazione per la situazione in essere richiamando la necessità di agevolare l’adozione di un confronto tecnico con gli uffici competenti allo scopo di definire soluzioni efficaci nel rispetto della normativa nazionale”.

“Personalmente – continua l’Assessore - confido che la discrezionalità degli organi amministrativi, richiesta anche nelle situazioni normate, venga esercitata con equilibrio e nell’ambito di un confronto il più possibile sereno e costruttivo, onde evitare intransigenze, paralisi e reazioni che, alla fine, danneggiano tutti. Ringrazio il Presidente Padrin che ha garantito il suo impegno ad approfondire la situazione, mediante il dialogo dell’amministrazione con le Parti e, al fine di risolvere le criticità oggi presentate, ha dichiarato di voler convocare nella seconda metà di ottobre, presso la Provincia di Belluno, un incontro tecnico di confronto con l’azienda a cui parteciperemo anche noi con l’Unità di crisi aziendali”.

“Come Regione – conclude Mantovan - continueremo a monitorare le evoluzioni: il prossimo incontro del tavolo regionale con tutte le Parti oggi presenti è previsto per il prossimo 5 novembre presso Confindustria Belluno Dolomiti”.

(LAVORO)




Data ultimo aggiornamento: 02 ottobre 2025