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Protezione Civile. Bottacin, “Ok Conferenza Regioni a richiesta di riconsiderare i volontari in relazione al decreto sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Grazie a Fedriga, rischio era di trovarsi senza volontari”

14 agosto 2025

Comunicato n° 1432

(AVN) Venezia, 14 agosto 2025

 

“La Conferenza delle Regioni ha assunto una decisione opportuna e importante, approvando all’unanimità la richiesta della sua Commissione Speciale Protezione Civile, di cui faccio parte, di rivedere i contenuti legati all’applicazione del decreto 81/2008 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, un tema scottante per i volontari della Protezione Civile”

Lo dice l’Assessore alla Protezione Civile del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che ringrazia il Presidente della Conferenza Fedriga per l’attenzione posta al problema, “poco noto – dice Bottacin – ma molto preoccupante per chi si mette a disposizione per aiutare gli altri nei modi più svariati”.

“Come noto – ricorda Bottacin - a seguito di un infortunio mortale accaduto a un volontario nella vicina regione Friuli Venezia Giulia, un sindaco e il coordinatore del gruppo comunale di protezione civile di cui faceva parte il volontario deceduto, sono stati rinviati a giudizio per il reato di omicidio colposo. La vicenda, come prevedibile, ha sollevato questioni sulla responsabilità dei volontari e degli amministratori locali.  Si tratta di un orientamento della magistratura piuttosto consolidato da anni quello di estendere il decreto 81/2008 “tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro” anche ad ambiti in cui non sia formalizzato un rapporto lavorativo contrattuale e quindi anche a tutto il settore del volontariato. Il rappresentante legale dell’associazione viene assimilato al datore di lavoro e i coordinatori vengono assimilati ai dirigenti. E, come tali, devono assicurare tra le altre cose anche adeguata formazione ai volontari. Non importa se si tratta di volontariato, la magistratura segue questo schema. Volontari o non volontari”.

“Per questo motivo la commissione aggiunge Bottacin - con voto espresso all’unanimità di tutte le Regioni aveva chiesto una modifica al testo del decreto 81 che, testualmente recita: “Sono espressamente escluse le attività dei volontari della protezione civile, e sono esclusi i volontari della protezione civile iscritti negli elenchi nazionali e territoriali di cui al DPCM 9.11.2012 nonché tutti i soggetti anche istituzionali che a qualunque titolo assumono compiti di responsabilità, di organizzazione, di coordinamento anche operativo, di indirizzo, di vigilanza nei confronti dei volontari della Protezione Civile. Le sedi di tali organizzazioni, nonché i luoghi di esercitazione, di formazione e di intervento dei volontari della protezione civile, non sono considerati luoghi di lavoro.”

Secondo Bottacin, “Il tema della responsabilità era particolarmente rilevante e, anche al di là del decreto 81, poteva creare distorsioni nell’applicazione delle regole del buon senso. Nei giorni scorsi, ad esempio ricorreva l’anniversario della tragedia del Molinetto della Croda in provincia di Treviso. Ancor oggi, a distanza di 11 anni, l’allora presidente della pro loco di Refrontolo è sotto processo per la morte di 4 persone, per averli lasciati accedere alla tendostruttura realizzata per una manifestazione. Il buon senso suggerisce che il presidente della pro loco abbia ben poco a che vedere con l’evento alluvionale accaduto, ma la giustizia evidentemente procede in maniera diversa, secondo quanto previsto dalle leggi. E lo dico con il massimo rispetto per le persone che hanno perso la vita. Ma la tematica della responsabilità, soprattutto per chi svolge attività volontaristiche è un tema di assoluta urgenza. Pena trovarsi senza volontari in qualsiasi campo. Cosa che farebbe collassare il Paese”.

 




Data ultimo aggiornamento: 14 agosto 2025