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“Piano Casa” del Veneto, via ai due bandi da 50 milioni. Presidente Stefani e assessori Bitonci e Roma: “Rimettiamo in circolo alloggi oggi inutilizzabili per dare risposte a chi non trova una casa”

31 ottobre 2026

Comunicato n° 1920

(AVN) – Venezia, 31 ottobre 2026

 

“Quando abbiamo annunciato i 50 milioni di euro per la casa, abbiamo assunto con i veneti l’impegno di trasformare una priorità politica in interventi urgenti ed efficaci. Oggi facciamo un passaggio decisivo approvando due bandi da 25 milioni di euro ciascuno, che mettono a disposizione risorse per recuperare gli alloggi pubblici oggi non assegnabili e per realizzare progetti di social housing destinati a chi lavora, ha un reddito ma non riesce a trovare una casa a condizioni sostenibili. Vogliamo così intervenire sulle cause dell’emergenza abitativa, aumentando l’offerta di abitazioni accessibili e valorizzando un patrimonio immobiliare che non possiamo permetterci di lasciare inutilizzato”.

Il presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani commenta così l’approvazione da parte della Giunta regionale dei due bandi FESR per alloggi a prezzi accessibili con un investimento complessivo di 50 milioni di euro, di cui 25 milioni per il recupero e la riqualificazione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica (ERP) e altri 25 milioni per interventi su alloggi e complessi immobiliari nell’ambito di progetti di social housing.

“Il problema della casa non riguarda più soltanto le persone che si trovano in condizioni di grave fragilità economica – prosegue Stefani -. Coinvolge giovani coppie, famiglie e professionisti che hanno un’occupazione ma che davanti ai prezzi del mercato immobiliare non riescono a costruire un progetto di vita autonomo. E riguarda anche territori che rischiano di perdere personale essenziale perché chi dovrebbe garantire servizi non trova un’abitazione vicino al luogo di lavoro. È su questa realtà che abbiamo deciso di intervenire. Il nostro obiettivo è fare in modo che il diritto di abitare non diventi un ostacolo alla possibilità di lavorare, mettere su famiglia e restare in Veneto”, aggiunge Stefani.

Il primo bando, con una dotazione di 25 milioni di euro, è destinato al recupero degli alloggi ERP attualmente sfitti e non assegnabili per carenze manutentive. Le risorse saranno rivolte ad Ater, Comuni e aziende speciali comunali che gestiscono il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Saranno finanziati interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, anche attraverso opere di efficientamento energetico. L’obiettivo è riportare gli appartamenti a condizioni di piena abitabilità e renderli nuovamente disponibili per l’assegnazione a canone sociale alle famiglie inserite nelle graduatorie.

Il secondo bando, anch'esso da 25 milioni di euro, riguarda invece il social housing ed è articolato in due sub-azioni: 25 milioni destinati a finalità sociali. Potranno partecipare, oltre ai Comuni e alle Ater, anche aziende speciali comunali, Ipab, Aziende ospedaliere e Istituto Oncologico Veneto.

In questo caso gli interventi dovranno riguardare immobili pubblici sfitti, da recuperare e rendere abitabili, sicuri ed energeticamente efficienti. Le abitazioni saranno destinate a categorie che incontrano particolari difficoltà nell'accesso al mercato immobiliare: personale medico, infermieristico e socio-sanitario, giovani coppie, e più in generale anche giovani e famiglie con redditi insufficienti per accedere sia all’edilizia residenziale pubblica sia alle locazioni del mercato privato, oltre ad altri soggetti fragili individuati nei progetti.

“Con questi due bandi interveniamo su due esigenze diverse, ma ugualmente urgenti: recuperare gli alloggi popolari oggi chiusi e ampliare le opportunità abitative per quella fascia di popolazione che non ha i requisiti per accedere all’edilizia pubblica, ma non dispone di risorse sufficienti per sostenere i costi del mercato privato. Questo importante intervento si inserisce in una strategia più ampia, in sintonia con il Piano Casa nazionale e con gli obiettivi del Piano sociale per il clima, che riconoscono nell’accesso a un’abitazione dignitosa e sostenibile una componente essenziale delle politiche sulla casa. Per il personale sanitario e socio-sanitario, giovani coppie e lavoratori, rappresenta un’ulteriore possibilità legata all’opportunità lavorativa. Con questa misura si aumenta il numero di alloggi disponibili, viene rimesso a disposizione delle comunità un patrimonio pubblico che oggi è inutilizzato e si offrono risposte a chi rischia di rimanere escluso sia dall’edilizia pubblica sia dal mercato privato anche in presenza di un lavoro. Per questo, comunicheremo agli Enti interessati le date di apertura dei Bandi e il collegamento alla piattaforma Avepa, cosicché possano approfittarne per presentare i progetti nel più breve tempo possibile e nei termini utili”, dichiara l’assessore regionale ai Servizi sociali e alle Politiche abitative Paola Roma.

“Abbiamo deciso di investire 50 milioni di fondi europei, che certamente sono una cifra importante e che diventano oggi due strumenti operativi, con altrettanti bandi da 25 milioni ciascuno. È un investimento nell'edilizia pubblica certamente, ma anche un intervento per rimettere a disposizione alloggi che oggi esistono, ma non possono essere assegnati, e ampliare le possibilità di accesso alla casa per chi non riesce a sostenere i prezzi del mercato. Recuperare un immobile pubblico significa migliorarne le prestazioni energetiche, generare lavoro per le imprese del settore edilizio e restituire uno scopo a edifici oggi improduttivi per la comunità. È una politica di sviluppo che valorizza la qualità del patrimonio e dà risposta ad un bisogno economico e sociale sempre più evidente. Da oggi, con questi bandi, gli enti pubblici possono presentare progetti e attivare gli interventi”, sottolinea l'assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci.

Le proposte saranno valutate da Avepa, alla quale è affidata la gestione tecnica, finanziaria e amministrativa delle procedure. Per entrambi i bandi saranno valorizzati, attraverso specifici punteggi, gli interventi localizzati nei Comuni con maggiore popolazione, le iniziative considerate ad alta priorità, i progetti con un livello di progettazione più avanzato e quelli capaci di conseguire i maggiori miglioramenti energetici. Nel bando per il social housing sarà inoltre riconosciuta priorità agli interventi rivolti al personale sanitario e socio-sanitario, alle giovani coppie e ai nuclei familiari con ridotta capacità economica.

(PRESIDENTE/FONDI UE/SOCIALE)




Data ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026