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Pesca, dalla Regione 3,55 milioni per porti e filiera ittica. Assessore Bond: “Infrastrutture moderne e imprese competitive per rilanciare un comparto in crisi”

23 giugno 2026

Comunicato n° 1085

(AVN) – Venezia, 23 giugno 2026

 

Per sostenere il settore della pesca e dell’acquacoltura, che sta vivendo una crisi senza precedenti, la Regione del Veneto mette a disposizione 3,55 milioni di euro - nell’ambito del Programma Feampa 2021-2027 - per il miglioramento delle infrastrutture portuali e per il rafforzamento della trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici. Nel dettaglio 2,8 milioni sono destinati agli investimenti nei porti pescherecci e nei luoghi di ormeggio e di sbarco, mentre ulteriori 750.000 euro sosterranno interventi per la competitività delle imprese della filiera ittica e per la transizione energetica.

 

“Con questo importante stanziamento – dichiara l’assessore regionale alla pesca Dario Bond – vogliamo dare risposta a un comparto che rappresenta una delle eccellenze produttive dell’Alto Adriatico e che negli ultimi anni è stato messo a dura prova da una serie di emergenze ambientali, economiche e normative”.

 

Il provvedimento arriva in una fase particolarmente delicata per la pesca veneta, gravata dagli effetti del cambiamento climatico, dall’invasione del granchio blu, dalla diffusione delle mucillagini e dall’aumento delle temperature marine che hanno compromesso gli equilibri biologici dell’Adriatico. Secondo i dati emersi nei tavoli istituzionali promossi dalla Regione, dalla fine del 2023 si registra un calo significativo e persistente del numero di imprese della pesca professionale e dell’acquacoltura, mentre il comparto della pesca alle vongole vive una situazione senza precedenti.

“Parliamo di una crisi che non riguarda soltanto le imprese ma intere comunità costiere – prosegue Bond –. Oggi in Veneto risultano ferme 163 imbarcazioni e oltre cento imprese specializzate nella pesca delle vongole di mare sono senza attività da oltre un anno e mezzo. Nel 2025 la produzione di vongole e bivalvi nei compartimenti marittimi veneti è stata sostanzialmente azzerata. Numeri che raccontano la portata di una difficoltà che richiede interventi strutturali e una forte collaborazione tra istituzioni, Europa e categorie economiche”.

 

Il primo bando dedicato ai porti e ai luoghi di sbarco finanzierà opere di riqualificazione delle banchine, ammodernamento delle infrastrutture, impianti per la raccolta dei rifiuti marini, sistemi per la produzione del ghiaccio, attrezzature funzionali alle attività di pesca e interventi per migliorare le condizioni di lavoro, salute e sicurezza degli operatori. Gli interventi puntano a rendere più efficienti e sostenibili gli approdi della pesca professionale veneta e a rafforzare la qualità delle produzioni ittiche.
“Le infrastrutture – commenta Bond - rappresentano il primo anello della filiera. Con queste risorse sosteniamo interventi capaci di generare benefici duraturi per le marinerie venete”.

 

Il secondo bando, dedicato alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici, sostiene invece investimenti finalizzati all’efficientamento energetico e all’innovazione dei processi produttivi: “In una fase in cui i costi di produzione continuano a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese, sostenere l’innovazione e la transizione energetica significa aiutare il settore a rimanere competitivo e a creare nuove opportunità occupazionali”.

 

L’importo complessivo dei due bandi ammonta a 3,55 milioni di euro, finanziati attraverso risorse europee, nazionali e regionali nell’ambito del FEAMPA 2021-2027. Le domande dovranno essere presentate entro 90 giorni dalla pubblicazione dei bandi nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

 

(PESCA)




Data ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026