STUDIO CGIA SU TRASFERIMENTI ALLE PROVINCE. ASSESSORE SPECIFICITÀ BELLUNO: “CERTIFICATO INEQUIVOCABILMENTE IL TRADIMENTO DEI GOVERNI ROMANI DEGLI ULTIMI ANNI”

Comunicato stampa N° 637 del 16/05/2018
 (AVN) Venezia, 16 maggio 2018 
 
“Sono emerse in questi giorni le risultanze di uno studio della CGIA di Mestre che certificano in maniera inequivocabile quanto sostengo fin da tempi non sospetti, ovvero il tradimento perpetrato nei confronti delle Province da parte dei governi romani degli ultimi anni”. 
 
A dirlo è l’assessore regionale con delega alla Specificità di  Belluno, che sottolinea altresì come “l’unica ancora di salvezza, per quanto riguarda in particolare Belluno, sia stata la Regione del Veneto”.
 
“Le Province ordinarie, tutte, sono state infatti usate in maniera ignobile dallo Stato per risanare i propri bilanci – prosegue l’assessore –, non solo attraverso il taglio ai trasferimenti al territorio ma addirittura chiedendo che le Province stesse versassero una quota delle risorse introitate direttamente. Una situazione negativa che denuncio fin dal 2011, epoca in cui ero presidente della Provincia di Belluno e venivo attaccato per una mia presunta incapacità di chiudere il bilancio. Incapacità, che se fosse stata vera, sarebbe stata poi da condividere anche con il commissario che mi succedette nel ruolo e successivamente pure con i presidenti di secondo grado che si sono alternati alla guida di Palazzi Piloni, i quali, a riprova che il problema non era il sottoscritto, hanno avuto problemi di bilancio ben più gravi dei miei, in quanto i tagli statali sono progressivamente aumentati governo dopo governo e l’unico polmone vitale per Palazzo Piloni è stato quello fornito dalla Regione”.
 
“Una Provincia – sottolinea l’assessore – che ha subito, a causa delle manovre statali susseguitesi negli ultimi anni e in particolare della Legge di Stabilità 2015, tagli che sono arrivati addirittura al 37,6% rispetto alle entrate precedenti, solo parzialmente compensati da un aumento comunque importante dei trasferimenti regionali superiore mediamente al 22%: cifre impietose, ancora più gravi se accostate al fatto che ai tagli alle Province si sommano quelli ai Comuni, che fanno sì che ad ogni bellunese siano venuti a mancare oltre 250 euro annui. Una cosa scandalosa se pensiamo che nelle casse romane invece resta dal residuo fiscale degli abitanti della Provincia quasi un miliardo di euro”.
 
“Eravamo e siamo in una situazione comunque senza via d’uscita – conclude l’assessore –. L’ho ricordato spesso, evidenziando che se lo Stato non avesse ripristinato gli oltre trenta milioni di euro tagliati alla Provincia di Belluno in questi ultimi anni, pari a oltre un terzo delle entrate dell’ente, considerando la vastità del territorio abitato da una popolazione decisamente ridotta e quindi con minime entrate proprie, qualsiasi diverso intervento avrebbe avuto l’effetto di un temporaneo palliativo, un piccolo placebo comunque assolutamente insufficiente per guarire una malattia terminale. Il mio auspicio, perciò, è che, anche partendo da dati certificati da associazioni terze, come quelli divulgati dalla CGIA, i governi che verranno non dimentichino il problema delle province, in primis quelle interamente montane come Belluno e Sondrio”.
 


Data ultimo aggiornamento: 16/05/2018

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