MARCATO VISITA L’AZIENDA CHE HA PROGETTATO E PRODOTTO LA MANDIBOLA ARTIFICIALE TRAPIANTATA A PADOVA: ‘’UN’ECCELLENZA DEL MODELLO VENETO, CHE CREA PIL, OCCUPAZIONE E RICERCA’’

Comunicato stampa N° 289 del 26/02/2016
Marcato con Sandi che mostra il modello della mandibola (AVN) – Padova, 26 febbraio 2016

Ha avuto notevole risalto nei giorni scorsi il trapianto artificiale di mandibola effettuato a Padova, con cui è stato ricostruito per la prima volta in Italia il volto di un paziente. A monte della realizzazione della protesi artificiale in titanio, che ha riprodotto fedelmente le caratteristiche anatomiche della porzione mancante e deformata della mandibola del paziente comprendendone anche le inserzioni muscolari indispensabili, c’è stata l'elaborazione al computer delle immagini dello scheletro facciale e poi un modello virtuale 3D della mandibola. 

L’assessore regionale allo sviluppo economico, ricerca e innovazione Roberto Marcato per conoscere meglio il lavoro svolto ha visitato l’azienda di Padova, la 3Dfast, che ha progettato e prodotto la protesi, accolto e accompagnato dal titolare Andrea Sandi.

La 3Dfast con i suoi dodici dipendenti è specializzata soprattutto nelle realizzazioni in campo odontoiatrico ma, insieme alle consociate Sintac ed Efestolab, progetta e produce diverse parti anatomiche – dal cranio fino al piede -  per gli innesti chirurgici e molto altro ancora, utilizzando con sofisticati macchinari poliammide, titanio e la lega cromo-cobalto. Collabora ormai da sei anni con i medici della clinica universitaria di Padova che hanno creduto in questa tecnologia all’avanguardia con la quale si stanno ottenendo ottimi risultati e un miglioramento delle aspettative di vita in molti casi critici che richiedono delicate ricostruzioni con protesi personalizzate.

“Quest’azienda - ha detto Marcato complimentandosi – è un’eccellenza del Veneto e di Padova, in particolare, che sta tornando ad essere punto di riferimento nel campo medico-scientifico e della ricerca, grazie anche alla sua università. E’ una piccola azienda che ha saputo coniugare le abilità di base con la ricerca e l’innovazione, smentendo clamorosamente i molti “soloni” che continuano a dire che per fare ricerca occorre una massa critica importante. Questo dimostra che il modello veneto, fatto di imprese con 10-15 addetti, continua a funzionare e sta creando PIL, occupazione, ricerca e alta tecnologia. La Regione ha destinato circa 160 milioni di euro di fondi europei per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione, proprio perché vogliamo aiutare le Pmi venete a crescere ancora e investire in settori nuovi”.


Data ultimo aggiornamento: 26/02/2016

roberto marcato ricerca e innovazione
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