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Archivio Comunicati
Notizia n. 263 del 18/02/2019

TRAPIANTI. LANZARIN “UN SUCCESSO FATTO DI SCIENZA E GENEROSITA’. E’ IL VENETO DELL’INTEGRAZIONE DI FATTO TRA SANITA’ E SOCIALE”

18/feb/2019 | TRAPIANTI. LANZARIN “UN SUCCESSO FATTO DI SCIENZA E GENEROSITA’. E’ IL VENETO DELL’INTEGRAZIONE DI FATTO TRA SANITA’ E SOCIALE”

Notizia n. 257 del 18/02/2019

FONDAZIONE VENETO FILM COMMISSION. L’ASSESSORE CORAZZARI PRESENTA IL NUOVO CDA PRESIEDUTO DA LUIGI BACIALLI: “FACCIAMO CRESCERE LE PROFESSIONALITÀ TECNICHE E ARTISTICHE DELLA NOSTRO TERRITORIO”

18/feb/2019 | assessore alla cultura e al territorio, della Regione del Veneto, Cristiano Corazzari ha presentato stamane a Venezia i componenti Consiglio d’Amministrazione della Fondazione “Veneto Film Commission”,

Notizia n. 259 del 18/02/2019

TURISMO E TURISTI NEL VENETO: UNO STUDIO DELLA REGIONE RIVELA LE CARATTERISTICHE DELLA PRINCIPALE INDUSTRIA DEL TERRITORIO

18/feb/2019 | Federico Caner Assessore portale della Regione del Veneto, studio ampio e approfondito sul turismo realizzato dall’Ufficio di Statistica regionale intitolato “Analisi del Sistema turistico del Veneto: la domanda, l’offerta, l’impatto economico, sociale e ambientale

Notizia n. 260 del 18/02/2019

SANITÀ: SOPRALLUOGO ASSESSORE LANZARIN AL CENTRO REGIONALE PER L'AUTISMO DI VERONA E AL POLO OSPEDALIERO DI BORGO TRENTO

18/feb/2019 | SANITÀ: SOPRALLUOGO ASSESSORE LANZARIN AL CENTRO REGIONALE PER L'AUTISMO DI VERONA E AL POLO OSPEDALIERO DI BORGO TRENTO

Notizia n. 262 del 18/02/2019

VENETO IN GINOCCHIO. APRE DOMANI A ROCCA PIETORE IL PRIMO PRESIDIO OPERATIVO A SUPPORTO DEI TERRITORI COLPITI DALLA TEMPESTA “VAIA”

18/feb/2019 | VENETO IN GINOCCHIO. APRE DOMANI A ROCCA PIETORE IL PRIMO PRESIDIO OPERATIVO A SUPPORTO DEI TERRITORI COLPITI DALLA TEMPESTA “VAIA”

GIOCO PATOLOGICO: REGIONE VENETO VARA PRIMO PIANO DI PREVENZIONE E CONTRASTO - ASSESSORE, “5,3 MILIONI ALLE ULSS E A BREVE LEGGE REGIONALE PER DARE CONTINUITÀ A INTERVENTI”

Comunicato stampa N° 1185 del 31/08/2017
 (AVN) Venezia, 31 agosto 2017

 

La Regione Veneto vara il primo piano di prevenzione e contrasto al gioco patologico e di cura dei malati di azzardo e mette a disposizione 5,3 milioni di euro per potenziare i servizi per le dipendenze e sperimentare nuovi modelli innovativi di prevenzione e cura, nonchè per rafforzare le reti locali e le esperienze di mutuo aiuto.

 

Il piano è stato presentato oggi dall’assessore regionale al Sociale ai direttori dei servizi sociali e ai direttori dei Serd delle 9 Ulss venete. “Per la prima volta diamo una risposta istituzionale, organica e omogenea in tutto il territorio regionale ad una piaga sociale che si profila sempre più come una vera e propria emergenza.  Il fenomeno del gioco compulsivo, dalla dipendenza da ‘schedina’ o da slot machines alle scommesse sportive, è in continuo aumento negli ultimi vent’anni,  in particolare tra i giovani, gli anziani e le donne. Tanto che da quest’anno la cura del gioco patologico rientra nei Lea, i livello essenziali di assistenza sanitaria. Con questo piano, che definisco ambizioso per risorse e obiettivi, la Regione investe sulla prevenzione, sul trattamento di cura, sul recupero e sulla riabilitazione, con un approccio multiplidisciplinare e integrato, coinvolgendo anche le reti territoriali e il privato sociale.  Non sono solo i Servizi per le dipendenze a doversi fare carico dei ‘malati di gioco’, ma dev’essere tutta la comunità e l’intera rete dei servizi locali ”.

 

“A breve – ha poi anticipato l’assessore – la Giunta veneta varerà una proposta di legge organica per dare cornice normativa alle azioni previste dal piano e rendere così operative in tutto il Veneto le strategie di prevenzione, cura e contrasto al gioco patologico”.

 

Secondo gli indici epidemiologici delle ricerche più recenti – ha reso noto Graziano Bellìo, psichiatra, direttore del Servizio per le dipendenze di Castelfranco Veneto e consulente scientifico del piano – i giocatori problematici in Veneto sono 32.500 e i potenziali ‘malati di gioco patologico’ in Veneto sono stimabili tra i 3200 e i 3700. Ma solo la metà di questi si rivolge ai servizi pubblici per chiedere un aiuto a uscire dalla spirale della lupopatia . “Obiettivo del piano – afferma l’assessore – è offrire a tutti i Serd risorse, formazione e strategie per intercettare quanti non hanno ancora avuto il coraggio di vincere la paura e lo stigma sociale e aiutarli a chiedere una mano per uscire dalla trappola della dipendenza”.

 

Il piano regionale prevede attività di informazione e sensibilizzazione (a partire da baristi, tabaccai, gestori dei punti scommessa), interventi di prevenzione nelle scuole e nei centri anziani,  programmi di cura e di riabilitazione, valorizzazione delle esperienze territoriali del mutuo aiuto.

 

Tra le novità, oltre alla valorizzazione delle esperienze di auto-mutuo-aiuto, ci sono strategie di approccio per categorie (tra le nuove vittime del gioco i più vulnerabili appaiono gli anziani e le donne, oltre ai giovani specie se con basso grado di istruzione) e la sperimentazione di risposte residenziali o semiresidenziali: comunità protette e centri diurni per ‘disintossicare’ le vittime dell’azzardo e delle scommesse e aiutarle a recuperare una ‘normalità’ di vita.

 

Il budget di spesa per le attività previste dal piano regionale ammonta a 5.3 milioni di euro, di cui 4.050.000 provenienti dal Fondo nazionale per il gioco patologico e 1.280.000 euro dal Fondo sanitario regionale. Un quarto dei fondi è destinato alla prevenzione, due terzi, pari a 3.520.000 euro, per interventi di cura e riabilitazione. Il rimanente va per le attività istituzionali (tavoli regionali e provinciali di coordinamento, reti tra comuni) e per quelle di ricerca, coordinate dall’Università di Verona.

 

“La vigilanza nei confronti di questa emergenza sanitaria e sociale non nasce oggi – ha specificato l’assessore – E’ dal 2000 che i Servizi per le tossicodipendenze del Veneto hanno iniziato ad occuparsi, in modo sperimentale di questa particolare dipendenza che non usa sostanze. Anche la legislazione regionale è ripetutamente intervenuto inserendo il gioco d’azzardo nei programmi del Piano sociosanitario regionale, prevedendo con la finanziaria del 2015 piani di prevenzione e azioni dissuasorie nei confronti dei pubblici esercenti che installano slot e videolotterie e, nel 2016, con norme urbanistiche in merito a distanze minime dei punti gioco dai cosiddetti ‘luoghi sensibili’, come scuole, centri di aggregazione e centri per anziani. Il Veneto è, inoltre, una delle quattro regioni italiane che ha sottoscritto il Manifesto contro le lupopatie, per impegnare il governo a non favorire l’industria del gioco”.

 

Una posizione che l’assessore regionale ribadirà anche in occasione della prossima Conferenza unificata Stato-Regioni, prevista a settembre, dedicata a trovare l’intesa sulla proposta di regolamentazione dei ‘punti gioco’ messa a punto dal sottosegretario Baretta: “Al Governo e alle altre Regioni - ha scandito l’assessore – ribadiremo la nostra posizione: chiediamo che lo Stato  riconosca gli sforzi messi in campo da questa amministrazione e dagli enti locali del Veneto e rispetti gli interventi normativi più restrittivi sinora attuati a livello locale per stabilire distanze minime e orari di apertura dei punti gioco”.

 



Data ultimo aggiornamento: 31/08/2017

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